Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli

Autore:
Marilena Pitino
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

Il progetto di architettura è sovrapponibile a quello di un capo di abbigliamento? Come immaginano la moda gli architetti? Quanto incide la funzionalità e quanto la decorazione negli accessori, per traslazione paragonabili ai dettagli di un edificio? La relazione tra architettura e fashion è da sempre intensa.

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
Hat-à-design, The heart of fashion

Visionari, decorativisti o aderenti ai dettami più funzionali, designer e architetti rappresentano spesso un trait d’union tra moda e architettura. Sono infatti numerosi i professionisti internazionali che si sono cimentati nel progetto di intere collezioni di abiti o addirittura lanciando personali brand che rispecchiano il loro modo di vivere e di percepire lo spazio. Alla recente Milano Design Week alcuni designer hanno riletto giacche, cappelli e bastoni immaginando nuove modalità di utilizzo e reinventandone il significato. A noi la possibilità di trarne spunto per l’outfit, quotidiana opera architettonica plasmata sul nostro corpo.

La giacca del designer

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
La giacca del designer

11 capispalla, disegnati da 11 designer è il tema della mostra La giacca del designer, esposte a Milano nel corso della Milano Design Week nella storica e prestigiosissima Galleria Lorenzelli.

Il progetto, curato da Lorenzo Palmeri e Mario Scairato, nasce dall’idea di disegnare una sorta di divisa a metà tra lo strumento da lavoro e il costume del supereroe.

Il tema della giacca deriva dalla nostra predilezione personale per il capo e da una scelta di semplificazione, necessità di contenimento sulla genericità dell’idea di vestito. La giacca, poi, è in genere il capo da lavoro principale, il simbolo della divisa, militare e civile: la giacca del Cameriere, dell’Operaio, del Carabiniere, del Pilota di aeroplano, dell’Architetto, dell’Avvocato, dell’Ingegnere, dello Sportivo…, raccontano i designer.

Che hanno così invitato designer-amici a progettare la giacca che vorrebbero indossare nella loro vita lavorativa o nel loro tempo libero. Un elemento capace di veicolare un messaggio preciso e che ne intercetti comportamenti, tic, abitudini.  Una giacca pensata per sé stessi ma con un pensiero rivolto anche al mondo e al mercato.

11 sono i designer internazionali invitati a misurarsi con la progettazione di questo capo di abbigliamento – Denise Bonapace, Arman Avetikyan Alessandro Guerriero, Giulio Iacchetti, Martinelli Venezia, Maria Walter Nielsen, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni, Elena Salmistraro, Mario Scairato e Attila Veress, che ognuno ha interpretato secondo il personale estro.

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
Giubba Talare di Giulio Iacchetti

Con la giacca SWAT, Mario Scairato propone un gilet ispirato al mondo militare, da indossare ogni mattina per “caricare” la giornata lavorativa; mentre Matteo Ragni propone Full Cotton Jacket, come un guerriero della quotidianità, pensa a una divisa a tante tasche per avere sempre tutto a portata di mano. In un affinità di pensiero, La tasca (quasi) nascosta di Lorenzo Palmeri  è un gilet simile a quello di un pescatore ma dove tutto rimane implicito, quindi quasi nascosto, per viaggiare leggeri. Al Millimetro è invece la proposta di Martinelli Venezia, dove i bordi della giacca sono ricamati con cuciture precise e sottili linee parallele; Giubba Talare di Giulio Iacchetti è una un abito severo, senza aperture, per chi desidera sentirsi investito (prima che fare) nel ruolo di progettista.

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
Al Millimetro di Martinelli Venezia

Tutte le giacche sono state realizzate ida STP Company in fibra di TENCELTM Lyocell prodotta da Lenzing. Si tratta di una fibra ecologica, di origine naturale, estratta dalla pianta di Eucalipto e creata attraverso un processo di rigenerazione della cellulosa del legno, ovvero dei polimeri naturali presenti nelle cellule vegetative.

