A Roma un’abitazione signorile torna a splendere grazie al nuovo layout e alla palette cromatica raffinatissima
Lo Studio Tamat guarda con occhi nuovi un appartamento romano e lo risveglia con soluzioni progettuali mirate e un interior design da intenditori

Un’allure un po’ rétro, impreziosita da soluzioni assolutamente contemporanee. Il progetto per Casa Continua messo a punto a Roma dallo studio d’architettura STUDIOTAMAT – fondato da Tommaso Amato, Matteo Soddu e Valentina Paiola, qui al lavoro con Alice Patrizi – ha ricucito un dialogo intimo e quotidiano tra l’abitazione e la sua proprietaria. L’immobile, infatti, era stato acquistato trent’anni prima ed era necessario superare la rigidità di una distribuzione ormai distante dalle abitudini reali.
Gli ambienti, originariamente separati seguendo un classico impianto da abitazione signorile, sono stati rimessi in movimento grazie a soluzioni che hanno saputo guardare la casa con occhi nuovi. Il risultato è un appartamento di 115 metri quadri dove gli spazi fluiscono intorno al nuovo centro domestico, la cucina.

Il fulcro dell’intervento è stato sanare quello che la committente definiva l’errore più significativo della vita precedente della casa: il ridimensionamento della cucina. Abbiamo ribaltato questa logica, trasformandola nel motore della convivialità, un volume dinamico da cui si intercettano i movimenti e si partecipa alla vita della casa senza mai separarsene
racconta l’architetta Valentina Paiola.
- I raffinati contrasti cromatici per la nuova cucina
- Il grande abbraccio del living
- Luce e riflessi cristallini in sala da pranzo
- L’intimità della zona lettura
- Il rigore sartoriale della zona notte
- A Roma un’abitazione signorile torna a splendere grazie al nuovo layout e alla palette cromatica raffinatissima – foto e immagini
I raffinati contrasti cromatici per la nuova cucina

Superato il corridoio all’ingresso, l’attenzione è subito attratta dalla cucina, completamente scardinata dal suo isolamento originario e ripensata come il luogo di elezione per i momenti di relazione e condivisione.
Molto scenografica, benché definita da un perimetro fisico, si percepisce come un ambiente aperto grazie alle imponenti vetrate realizzate su disegno in metallo e vetro cannettato color bordeaux, che accolgono all’interno una delicata nuance giallo burro.

Da questa postazione, si osserva il resto della casa, si intercettano i passaggi e si partecipa alla conversazione domestica. A terra, la pavimentazione in graniglia personalizzata firmata D’Ascenzi introduce un disegno geometrico vivace che irrompe nella continuità dei passaggi.
Il grande abbraccio del living

Attorno a questo nucleo luminoso prende forma la grande zona giorno, nata dalla fusione di tre ambienti preesistenti. Trait d’union è il maestoso parquet originale a cassettoni, meticolosamente recuperato e restaurato. In alto, un sottile segno grafico bordeaux corre lungo tutte le pareti per marcarne l’altezza e tenere unito il racconto iniziato con la cucina. I singoli spazi, tuttavia, mantengono una propria precisa identità.
Nel living, le colonne portanti dell’edificio sono state valorizzate e integrate in un sofisticato sistema di falegnameria in rovere che ospita librerie e sedute su misura, ottimizzando lo spazio sotto le finestre. Fra i ripiani si riconosce anche la lampada Nessino, versione mignon dell’originale Nesso, progettata negli anni 60 da Giancarlo Mattioli e dal Gruppo di Architetti Urbanisti Città Nuova per Artemide.

È in questa sorta di anfiteatro domestico che sono stati posizionati due moduli del divano Camaleonda di Mario Bellini, disegnato nel 1970 per B&B Italia, scelto in velluto verde bosco, affiancato dalla lampada da terra Tolomeo Mega Floor, dei designer Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide (1987). Le panche su misura, rivestite con l’elegante tessuto Relief Cammello de l’Opificio, riprendono la geometria del pavimento in graniglia della cucina e offrono una comoda seduta al mirador privato.
Luce e riflessi cristallini in sala da pranzo

La sala da pranzo è introdotta da un arco squadrato ricavato in una delle pareti che delimitano il soggiorno. Qui l’ambiente è dominato da un tavolo realizzato su disegno, circondato dalle sedie anni 70 Libellula, celebre progetto di Giovanni Carini per Planula.
A illuminare la composizione, la lampada a sospensione Caboche Plus Grande di Foscarini, firmata Patricia Urquiola ed Eliana Gerotto nel 2005, che moltiplica riflessi e trasparenze. Le quinte in vetro cannettato e metallo bordeaux lasciano ampio spazio alla luce naturale, ammorbidita dalle sinuose tende in tessuto Fischbacher.
L’intimità della zona lettura

Immediatamente adiacente, la zona lettura offre una dimensione più raccolta, intima. Una grande nicchia-libreria realizzata su misura accoglie la vasta collezione di libri della proprietaria, arricchita da una panca rivestita in tessuto Relief Corallo de l’Opificio e rischiarata dalla lampada da tavolo Dioscuri di Artemide, su progetto di Michele De Lucchi. In questo angolo i toni si fanno profondi e l’atmosfera diventa protetta, ideale per il raccoglimento.
Il rigore sartoriale della zona notte

Nella camera padronale, le grandi armadiature su misura in rovere avvolgono lo spazio, integrando pannelli centrali rivestiti con il tessuto Filigrana Nebulosa de l’Opificio. A contrasto con il calore del legno, la parete di fondo è rivestita dalla carta da parati Elsworthy Wide Width di Harlequin, la cui trama sottile e organica fa da perfetto sfondo al letto di Flou in velluto ocra.
Quest’ultimo emerge come una nota calda e teatrale, un richiamo cromatico alla palette esplorata nel salotto. Ai lati del letto, completano la configurazione due esemplari della storica sospensione Radiohus VL45 di Louis Poulsen, originariamente progettata per l’edificio Radiohus di Copenhagen negli anni ’40.
Casa Continua ha così ritrovato un equilibrio adatto al suo tempo, senza rinnegare le proprie radici, diventando un’abitazione aperta e accogliente, dove il movimento pacato scandisce un ritmo lento, confortevole.