Vendere una casa con donazione: arrivano nuove semplificazioni
Vendere una casa con donazione d’ora in avanti sarà molto più semplice per gli eredi che l’hanno ricevuta, e molto più sicuro per gli acquirenti. A dirlo sono le novità introdotte dal DDL Semplificazioni, che cambia le carte in tavola e apporta modifiche rilevanti in materia di successione: ecco quali.
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Quando si decide di vendere una casa donata, si va incontro a tutta una serie di rischi, che hanno a che fare principalmente con i diritti degli eredi legittimi del proprietario donante.
Può capitare, infatti, che un erede legittimo blocchi la vendita reclamando la sua parte di eredità, mandando all’aria le trattative e l’intera operazione di compravendita. A pagarne il danno maggiore, anche se totalmente estraneo al tutto, spesso è l’acquirente, che si ritrova con un pugno di mosche invece di un immobile.
Grazie alle novità normative introdotte in materia successoria dal Disegno di Legge Semplificazioni, approvato a Palazzo Madama, vendere una casa ricevuta in donazione sarà più semplice. Le novità riguardano una maggior tutela degli eredi, ma anche dell’acquirente. Ecco cosa prevede il nuovo testo normativo e quali sono i benefici che deriveranno dalla sua applicazione.
Vendere una casa con donazione

Nel diritto successorio italiano, una delle questioni più spinose, controverse e delicate è quella che riguarda i diritti degli eredi legittimi in caso di vendita di un immobile donato, che sono direttamente collegati al rischio altissimo che corrono gli acquirenti dell’immobile stesso. Al decesso di una persona, il suo patrimonio va diviso tra gli eredi legittimi:
- coniugi,
- figli,
- ascendenti.
Questi devono obbligatoriamente ricevere la loro quota di legittima, ossia una parte del patrimonio del de cuius di cui egli non può disporre liberamente, ma deve riservare a loro. Né un testamento né una donazione possono ledere i diritti e gli interessi di un erede legittimo in questo senso, per cui se il defunto decide di donare un immobile di sua proprietà, riducendo così la quota di legittima, alla sua morte gli eredi possono presentare un’azione di riduzione per reclamare la loro parte e far tornare l’immobile nel patrimonio ereditario.
Per chi avesse deciso di acquistare quell’immobile, comprandolo dalla persona che lo aveva ricevuto in donazione, non si apre affatto un bello scenario, poichè dovrà restituire il bene, anche se regolarmente pagato, e perdere la sua proprietà.
Le nuove semplificazioni

Vendere una casa donata senza rischi è, quindi, molto complicato. Nonostante ciò, le donazioni di immobili sono in aumento in Italia, ed era da tempo che si attendevano le modifiche introdotte dal DDL Semplificazioni. Questo intende da un lato tutelare gli acquirenti dell’immobile donato, e dall’altro assicurare la tutela ai legittimari. Il nuovo testo prevede che l’acquirente non dovrà più restituire il bene se l’azione di riduzione da parte dei legittimari viene presentata dopo la trascrizione dell’atto di compravendita della casa nei pubblici registri immobiliari.
In questo caso, a tutela degli eredi, il DDL introduce un sistema di compensazione economica che consiste in un indennizzo monetario, da ricevere dal donatario, ossia da chi ha venduto l’immobile senza averne il diritto. La somma dovrà essere tale da coprire la quota legittima. Se il donatario è insolvente, l’erede si può rifare sull’acquirente solamente nei limiti del vantaggio da questi conseguito.
Queste nuove disposizioni si applicheranno sia alle successioni aperte dopo l’entrata in vigore della legge, sia a quelle già aperte, a patto che nei 6 mesi successivi alla successione non vengano presentate azioni o atti di opposizione in tribunale. Riguarderanno, quindi, tutte le successioni che nei primi 6 mesi non entrano in contenzioso.