10 modi di interpretare il bagno secondo il proprio stile
Dal colore alla materia, dalla tecnologia alle forme: dieci progetti mostrano quanto può cambiare il modo di vivere e progettare il bagno. Dieci idee diverse a cui ispirarsi per trovare quella più vicina al proprio modo di abitare.

Il bagno contemporaneo non segue più un unico codice estetico. Può essere rigoroso o decorativo, essenziale o materico, giocare con il colore o affidarsi alla purezza delle geometrie. A fare la differenza, però, non è soltanto lo stile: sono le soluzioni progettuali, capaci di interpretare lo spazio e le abitudini di chi lo vive con una visione sempre personale e di carattere. Come queste novità.
Villery&Boch

Il colore non è una semplice finitura, ma uno strumento per costruire l’identità del bagno. Per questo i progetti di Gesa Hansen, designer che collabora con Villeroy & Boch, nascono sempre dalla moodboard: un vero esercizio di composizione in cui emozioni, materiali, colori e superfici si incontrano, prima ancora di scegliere i prodotti. La palette nasce per sottrazione, provando, spostando, eliminando. Gli accostamenti vengono testati anche alla luce reale, perché una sfumatura non è mai soltanto quella che appare sul campione. Risultato? Un bagno che racconta la sua storia, senza nulla di troppo e nulla fuori posto.
Modulnova, Atelier

Pensare al bagno come ad una piccola architettura, dove ogni elemento ha un ruolo e nulla appare aggiunto per caso. È l’idea alla base di Atelier di Modulnova, il progetto di Carlo Presotto e Andrea Bassanello che gioca sul rapporto fra pieni e vuoti, materia e riflessi, geometrie nette e dettagli più morbidi. Rigoroso, ma tutt’altro che austero: pietra, legno e metallo ne scaldano le linee e costruiscono un insieme equilibrato. Anche la parete cambia ruolo: da semplice sfondo diventa parte della composizione, capace di contenere, organizzare e dare ritmo allo spazio. Qui estetica e funzione non si contendono la scena: lavorano insieme, con naturalezza.
Globo, Gisele

Il cannettato torna, ma senza nostalgie. In Gisele di Globo, disegnata da Angeletti Ruzza, il motivo decorativo degli anni Trenta e Quaranta viene alleggerito e ricondotto a un segno contemporaneo. È la superficie a dare carattere all’insieme: la luce scivola sulle scanalature, ne accentua ombre e riflessi e trasforma una texture grafica in un elemento quasi sensoriale. Un modo interessante per spingere la decorazione nel bagno senza appesantirlo, affidando alla materia il compito di creare movimento e personalità.
Ronal Bathroom – Karol, Rigo

Con RIGO di Karol (gruppo Ronal Bathroom) il bello sta nelle possibilità di combinazione. Le diverse larghezze e configurazioni del mobile, insieme ai frontali lisci o con texture 3D, permettono di cambiare proporzioni e carattere senza complicare il progetto. Anche il colore diventa uno strumento interessante: dalle sei finiture goffrate RIGO ai 27 laccati Karol, fino ai colori RAL. A completare il sistema, top e lavabi in Mineralmarmo dalle forme morbide, disponibili in diverse tonalità. Una collezione pensata per chi non ama i bagni tutti uguali e preferisce costruire il proprio codice estetico attraverso forme, superfici e colore.
antoniolupi, Lineadacqua Sensor

Ci si avvicina alla parete, si passa la mano e l’acqua comincia a scorrere: magia. Lineadacqua Sensor di antoniolupi, progetto di Giorgio Rava, è un lavabo unico nel suo genere che porta all’estremo l’idea di sottrarre tutto ciò che non serve. Il rubinetto non c’è. Al suo posto, una sottile fessura nella parete lascia sgorgare l’acqua come fosse una sorgente naturale. Il gesto touchless fa il resto: basta avvicinare le mani per attivare il flusso e ripetere il movimento per interromperlo, mentre portata e temperatura si regolano da un comando nascosto all’interno del mobile. Più che nascondere la tecnologia, Lineadacqua Sensor la fa scomparire, lasciando il piano del lavabo completamente libero, liscio, senza manopole né elementi tecnici.
Scarabeo, Fidia

