Parigi, il mare dentro

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Riapre a Parigi il Musée National de la Marine. Un’immersione nella sontuosa ristrutturazione firmata h2o architectes e Snøhetta.

Parigi, il mare dentro
Foto Maxime Verret

Ci sono voluti sei anni di lavori per arrivare al nuovo Musée National de la Marine, riaperto a novembre 2023 a Parigi. Ospitato nel Palais de Chaillot in piazza del Trocadero, di fronte alla Tour Eiffel che sorge al di là della Senna, il museo è stato reinterpretato da h2o architectes – studio parigino specializzato in progettazione e riconfigurazione architettonica e urbana – e dai norvegesi Snøhetta, gruppo di professionisti interdisciplinare che si occupa, fra i vari ambiti, di architettura, architettura del paesaggio e d’interni. Completamente ripensato, oggi il Musée National de la Marine offre un viaggio fra storia e contemporaneo, dove accanto ai pezzi della collezione si trovano sorprese design da non perdere.

Carta d’identità

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Foto Maxime Verret

Il Musée National de la Marine nacque nel 1752 per accogliere la collezione di modellini di navi antiche offerta nel 1748 al re Luigi XV da Henri Louis Duhamel du Monceau, ispettore generale della Marina nel 1739. Inizialmente collocato in alcune sale del primo piano del Louvre, all’ampliarsi della collezione venne trasferito nel 1937 nel Palais de Chaillot. A oggi il museo conta sei sedi in Francia: oltre quella principale di Parigi, le sedi distaccate si trovano a Brest, Port Louis, Rochefort, Tolone e Dugny.

La mostra inaugurale sarà aperta fino al 5 maggio 2024: dedicata al cinema e al mare visto attraverso gli occhi dei cineasti, Obiettivo mare: l’oceano filmato raccoglie più di 300 opere, tra cui disegni di Georges Méliès, numerose locandine, la telecamera sottomarina utilizzata per il film Titanic (1997) e una serie di pellicole che vanno dai fratelli Lumière alla saga del Pirata dei Caraibi.

Un progetto imponente

Parigi, il mare dentro
Foto Maxime Verret

Le onde del mare e il loro movimento ciclico hanno ispirato il sinuoso restyling del museo, che è stato condotto a più mani. Il mandatario h2o architectes si è occupato della progettazione generale e della direzione lavori dei nuovi spazi: reception, esposizione, ristorazione, insieme al nuovo auditorium e agli uffici del personale. Lo studio parigino si è inoltre interfacciato con lo studio di progettazione museale ed espositiva Casson Mann, che ha seguito la museografia e la scenografia. Snøhetta si è invece concentrato sulla progettazione dell’ingresso e sull’integrazione dell’area reception e della biglietteria.

Parigi, il mare dentro
Foto Maxime Verret

La visita inizia con l’accesso al vestibolo, più intimo e raccolto, che precede la sala a tutta altezza da cui si diramano i vari spazi del museo: le sale espositive, il ristorante, il bookshop, le aule per i seminari e l’auditorium. Nel nuovo allestimento il museo ospita le collezioni permanenti sui due livelli della Galleria Davoud (piano terra e livello del giardino), mentre il nuovo auditorium e le mostre temporanee sono situati nella Galleria Carlu.

La riapertura della storica scalinata risalente a fine Ottocento facilita i molteplici percorsi tra i livelli dell’edificio e il giardino, offrendo prospettive inaspettate sui nuovi spazi realizzati al livello del mezzanino, tra cui una sala stampa, una sala per i soci e uno spazio espositivo.

Parigi, il mare dentro
Foto Maxime Verret

Il nuovo progetto stabilisce un dialogo costante e attento tra passato e presente del museo, all’interno come all’esterno. La posizione dell’edificio, adagiato sulla collina tra la piazza del Trocadero e i giardini, si riconosce anche all’interno grazie alla riapertura delle antiche finestre sulla facciata. Inoltre, è stato reincorporato il padiglione terminale, al centro del percorso di visita, caratterizzato da un oculo, disegnato da Davioud per il progetto del 1937 ma mai realizzato, che è stato ora  finalmente aperto. Con la sua vertiginosa nuova altezza, il padiglione terminale crea un collegamento visivo tra i livelli delle gallerie sovrapposte e mette in risalto il soffitto a volta del 1878, anch’esso oggetto di restauro.

Come trasportati dalle onde

Parigi, il mare dentro
Foto Maxime Verret

L’obiettivo della museografia elaborata dallo studio Casson Mann era quello di portare il mare dentro l’edificio. Focus del concept sono le sculture scenografiche – lo scafo di una nave, un container sospeso, un’enorme onda e la luminosa decorazione dorata La Réale – che creano punti di grande attrazione visiva, guidando i visitatori nel percorso. Oltre a queste installazioni scultoree e alle proiezioni multimediali immersive, gallerie tematiche intrecciano pezzi storici e interazioni digitali per raccontare storie di attività umane: commercio, sport, tempo libero, viaggi, guerra, pace…

Ad arricchire il layout del museo, infine, ci sono i materiali e l’illuminazione, che contribuiscono a portare una nota contemporanea agli interni storici. Gli arredi e i pavimenti in legno evocano la tradizione dell’industria nautica, mentre l’equilibrio accorto tra luce naturale e luce artificiale crea ambienti ariosi in tutti gli spazi dell’edificio.

Parigi, il mare dentro: foto e immagini