I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

Sei nomi emergenti sulla scena internazionale ci mostrano nuovi punti di vista sul design, senza paura delle tecnologie più innovative, senza dimenticare le radici.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Mara Bragagnolo, Bad Posture Chairs. Foto Federica Borgato

Ripensare il sistema, offrire nuove soluzioni. Questi i principi che accomunano i sei nomi che abbiamo selezionato fra i giovani emergenti avvistati nelle ultime manifestazioni design. I loro progetti e le loro pratiche infondono una bella speranza nel cuore: digitale e manuale possono convivere, nel rispetto del pianeta, sviluppando pratiche più sostenibili ed etiche. Yes we can?

Aya Kawabata

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Aya Kawabata Design

Aya Kawabata è una designer giapponese che attualmente vive e lavora a Tokyo. Al SaloneSatellite 2026 ha presentato The Inverted Earth: Fugue for Windows, che prende il titolo dalla fuga musicale, una forma compositiva in cui più voci indipendenti si intrecciano.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Aya Kawabata Design

Sebbene possa sembrare distante, la sua formazione in musica classica e in violino sono una grande fonte di ispirazione per le sue opere tessili. Mediante la traduzione in materia di principi come ritmo, struttura e composizione, Kawabata ricontestualizza nel design contemporaneo tecniche di tessitura tradizionali, come per esempio il kimono e l’obi.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Aya Kawabata Design

Attualmente, la sua ricerca più recente si confronta con le tecniche tradizionali egiziane, che approfondisce mediante la collaborazione con artigiani di Khayamiyya, una tecnica di appliqué a rischio di estinzione, oggi praticata da appena 13 professionisti.

A caratterizzare il suo lavoro è l’uso di solo cinque colori di filo, con cui costruisce una profondità visiva molto complessa, rispettando precisi rapporti tra struttura e cromie. Allo stesso tempo, la sua opera mette in discussione le gerarchie di valore consolidate evitando la serialità o incorporando nella composizione elementi solitamente scartati, come la cimosa per esempio.

Baguette studio

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Garaj Studio

Riscoprire le possibilità della cera. È il punto di vista che offre il duo di Baguette Studio, uno studio di design con sede a Parigi, fondato da Philippe Gaud ed Emma Lohner. Presentata ad Alcova durante la MDW 2026, la collezione Le Labo 1 ripensa i processi industriali per renderli il più possibile trasparenti, locali e adattabili. Protagonista della linea è un sistema di illuminazione completamente rimodellabile grazie alla sua composizione in cera naturale al 100%, resistente al calore fino a 80 °C e che può essere fusa a 100 °C.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Garaj Studio

Utilizzando una tecnica di stampaggio mutuata dall’industria della plastica, ogni lampada viene realizzata in loco in 45 minuti, davanti ai clienti. Progettata per essere rimodellata attraverso punti di micro-produzione locali, la lampada diventa così un prodotto in continua evoluzione. Tutti i modelli hanno un peso specifico che consente la rifusione senza sprechi. La base in acciaio inossidabile può essere riutilizzata in altri oggetti dopo lo smontaggio.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto per gentile concessione Baguette Studio

Il nostro obiettivo è combinare in modo sensato Impegno, Industria e Servizi, per costruire insieme un futuro ottimistico

dichiarano i due designer, intenzionati a ridiscutere i sistemi sociali e industriali al fine di creare soluzioni valide, responsabili e accessibili.

Mara Bragagnolo

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Federica Borgato

Originaria di Genova, attualmente basata a Torino, Mara Bragagnolo è un Interior e Furniture Designer con una sensibilità particolare ai temi dell’inclusività e dell’accessibilità. La sua filosofia progettuale è guidata da una particolare attenzione alla pluralità delle esperienze e delle percezioni, come dimostra uno dei suoi ultimi progetti, presentato al Superstudio Village durante l’ultima MDW, che si intitola Bad Posture Chairs: una collezione di sedie progettata per accogliere posture considerate “scorrette” e non conformi.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Federica Borgato

Molte persone, in particolare persone neurodivergenti, adottano posture spontanee che le sedute tradizionali non supportano, risultando spesso costrittive e scomode. La collezione mette in discussione il rapporto tra corpo e oggetto, ribaltando la logica secondo cui è l’utente a doversi conformare al progetto: qui è il mobile ad adattarsi alla persona. Ogni elemento della collezione, infatti, nasce da una ricerca sulle posture alternative e propone una struttura capace di accompagnarle, anziché correggerle.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Federica Borgato

Ispirata alle fotografie di Bruno Munari dedicate alla ricerca della comodità in una poltrona scomoda, la serie combina riflessione critica e dimensione ludica, invitando a ripensare il concetto di comfort e a considerare la diversità come punto di partenza del processo progettuale.

