A filo doppio
Tradizione e innovazione si incontrano nelle creazioni di alcuni designer che scelgono il tessile come mezzo di espressione creativa, recuperando e valorizzando eredità culturali da conservare.

Guardare al passato è un modo per costruire il futuro. Tutto sta nel saperlo leggere e reinterpretare per adeguarlo ai contesti contemporanei. Sono numerosi i designer che osservano le tessiture tradizionali e artigianali come fonte di ispirazione preziosa con il desiderio di tutelare un’eredità importante, che racconta ben oltre l’expertise manuale delle comunità cui appartengono. Non a caso il Lake Como Design Festival ha dedicato nella sua ultima edizione una sezione precisa, Stories of Fabrics, al lavoro di designer nazionali e internazionali che indagano, con forte spirito di ricerca e sperimentazione, le possibilità espressive nell’ambito della manifattura naturale e vegetale, studiando materiali come lana, cotone e seta, ma anche materiali estrattivi, alla scoperta di nuovi utilizzi per antiche tecniche produttive.
La celebrazione del quotidiano

Un gesto dopo l’altro, un giorno dopo l’altro, con dedizione e costanza. Il senso del quotidiano è quello che ha voluto celebrare l’installazione Ordinary Tales Unveiled, un progetto firmato da Amaro Seta Stories e prodotto dalla seteria Bellieni 1954, realizzato con la collaborazione tra il Museo della Seta di Como e Associazione Wonderlake.
Amaro Seta Stories nasce con lo scopo di raccontare il patrimonio artistico e industriale legato alla seta e al territorio comasco. In Ordinary Tales Unveiled il protagonista è un kimono in seta stampata con un motivo decorativo selezionato dagli archivi del Museo della Seta di Como su cui viene proiettato un testo. Un drappo di seta si allunga fino al pavimento riportando le didascalie museali di riferimento del pattern. Il kimono sospeso celebra la storia e l’immaginario di un viaggio millenario che dall’estremo oriente giunge a noi portando con sé i pensieri rivoluzionari, le idee, le innovazioni, le arti e le culture sedimentate lungo le vie del commercio della seta. Il testo proiettato sposta l’attenzione dal manufatto all’origine del decoro stampato, per sottolineare che non c’è venerazione di un cimelio straordinario, bensì il riconoscimento dell’esercizio quotidiano di un disegnatore anonimo.
Lana resiliente

Una nuova vita a una lana tipica ma dimenticata. Con il concept Tracce lo studio di progettazione ruga.perissinotto indaga le possibilità espressive delle lane storiche del nord est – quella delle pecore alpagota e della pecora di Lamon – rappresentative di una cultura che affonda radici profonde nel territorio, fatta di valori antichi e di gesti sapienti. Parte fondamentale in quest’operazione di recupero ha il Lanificio Paoletti di Follina, che riceve la lana in balle e provvede a cardarla, filarla e tesserla senza tintura. Per il valore della ricerca e la qualità della manifattura, il lavoro dello studio è stato anche premiato all’ultima edizione di Edit a Napoli fra i migliori progetti inediti. Raccontiamo qui due realizzazioni significative di Tracce.
La prima è quella che utilizza la lana di pecora di Alpago, allevata anche perché produce latte. Per il conteggio della quantità di latte, un tempo venivano incisi su bacchetti di nocciolo numeri romani corrispondenti ai chili di latte e sul retro il nome del proprietario. Il bastone, detto tessera, veniva poi diviso in due: una parte rimaneva al proprietario, mentre l’altra a chi teneva i conti. Come il bastone, la coperta di Tracce è composta da due parti e l’insieme delle due riporta i vecchi segni utilizzati per il conteggio.
La seconda produzione è quella a marchio Lana Lamon, brand nato nel 2017 allo scopo di tutelare i prodotti realizzati con questo tipo di lana, supportando il progetto di recupero e valorizzazione avviato dall’Amministrazione comunale con gli allevatori e l’Associazione Fea de Lamon. La lana di questi ovini è grossolana, corta, quasi mai completamente bianca, con ottime proprietà fonoassorbenti. Tutte caratteristiche che rendono il materiale unico e adatto a creare drappeggi in tinte naturali.
Portavoce di cultura tessile

La formazione di Elena Meneghini, textile designer, è costellata dalla passione per i materiali naturali quali lino, cotone, filato di carta lavorati tramite tecniche artigianali. Dal 2017, insieme a Nicola Chemotti, cura e dirige Neue Serie Handdruck, un progetto che racconta e raccoglie la produzione dei tessuti serigrafati dal collettivo altoatesino Handdruck tra gli anni Settanta e Novanta. Dal 2021, insieme a Caroline Donaldson e Giulia Pils, ha fondato Dòte, uno spazio di ricerca, insegnamento e produzione con sede a Milano che si occupa di cultura tessile.
Questa passione vive attraverso i suoi lavori, realizzati in tante varianti di texture, forme e colori. I suoi prodotti sono versatili, assumendo funzioni diverse a seconda del contesto in cui sono inseriti: per esempio, Windows è a metà strada tra vetri colorati e tendaggi ombreggianti; le sue Curtains fungono da tende per le finestre o da arazzi se appese al muro. Un universo pacato e gentile, dove il ritorno al tattile è come un ritrovare casa.
Macramé e tradizione Mapuche

Milla Novo è una designer specializzata in decorazioni murali realizzate a mano. Ha sede nei Paese Bassi, ma le sue origini affondano nella cultura e nelle tradizioni manifatturiere del popolo indigeno Mapuche, nel Cile centro-meridionale. Sua madre, che risiede ancora in Cile, continua a svolgere un ruolo attivo nella comunità Mapuche e pratica le tradizionali tecniche di tessitura.
È anche grazie a lei che Milla Novo ha fatto propri i modelli e i simboli usati per secoli e che ispirano oggi le sue opere d’arte. Integra questi simboli in molti dei suoi raffinatissimi arazzi, pensati su misura per le esigenze dei clienti. Dimensioni extra large e materiali inconsueti come corde metalliche sono fra gli elementi della sua cifra stilistica, di cui la collezione RopeWorks è emblematica. Le opere di questa serie – firmate insieme al partner creativo NovoArt – sono realizzate con materiali di scarto, residui della lavorazione degli arazzi, e raccontano la sensibilità di Milla per l’ambiente, ma non solo.
Il patrimonio tessile sardo parla contemporaneo

Tappeti tessuti a mano, arazzi, cuscini, linee tessili per interni ed esterni: ogni creazione del brand Mariantonia Urru sottolinea un profondo impegno per l’alta qualità, l’autenticità e la sostenibilità applicate alla tessitura sarda tradizionale. Una ricerca che unisce passato, presente e futuro, integrando la lavorazione manuale con tecnologia moderna che aiuta ad ampliare le possibilità di sperimentazione. Interessante la collezione Tinto in Pecora, incentrata sulla realizzazione di colorazioni derivate dalla lana naturale delle pecore locali da cui si ottiene una palette finale di sette colori che va dall’ecru fino al moretto scuro. I pezzi della serie sono nominati con termini del dialetto sardo e prendono spunto da elementi dell’ambiente circostante, come la sabbia o il sughero.