Superbonus 110%: stop alle truffe con il nuovo Decreto

Superbonus 110%: arriva il decreto per fermare le truffe ai danni dello Stato. Cosa ha deciso Draghi ed il Consiglio dei Ministri. Arriva il bollino per certificare la cessione del credito.

Superbonus 110%: stop alle truffe con il nuovo Decreto

Negli ultimi anni si sono susseguite le nascite di agevolazioni fiscali e finanziari per spingere ed incentivare i contribuenti ad intervenire sull’abitazione, bene primario secondo la cultura italiana.

Ultimo in ordine di tempo è stato il Superbonus 110%, agevolazione che storicamente ha già lasciato il segno dopo appena un anno e mezzo e che verrà ricordata, al momento, per essere stato un volano per le imprese edilizie, con l’avvio di cantieri in tutta Italia per migliorare l’efficienza energetica di appartamenti e condomini.

Ma un intervento del genere, che praticamente consente di sistemare casa gratis ed addirittura guadagnandoci, ha creato una serie di problematiche legate alle truffe, con la cessione del credito, oltre alla nascita di partite IVA, ovvero aziende, prive addirittura di dipendenti.

Ecco allora che il Governo Draghi, a fronte dell’emergere di truffe che rischiavano di far fallire l’iniziativa, ha opportunamente provveduto a normare l’argomento.

Superbonus 110%: novità febbraio 2022

Superbonus 110%: stop alle truffe con il nuovo Decreto

Il Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2022 ha emanato importanti novità a salvaguardia delle casse dello Stato, con l’introduzione di una serie di regole relative alla cessione del credito.

La normativa ha come intento il contrasto alle frodi in materia edilizia ed elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

Il cambiamento fissa nel numero massimo di 3 la cessione del credito purché effettuata nei confronti di banche e intermediari, società dei gruppi bancari o assicurazioni.

Ad accertare la bontà del ricevente, ecco la certificazione mediante il bollino di qualità del credito: un codice identificativo univoco che consentirà di tracciare i passaggi.

Vietata invece la cessione parziale: i crediti non possono essere frazionati. La motivazione è dettata dal fatto che in questo modo il credito non potrà essere cartolarizzato mediante la creazione di società fantasma, metodologia utilizzata per frodare l’Agenzia delle Entrate.

Carcere per chi dichiara il falso

Obbiettivo del provvedimento del CdM, oltre alla prevenzione delle frodi, è previsto un pugno di ferro contro chi dichiara il falso. Per i tecnici che producono false asseverazioni è previsto un inasprimento delle pene.

Secondo le prime indiscrezioni, per chi produce falsa attestazione della congruità delle spese, si passerebbe a:

  • reclusione da due a cinque anni
  • multa da 50.000 a 100.000 euro.

Salvo modifiche dell’ultima ora, andrebbe a decadere l’obbligo attualmente previsto di stipulare un’assicurazione con massimale pari ad almeno €500.000.

Si passerebbe invece alla stipula di polizze ad hoc per ogni intervento comportante attestazioni o asseverazioni, con massimale pari agli importi dell’intervento oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni.

In questo modo le misure si pongono l’obbiettivo di garantire il risarcimento danni che sia adeguato per clienti e Stato, in considerazione delle opere aventi importo maggiore.

Quando entrano in vigore le novità?

Rimanendo in attesa del provvedimento definitivo e relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, le novità dovrebbero entrare in vigore a partire dal prossimo 1º maggio 2022.

Le nuove regole non si applicano alle operazioni già comunicate.