Le sedie, costruite in compensato di betulla tinto, sono state fatte in collaborazione con Valter Cagna e Tommaso Braceschi.

Paolo De Castiglioni

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Fabrizio Spucches

Quando un aneddoto familiare diventa il punto di partenza per un concept. ROB è uno schiaccianoci in acciaio inox composto da due semisfere e da una testa che rompe la noce con precisione. La semisfera superiore trattiene i frammenti del guscio, mentre quella inferiore accoglie la noce e si trasforma in una piccola ciotola.

Il progetto prende il nome da Roberto, mio zio, noto in famiglia per rompere le noci con la testa

dichiara Paolo De Castiglioni, product designer con base a Milano. Il suo lavoro ha ricevuto l’Under 35 Designer Award alla Genova Design Week 2026, mentre dal 5 al 13 ottobre verrà presentato all’ADI Design Museum di Milano.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Fabrizio Spucches

ROB unisce funzionalità e convivialità, trasformando un gesto quotidiano in un rituale domestico semplice e ordinato, pensato per essere condiviso. È un ottimo portavoce dell’approccio di De Castiglioni, fondato sull’idea che la funzione possa definire l’estetica, trasformando gesti familiari ed esperienze personali in oggetti semplici, intuitivi e dotati di una propria identità.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto per gentile concessione di Paolo De Castiglioni

Un forte interesse per l’artigianato, la sperimentazione sui materiali e le tecniche di tornitura caratterizza un metodo progettuale in cui il processo di realizzazione contribuisce direttamente a definire la forma finale dell’oggetto.

Jüngerkühn

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto per gentile concessione Jüngerkühn

Terzo premio al SaloneSatellite 2026 per lo studio tedesco Jüngerkühn, che ha come obiettivo la piena integrazione fra artigianato e digitalizzazione. Con il progetto Soft Touch ha presentato una macchina personalizzata che incide motivi prodotti digitalmente sulla porcellana, raschiando e tagliando per creare un vaso dall’aspetto unico.

Il braccio robotico a due assi della macchina è progettato per analizzare la superficie dell’oggetto e reagire ad essa in modo simile a come farebbe un artigiano, producendo linee dettagliate ma irregolari.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto per gentile concessione Jüngerkühn

Nella nostra pratica di artigianato digitale, sfidiamo i limiti dei materiali e dei processi produttivi, sperimentando nuovi metodi e modelli di produzione. Utilizziamo tecnologie digitali come la robotica per abilitare una nuova produzione basata sui materiali, che attinge alla ricchezza degli oggetti artigianali” dichiarano i due designer. “Per noi, un buon design è più di un linguaggio o una forma specifica: significa anche creare.

Orangu studio

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Francina Lafert Colombana

Un nido sospeso per riposarsi in un modo nuovo. Questa l’interpretazione che offre il designer Peli Lopez Davicino della sua sedia Orangutan, presentata al Salone Satellite 2026. Prende il nome dalla scimmia originaria dell’isola del Borneo, che trascorre il 90% della sua vita sugli alberi, costruendo nidi in alto per evitare i pericoli a terra.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Melisa Alaminos

Il progetto è frutto di una profonda ricerca di semplicità. Sei elementi in acciaio curvo sono uniti da un collegamento in alluminio, formando una struttura continua da cui pende un tessuto sospeso che sostiene l’utente. Si smonta completamente senza attrezzi, facilitandone la spedizione in una scatola piatta (60 volte più piccola delle sue dimensioni da assemblata), risparmiando risorse lungo l’intera catena del valore.

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle
Foto Francina Lafert Colombana

Orangutan ben rappresenta la filosofia dello studio di design indipendente fondato da Peli Lopez Davicino. Con sede in Argentina, crea oggetti in cui esperienza utente, tecnologia e arte convergono.

 

I giovani talenti del design sono ribelli con la testa sulle spalle: foto e immagini