Nuove regole in arrivo? Le stufe a pellet al centro del dibattito
Per le stufe a pellet potrebbero arrivare nuove regole dall’Unione Europea, che si andrebbero ad aggiungere a quelle già pensate per le stufe a legna ed i caminetti domestici. L’obiettivo, anche in questo caso, sarebbe quello della decarbonizzazione: ecco cosa bolle in pentola in UE.
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La Commissione Europea è al lavoro sulla cosiddetta Direttiva Ecodesign, con la quale potrebbe introdurre nuove regole, sempre più stringenti, per stufe a legna e caminetti. L’obiettivo della Direttiva è la decarbonizzazione, che rientra anche tra gli obiettivi per il 2050, e che punta a ridurre le emissioni non solo di CO2, ma anche di altri inquinanti come PM10 e PM2,5 e il monossido di carbonio. Se la stretta su stufe a legna e caminetti appare logica e necessaria, in termini di impianti, sorprende che la Commissione Europea parli anche di stufe a pellet.
Questo metodo di riscaldamento è molto diffuso in Europa, e anche in Italia sta prendendo sempre più piede. Il pellet, in particolare, è un combustibile naturale ecologico, formato da piccoli cilindri di legno compressi e ricavato da scarti di lavorazione come segatura e trucioli. La Commissione Europea però, sembra voler stringere la morsa anche sulle stufe a pellet: ecco di cosa si sta parlando.
Stufe a pellet

Come anticipato, il pellet è un combustibile naturale che deriva dagli scarti del legno essiccati e pressati insieme senza collanti. Si utilizza per il riscaldamento domestico in stufe e caldaie apposite e proprio per la sua natura garantisce efficienza, combustione pulita e molta meno cenere rispetto alla legna classica. La stufa a pellet è un sistema di riscaldamento che utilizza un braciere per accendere il pellet e una centralina elettronica per regolare la quantità di combustibile, aria e temperatura. Il calore, diffuso negli ambienti da una ventola, garantisce comfort ed efficienza senza dover continuamente intervenire alla ricarica. Infine, i fumi si espellono all’esterno attraverso una canna fumaria, assicurando la pulizia interna dell’aria.
Tutto ciò chiarito, viene da chiedersi come mai, nel mirino della Commissione Europea, siano comparse anche le stufe a pellet. La risposta è presto data: il problema non è tanto il materiale, quanto l’efficienza. Proprio come per le stufe a legna ed i caminetti, l’Europa potrebbe introdurre nuovi requisiti tecnici sugli impianti, molto più stringenti di quelli attualmente esistenti, a partire dal biennio 2027-2028. Si tratta sicuramente di un futuro non immediato, ma comunque prossimo, e le conseguenze per i consumatori potrebbero essere considerevoli.
Le conseguenze per i consumatori

Quello che l’Europa vuole introdurre con la Direttiva Ecodesign non è quindi un divieto di utilizzo per le stufe a pellet, ma piuttosto una maggiore qualità nei nuovi impianti. In particolare, l’attenzione dell’UE è su alcune emissioni che, anche essendo neutre dal punto di vista della CO2, hanno una parte di:
- PM10,
- PM2,5
- monossido di carbonio.
Anche queste sostanze, infatti, rientrano tra quelle da diminuire nel prossimo futuro e per gli impianti di stufe a pellet potrebbe scattare l’obbligo di maggiori tecnologie per la regolazione e il monitoraggio delle emissioni, volti anche ad una maggiore efficienza della combustione.
Le conseguenze per i consumatori sono principalmente di carattere economico: può essere rischioso acquistare oggi una nuova stufa a pellet, considerando che tra un anno potrebbero arrivare nuove normative che la farebbero risultare già obsoleta.