Non solo cocktail

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista

I luoghi dedicati all’arte della mixology diventano sempre più design. A Firenze e Torino due bistrot si propongono come angoli urbani sofisticati e inconsueti.

Non solo cocktail
Eredi Borgnino Vittorio – Cocktail Bistrò Boutique. Design Studio Velvet. Foto Barbara Corsico

Gli appassionati gourmet sanno che mangiare bene è solo metà dell’opera, bere altrettanto bene è l’altra. In particolare, sperimentare cocktail preparati ad arte per un buon pairing può rivelarsi davvero entusiasmante.

Quando alta cucina, mixology e design si incontrano, si raggiunge la combinazione perfetta in tutti (e per tutti) i sensi. A Firenze e Torino, due location di recente apertura vanno proprio in questa direzione: caratterizzate da una formula piacevolmente snella, offrono cucina curata e bevande particolari in un contesto architettonico non banale.

Strozzi Bistrò: atmosfera rinascimentale contemporanea

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Foto Pasquale Formisano

Uno degli edifici più conosciuti di Firenze. Palazzo Strozzi è un palazzo rinascimentale risalente alla prima metà del 1500, situato nel cuore della città. Oltre lo spazio espositivo dell’omonima Fondazione, qui si trova Strozzi Bistrò, firmato da Novembre Studio, capitanato da Fabio Novembre.

Il dehors esterno si affaccia sulla corte del palazzo, godendo degli spazi di ampio respiro del colonnato. Fra i tavolini si riconoscono le poltrone Nemo, firmate dallo stesso Novembre per Driade, che aggiungono un elemento scenografico dal sapore quasi surrealista.

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Foto Pasquale Formisano

All’interno, il ritmo dell’impianto delle originarie volte a crociera viene richiamato da una pavimentazione geometrica che divide lo spazio in 6 settori, alternando sfumature di grigio chiaro e scuro. I capitelli a parete preesistenti sono valorizzati  dalla nuova illuminazione studiata su misura. Così organizzata, la sala porta naturalmente l’attenzione sull’imponente bottigliera in specchio che ricorda la forma del portone di ingresso originario.

Il bancone del bar, così come lo spazio cucina in sala, sono rivestiti in cuoio ocra con un motivo a mattoni che rimanda al bugnato della facciata esterna. Sulle pareti, un rivestimento disegnato da Fabio Novembre nei toni del blu, colore sociale del museo, decorato con i simboli araldici della famiglia Strozzi, le tre lune crescenti. L’interno si divide fra il minimalismo dei tavolini e l’imponenza del bancone e delle volte, messi in risalto da un’illuminazione soffusa e attenta.

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Foto Pasquale Formisano

Aperto da colazione al dopocena, Strozzi Bistrò ospita come chef residente lo stellato Tommaso Arrigoni, già noto per il suo ristorante Innocenti Visioni e la sua consulenza al Ristorante Terrazza Triennale, entrambi a Milano. Il menu offre pietanze che valorizzano materie prime e citano ricette della tradizione, riservando uno spazio creativo a drink e cocktail: ispirati alle mostre che hanno luogo nel museo ai piani superiori,  propongono abbinamenti inusuali.

Eredi Borgnino Vittorio: un po’ bistrot un po’ boutique

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Foto Barbara Corsico

Ricavato in una ex fabbrica di pianoforti riqualificata, in una delle zone più affascinanti del centro di Torino, Eredi Borgnino Vittorio è uno spazio dalla doppia anima. Di giorno è una boutique dedicata ai prodotti Exica, fra i leader nel settore della frutta secca e disidratata. Dal tardo pomeriggio diventa un bistrot dalla vocazione mixology, dove si possono gustare sfiziose tapas gastronomiche per accompagnare gli aperitivi e i cocktail inseriti in carta. Dietro il menu si cela lo staff della Credenza, ristorante stellato di San Maurizio Canavese, che ha studiato le proposte più adatte per esaltare i sapori dei drink inediti ideati dal bar manager.

L’interior design è stato curato dallo studio Velvet di Torino, il cui fondatore e direttore artistico Gianluca Bocchetta racconta:

Dai primi anni del Novecento fino agli anni Ottanta il locale è stato un laboratorio che costruiva pianoforti. Disposto su due livelli, nel piano interrato avveniva la produzione e la laccatura, mentre nella sala superiore, a piano strada, si svolgeva la vendita con l’esposizione dei vari manufatti. Per questo motivo i locali non erano provvisti di alcuna utenza, addirittura il piano interrato non aveva pavimentazione. Gli interventi quindi sono stati massicci, dalla realizzazione degli impianti idrici-sanitari, elettrici, meccanici e strutturali, al consolidamento delle volte, fino alla realizzazione di un varco con scala che collega i due livelli.

Il piano a livello strada ospita ora la rivendita, dove il pezzo forte sono gli scaffali per l’esposizione dei prodotti, tantissimi vasetti che attirano l’attenzione per colori e contenuto. Proseguendo si trova il bancone del bar, un blocco di alluminio, pulito ed essenziale, che rimanda all’idea della tecnologia, molto presente nella trasformazione moderna della frutta secca. Sul fondo, un tavolo laccato in azzurro e le toilette.

Non solo cocktail
Foto Barbara Corsico

Il passaggio al livello inferiore avviene tramite una scala al centro del locale. Qui si trovano cucina e laboratorio, più un salotto caratterizzato da velluti e lampade in vetro soffiato. A eccezione delle sedie Lisa firmate da Marcello Ziliani per Scab Design, tutti gli arredi sono stati progettati su misura e realizzati da ABC general contractor.

Abbiamo selezionato palette e materiali che evocassero un gusto classico, cui abbiamo accostato materiali più tecnici, quali acciaio, alluminio, laminati in formica neri.

Le laccature a poliestere, come quelle dei pianoforti, sono declinate in colori pastello azzurro e bordeaux che regalano una nota contemporanea agli ambienti. Il ferro nero, puro e cerato, è stato usato come superficie di finitura per arredi e pareti. L’amaranto dell’ingresso è un omaggio a uno dei colori della città. Infine, a moltiplicare le prospettive degli spazi ci sono gli specchi bronzo e silver.

Non solo cocktail: foto e immagini