A Torino, uno spazio molto privato
Un ampio appartamento ristrutturato si immerge nelle suggestioni barocche del centro storico strizzando l’occhio a suggestioni neo-minimal.

Museo Egizio, piazza Carignano con il suo Palazzo, via Roma: tre delle mete più celebri di Torino, rappresentative di quell’aura barocca e monumentale che caratterizza il centro della città. Ed è proprio nelle immediate vicinanze di questo triangolo che si trova la Tailor Made Home, un appartamento di circa 180 metri quadri, con un ampio terrazzo affacciato sul retro del Museo. Ristrutturata fra il 2020 e il 2022 su progetto dell’architetta Shinobu Hashimoto e dell’ingegnere Marco Bonomi (il padrone di casa), l’abitazione è pensata per una coppia ed è organizzata in living, sala da pranzo con cucina, bagno per gli ospiti, locale lavanderia e camera da letto con servizi.
A caratterizzare il progetto è la meticolosa ricerca dei materiali per costruire un gusto ricercato e personalissimo, dove ogni dettaglio è calibrato con cura. In felice sinergia, le opere d’arte esposte nei vari ambienti regalano alla casa diversi punti di attenzione e fascino.
In contrasto con il dinamismo e la vivacità delle vie del centro, una volta entrati nell’appartamento ci addentriamo in uno spazio silenzioso, quasi come varcassimo la soglia di uno spazio sacro o di una stanza privata. E così è: la Tailor Made Home è uno spazio molto personale
racconta Shinobu Hashimoto.
Un living iconico

Il soggiorno è uno statement rappresentativo del concept di tutta la casa. Uno spazio ampio, luminosissimo, dove i divani Extrasoft di Living, disegnati da Piero Lissoni e qui scelti nel rivestimento crema, si dispongono per accogliere chi entra. Guardandosi intorno si individuano subito i punti di attenzione.
A destra, una scala di gradoni minimali si estende in altezza per portare verso il soppalco soprastante. A sostenerla è una parete in Limestone, posata con lastre in formato 0,9m x 1,4m. Si tratta di una pietra calcarea molto compatta, scelta per la sua eleganza e naturalezza. La lavorazione mette in risalto le increspature della texture, che va a contrasto con la finitura liscia degli scalini. Per colore e matericità, questa parete vuole interpretare il concetto di terra, in opposizione al mare che ritroviamo evocato dall’opera d’arte “Deep Blue” di Eva Marisaldi esposta proprio di fronte.
Proseguendo, cattura l’attenzione il pavimento, in contrasto con la luminosità delle pareti per il suo colore scuro. È stato infatti impiegato del cotto a mano di Cottovietri, colorato nero in pasta e rifinito con un effetto anticato.
A naso in su ci lasciamo sorprendere dalla sospensione firmata Bocci, la serie 73 disegnata da Omer Arbel e composta da bolle in vetro soffiato lavorato a mano che ricorda la trama di un tessuto. Qui sono state disposte 27 bolle, volutamente senza un ordine preciso, a riempire lo spazio lasciato dai soffitti alti cinque metri. Guardando in alto nella stessa direzione dell’ingresso, si scorge il soppalco, un ambiente sospeso fra soggiorno e cucina, in cui è stata ricavata una zona relax utilizzata anche come personale galleria di opere d’arte.
Convivialità ragionata in cucina

Anticipato dalla stessa parete in Limestone, dietro il living si apre lo spazio dedicato alla cucina e alla zona pranzo. Subito sulla destra una serie di dispense chiuse da ante lisce e lineari, davanti l’isola con lavandino integrato, in corian e saldato in loco. Il soffitto basso corrisponde al pavimento del soppalco sospeso già notato nel living.
Davanti alla cucina si apre la zona pranzo, caratterizzata da tre elementi importanti. Il primo è sicuramente il lampadario, lo scenografico Q2 di Baxter che con le sue linee grafiche ben si inserisce nello spazio candido e luminoso che lo accoglie. Il secondo è il tavolo rettangolare, con prolunghe sui lati corti, realizzato in legno scuro e abbinato alle sedie Frilly disegnate da Patricia Urquiola per Kartell, qui in policarbonato trasparente. Infine, il terzo elemento è l’opera “Sole” di Alice Ronchi che fa mostra di sé sulla parete a fianco, incorniciando un piccolo divano. Il pavimento è in continuità con il soggiorno, e, grazie alla luce naturale, emerge con la sua texture anticata.
Da una porta mimetizzata nella parete attrezzata della cucina si accede al locale lavanderia e al bagno per gli ospiti. Qui il codice estetico cambia, abbandonando l’abbinamento bianco e nero per adottare su pareti e pavimento un verde tono su tono uguale allo sfondo dell’opera “Sharol” di Jacopo Benassi che è stata collocata in questo ambiente. Il lavello è stato realizzato in ottone e coperto con una lastra di onice, confermando la meticolosa ricerca sui materiali attuata dall’architetto.
Un angolo di azzurro per il terrazzo

A completare la zona giorno è il terrazzo che si affaccia sul retro del Museo Egizio, offrendo uno scorcio di cielo in mezzo agli edifici storici del centro. Anche qui ritroviamo una presenza artistica, con l’opera “Beam 1” di Sam Falls, alta tre metri, inserita fra le due portefinestre, mentre il tocco tailor made è rappresentato dal tavolo di marmo e dal divano realizzati su misura con l’aiuto di artigiani e carpentieri.
Stile classico per la zona notte

L’ingresso alla camera da letto è dissimulato nella parete in Limestone del soggiorno. Viene qui mantenuto il contrasto chiaro scuro fra le pareti, rivestite con boiserie su tutti i lati, e il pavimento, lo stesso del soggiorno. Il letto a baldacchino, realizzato su misura, ha una testiera imbottita importante che contrasta con l’esile struttura. Una vetrata a fianco al letto offre l’ingresso diretto alla doccia, anticipando il bagno en suite cui si può accedere anche tramite un piccolo disimpegno. Marmo nero con venature leggere e sanitari in bianco riprendono lo stesso contrasto cromatico che caratterizza la casa.