Hat-à-design, The heart of fashion

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
Giano Btesta di Matteo Cibic

Collaborando con gli architetti Marzia e Leonardo Dainelli/Dainelli Studio, nella mostra Hat-à-design, The heart of fashion, Patrizia Fabri – anima della storica bottega d’arte romana Antica Manifattura Cappelli e di un recente spazio a Milano in Corso Monforte 25 – ha messo in scena i cappelli, emblema d’eleganza. Personaggi di spicco del mondo del design e della moda, hanno realizzato una collezione di copricapi a scopo benefico per Fondazione Francesca Rava-NPH Italia ETS, che da oltre 20 anni aiuta l’infanzia e l’adolescenza in condizioni di disagio, le mamme e le donne fragili in Italia, ad Haiti e nel mondo.

L’esposizione curata dalla giornalista e scrittrice Patrizia Piccinini è stata ospitata nel rinnovato studio di Brera di Dainelli Studio durante la Design Week milanese. Tra i designer coinvolti: Matteo Cibic, Sara Ricciardi, Danielli Studio, i fashion designer Patricia Porada e Paola Cademartori.

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
PENTAGON, The Power of Collective Thinking di Sara Ricciardi

Giano Btesta di Matteo Cibic si ispira a Giano, la famosa divinità greca con due teste, perchè anche questo capello può essere indossato in due diversi modi. Fac di Dainelli Studio è invece un cappello dalle proporzioni di un tavolino, che valorizza la tecnica artigianale dell’intreccio della paglia; PENTAGON, The Power of Collective Thinking di Sara Ricciardi è un cappello a cinque teste che propone il muoversi  insieme, un corpo solo che diventa un abbraccio, che si sposta in una direzione condivisa.

Il bastone da passeggio, accessorio da riscoprire

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
walking sticks & canes

walking sticks & canes è la mostra ideata dal designer giapponese di stanza a Milano Keiji Takeuchi, che ha coinvolto 18 designer internazionali nello spazio della Quadreria in Triennale Milano durante la Milano Design Week 2024.

walking sticks & canes (cioè i bastoni da passeggio, ndr) è un argomento universale, oggetti purtroppo sottovalutati sebbene offrano infinite possibilità di esplorazione. Con questa mostra vogliamo presentare 18 esemplari realizzati da designer da me stimati, allo scopo di sensibilizzare il pubblico nei confronti di questo oggetto essenziale, spiega Keiji Takeuchi.

La mostra indaga infatti questi testimoni silenziosi di epoche passate e compagni fidati dei nostri giorni. Ma è anche una riflessione sul ruolo che questi elementi rivestono nella nostra contemporaneità. Diversi i designer coinvolti: Alban Le Henry, Alberto Meda, Anker Bak, Cecilie Manz, Chris Liljenberg Halstrøm, Henri Frachon, Hugo Passos, Jasper Morrison, Julie Richoz, Julien Renault, Jun Yasumoto, lo stesso Keiji Takeuchi, Maddalena Casadei, Marialaura Irvine, Michel Charlot, Pierre Charpin, Ville Kokkonen, Wataru Kumano.

Design da indossare: giacche, bastoni e cappelli
walking sticks & canes

Col passare del tempo il bastone si è evoluto di pari passo con i mutamenti culturali e della società, assumendo naturalmente significati e scopi diversi.  Nel corso della sua storia è diventato un simbolo di autorità e potere, anche ecclesiastico, e successivamente uno statement di stile e l’espressione dello status sociale. Oggi il bastone è spesso associato agli anni che avanzano e chi lo usa è spesso visto con compassione. Tuttavia, vi sono persone che trovano modi inaspettati e affascinanti di trasformarlo in un riflesso della loro storia e della loro personalità, da sfoggiare con piacere e orgoglio. Per alcuni il bastone è quasi un’autocaricatura, per altri uno strumento da personalizzare in base alle proprie esigenze, per altri ancora è l’oggetto di un’attenta ricerca per trovare quello che meglio li rappresenta, afferma il designer.

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