A Torino uno student hotel di nuova generazione
Progettata da Picco Architetti con interni firmati dallo studio lamatilde, l’ultima sede di Camplus a Torino ci parla di un nuovo modo di pensare le residenze per studenti.

La realtà ha superato la fantasia. Parlando di residenze per studenti, stiamo assistendo a un boom di soluzioni che offrono a chi studia in trasferta sistemazioni a prezzi (più o meno) accessibili, con una logica dell’abitare nuova, molto diversa da quella simil monastica di un tempo. Sulla scia di un trend più grande che vuole spazi ibridi – i coworking, ma anche il social housing, fino a certe formule di hospitality – gli studentati stanno attraversando una fase di grande cambiamento nella loro progettazione. Luoghi dove dormire è solo una delle opzioni possibili: socialità, condivisione, servizi sono i focus che potenziano le nuove strutture. Che solitamente portano innovazione non solo dentro l’edificio, ma anche fuori, collocandosi in zone urbane strategiche.
Camplus a Torino

Per esempio, Camplus è un progetto di student housing con sedi in diverse città italiane, tra cui Bologna, Catania, Firenze, Milano, Roma e Venezia. Completata nel 2021 e pensata sia per gli studenti sia per i giovani lavoratori, la sede di Torino è progettata da Picco Architetti, mentre lo studio lamatilde è stato coinvolto per l’allestimento degli spazi comuni.
L’edificio si trova nel quartiere Regio Parco. Si inserisce in un importante progetto di riqualificazione attuato dal Comune, che ha interessato parchi, fondazioni museali, studi di architettura, di design e gallerie d’arte. In zona, la Nuvola Lavazza, progettata dallo studio di Cino Zucchi, oltre al museo e agli uffici del brand omonimo, comprende anche la sede dell’Istituto d’Arte Applicata e Design (IAAD). Poco distante si trova la Fondazione Fitzcarraldo, centro indipendente che svolge attività di progettazione, ricerca, formazione e documentazione sul management, l’economia e le politiche della cultura, delle arti e dei media. Vicino al fiume si riconosce il Campus Luigi Einaudi, progettato dallo studio Foster&Partners e inaugurato nel 2012.
Interni dinamici e personalizzati

La residenza è organizzata in diverse formule abitative: camere singole, doppie, cluster con due o tre camere e soggiorno, tutte prevedono angolo cottura e bagno. Lo studio lamatilde si è occupato degli spazi comuni, con l’obiettivo di favorire l’incontro e la relazione tra gli ospiti, così ci raccontano:
Il nostro approccio prevede lo studio del contesto di intervento per individuare le peculiarità specifiche di ogni progetto, che possono riguardare diversi aspetti, da quello storico-culturale a quello più prettamente funzionale, relativo alle modalità di fruizione e alle abitudini contemporanee. In questo caso ci siamo concentrati proprio su questo aspetto funzionale: lo studentato è un luogo di crescita e di incontro, dove i ragazzi sviluppano il proprio percorso di studio e di vita in condivisione con altre persone. Per questo motivo il progetto si è focalizzato sull’obiettivo di realizzare degli spazi comuni flessibili che favorissero questo tipo di incontri, mediante aree funzionali ed elementi di comunicazione che attivassero la condivisione e il confronto.
In quest’ottica sono stati disegnati e realizzati su progetto molti degli elementi di interior design, cui sono stati abbinati pouf Wow 322 di Pedrali, divani Midj e sedute Connubia.
Configurazioni agili

Comune denominatore degli interni, come abbiamo detto, è la grande flessibilità che consente una gestione agile a seconda delle necessità e delle attività in svolgimento. La ritroviamo nello spazioso tavolo condiviso all’ingresso, che accoglie gli ospiti attorno a un grande albero, o nelle due gradinate che offrono sedute per seguire attività didattiche o di svago; così come nei salottini per il relax e lo studio, o nella zona performance per le esibizioni conviviali degli ospiti.
Ogni ambiente può svolgere una o più funzioni. La chiarezza nella fruizione è garantita grazie a pavimentazioni aggiuntive in marmoleum e a colori specifici.
Parole come arredi

L’allestimento, infine, è arricchito da grafiche e da un set di frasi – ideate in collaborazione con il filosofo milanese Leonardo Caffo – che portano l’attenzione su tematiche e argomenti di interesse comune per gli ospiti di Camplus. Raccontano gli architetti:
La collaborazione con un filosofo come Leonardo Caffo nasce sempre da un’esigenza progettuale. Lo storytelling è un elemento funzionale allo sviluppo di tutti i nostri progetti, in questo caso abbiamo anche deciso di integrarlo fisicamente nell’allestimento, in forma di elementi testuali che esprimessero la visione di un futuro possibile e concreto rispetto a tematiche come l’ambiente, l’economia, la formazione ma anche le abitudini, i viaggi, e i sogni che fanno parte del percorso personale degli ospiti. Per individuare ed esplicitare queste tematiche abbiamo ritenuto che lo sguardo trasversale di un filosofo potesse rappresentare un valore aggiunto per il progetto, stimolando i ragazzi al dialogo e al confronto.