A volte basta un lavabo per dare un twist all’atmosfera. Fidia di Scarabeo punta tutto sulla forma: tonda, ovale o rettangolare, sempre addolcita da angoli morbidi e da un bordo sottile che alleggerisce il volume. I bacini profondi ne sottolineano il lato più pratico, mentre le superfici continue fanno risaltare la qualità della ceramica, soprattutto nelle versioni lucide e opache della palette Scarabeo. Nella composizione rosa e doppia, Fidia costruisce un’immagine quasi romantica, ma decisamente contemporanea: più che un bagno per due, un piccolo interno progettato intorno alla complicità di una coppia.
Vitage, EIEN_NO_BI

C’è un’idea di lusso che non ha bisogno di mostrarsi. È quella di EIEN_NO_BI, nuova collezione di VITAGE disegnata da Claudio Pironi & Partners, che guarda alla cultura giapponese per costruire un bagno fatto di proporzioni, materia e tempo. Il nome significa “bellezza eterna”, ma il paradosso è che qui nulla è davvero immutabile. Legni e marmi naturali mostrano venature, variazioni cromatiche e piccole irregolarità che cambiano con la luce e con il passare degli anni. La superficie non è una finitura “definitiva”, ma qualcosa che continua a raccontarsi nel tempo. Alla precisione della composizione, costruita su simmetrie, spessori e distanze attentamente calibrati, risponde la naturale imprevedibilità dei materiali. È un equilibrio sottile, vicino ai principi giapponesi del Wabi-Sabi e dello Shibui: nessun effetto speciale, nessuna decorazione superflua, solo la ricerca di una bellezza misurata, che si fa apprezzare lentamente.
Cesana, Progetto Oltre

Si può organizzare l’intero bagno partendo da un profilo nato per la doccia? È quello che succede con Oltre di Cesana, il progetto di Meneghello Paolelli che nel 2026 si amplia con una barra accessori pensata come un vero elemento verticale della parete. In alluminio, sottile appena 10 mm, è disponibile in versione da 90 o 190 cm, oppure su misura. La sua forza risiede nella possibilità di incassarla nel muro, a filo del rivestimento: la barra scompare quasi alla vista e gli accessori (Mini e Mini-Q di Colombo Design) sembrano emergere direttamente dalla parete. Così un elemento nato per risolvere una funzione diventa un segno verticale preciso, pratico e di carattere.
Duravit, Narrow

Il bagno piccolo non è un progetto in scala ridotta: richiede piuttosto maggiore precisione. E quando la pianta è lunga e stretta, ogni centimetro diventa prezioso. Narrow di Duravit sfrutta proprio questa logica: riduce gli ingombri, ma non le possibilità. Lavabi e sanitari compatti lasciano più spazio al movimento, mentre elementi sospesi, superfici chiare e specchi aiutano a far sembrare l’ambiente più ampio. Il risultato? Un bagno che rinuncia a poco, se non al superfluo.
Artesi, Petra

Un mobile può cambiare completamente carattere al bagno, anche solo arrotondando un angolo. È quello che succede a Petra di Artesi, disegnata da Enrico Cesana, che nel restyling per Cersaie 2026 gioca proprio sul contrasto fra geometrie nette e curve gentili. La maniglia diventa una linea sottile, quasi un segno grafico, mentre terminali, fianchi e top stondati rendono il volume più morbido e accogliente. A dare ulteriore movimento arriva Vertis, la nuova finitura dall’effetto ondulato, che cattura la luce in un discreto gioco di ombre. Non manca la versione Petra Eco, in PET riciclato, cinque colori e due effetti legno, sia liscia sia Vertis.
10 modi di interpretare il bagno secondo il proprio stile: foto e immagini