Tipi di pignoramento: ecco quanti ne esistono, lo sapevi?
I tipi di pignoramento previsti dalla legge sono diversi, ma in molti non lo sanno. Quando si parla di pignoramento, infatti, si pensa immediatamente alla casa, ma i beni che possono essere sequestrati sono anche altri, e questa misura può assumere diverse forme. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Prima ancora di parlare dei tipi di pignoramento, è bene fare un passo indietro e capire cos’è e come funziona questo sequestro di beni. Si tratta di un atto giudiziario che punisce un debitore che non rispetta i propri impegni economici con un creditore, tramite il sequestro coatto dei beni di sua proprietà. In poche parole, quindi, quando un debitore non riesce a pagare, un ufficiale giudiziario incaricato dal creditore notifica al debitore il sequestro di alcuni beni specifici, di cui questi non può più disporre perchè messi a garanzia del credito.
I beni pignorati, quindi, non si possono né vendere né regalare, ma servono per ripagare il debito tramite l’assegnazione al creditore o la vendita a terzi, con il cui ricavato si salderà il dovuto. Spesso si pensa che il pignoramento riguardi solamente gli immobili, ma non è così: ecco tutti i tipi di pignoramento che esistono e cosa dice la legge riguardo questo atto giudiziario.
Presupposti e chiarimenti

Il pignoramento, come anticipato, è un atto giudiziario di sequestro. Non si tratta di una risoluzione immediata e automatica, ma a cui si ricorre dopo aver provato a recuperare il credito con le vie bonarie. Per avviare un pignoramento, infatti, il creditore deve fornire al giudice un documento attestante il credito da riscuotere (decreto ingiuntivo, cambiale, assegno protestato, ecc.) e un atto di precetto, ossia una notifica effettuata al debitore in cui gli si impone di pagare entro 10 giorni, e che il debitore ha ignorato. Una volta avviato, il pignoramento blocca i beni del debitore, il quale può continuare ad utilizzarli ma non può né venderli né regalarli o comunque sottrarli alla procedura.
Se entro 45 giorni dalla notifica di pignoramento non si richiede l’assegnazione dei beni o la loro vendita, l’atto perde di efficacia, secondo quanto previsto dall’articolo n.497 del Codice Civile. Per difendersi dal pignoramento, il debitore può, quindi, pagare il debito prima dell’asta, anche in modo rateale o saldo e stralcio, convertire il pignoramento versando una somma di denaro equivalente, fare opposizione all’esecuzione se questa presenta dei vizi, o trovare un accordo diverso con il creditore.
Tipi di pignoramento

Tutto ciò premesso, vediamo ora quali sono i tipi di pignoramento previsti dalla legge. Questi si distinguono in base ai beni coinvolti: pignoramento mobiliare, immobiliare e presso terzi. Il pignoramento mobiliare coinvolge i beni mobili (gioielli, elettrodomestici, automobili, ecc.), quello immobiliare riguarda appartamenti, terreni, case o fabbricati (il più comune), e il pignoramento presso terzi riguarda i soldi e i crediti che il debitore ha con terzi, come ad esempio lo stipendio, la pensione o il conto corrente (fino ai limiti stabiliti).
Esistono però, dei beni impignorabili, che la legge tutela in virtù della dignità e dei diritti fondamentali:
- fede nuziale, vestiti, biancheria e letti,
- elettrodomestici essenziali e utensili da cucina,
- oggetti sacri e di culto,
- commestibili e combustibili per un mese,
- animali da compagnia o da assistenza terapeutica,
- decorazioni al valore, lettere e scritti di famiglia.
Infine, è bene saper distinguere tra pignoramento, pegno e ipoteca. Il pegno riguarda beni mobili consegnati al creditore a garanzia del debito, mentre l’ipoteca grava sugli immobili e attribuisce al creditore il diritto di prelazione sulla vendita (come nel caso del mutuo per l’acquisto di una casa).