Studenti fuori sede? Arrivano i soldi: come fare per riceverli

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

L’approvazione del PNRR Scuola ha ripercussioni anche sul Fondo affitti universitari, destinato agli alloggi per gli studenti fuori sede delle università italiane, e aumenta i fondi destinati all’agevolazione, rendendo però i requisiti di accesso più severi. Ecco cosa cambia e cosa dovranno fare gli studenti per ricevere il bonus.

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Fondo affitti universitari: cosa cambia con il PNRR Scuola
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Il Fondo per gli affitti degli universitari è una misura volta a supportare gli studenti fuori sede delle università italiane a trovare un alloggio. Si tratta di un contributo molto apprezzato sia dagli studenti che dalle loro famiglie, che però cambia totalmente con la recente approvazione del Decreto PNRR Scuola. Il Decreto, infatti, da un lato porta un finanziamento di ben 9,5 milioni di euro, mentre dall’altro stringe ulteriormente i criteri di assegnazione del contributo.

Lo stesso andrà esclusivamente agli ISEE più bassi, agli studenti più meritevoli e agli studenti con disabilità. L’obiettivo è quello di evitare abusi e destinare i fondi solamente a chi ne ha maggiormente bisogno, premiando chi dimostra di impegnarsi nello studio e di portare a casa i risultati più rimarchevoli. Ecco tutti i cambiamenti apportati al fondo dal Decreto PNRR Scuola.

Decreto PNRR Scuola

Fondo affitti universitari: cosa cambia con il PNRR Scuola
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Recentemente, la Camera dei Deputati ha approvato il Decreto PNRR Scuola, che ha l’obiettivo di distribuire i fondi del PNRR negli ambienti scolastici di ogni ordine e grado. Per questo, la sua approvazione, avvenuta con 155 voti favorevoli, 78 contrari e 4 astenuti, ha influito enormemente sulle regole del Fondo per il sostegno agli appartamenti in affitto per gli studenti universitari. Da un lato, il Decreto ha destinato 9,5 milioni di euro in più al fondo, dall’altro però, ha reso più stringenti i requisiti per accedervi, limitando il fondo agli studenti non residenti.

Questa decisione si piazza in un contesto di crisi abitativa particolarmente pesante per i fuori sede, che nelle maggiori città universitarie italiane devono fare i conti con canoni di affitto alle stelle e una concorrenza spietata. In particolare, il fondo sostiene gli studenti con gli ISEE più bassi, ma non si può cumulare con altri finanziamenti pubblici per l’assegno per l’abitazione. Ecco quali sono i nuovi criteri per ottenere il contributo all’affitto.

Fondo affitti universitari

Fondo affitti universitari: cosa cambia con il PNRR Scuola
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Le nuove regole del Fondo affitti universitari si pongono come scopo quello di aumentare l’efficienza del fondo stesso, distribuendo in modo più razionale ed equo le risorse a disposizione. Le principali novità, in questo senso, riguardano proprio l’assegnazione e i requisiti da rispettare per ottenere il contributo:

  • non risultare fuori corso per più di un anno;
  • ISEE inferiore a 20.000 euro;
  • non essere residenti nel comune per cui fanno richiesta;
  • essere regolarmente iscritti ad un’università pubblica italiana.

Inoltre, le nuove disposizioni prevedono controlli più rigorosi contro le irregolarità, e anche una salvaguardia aggiuntiva per gli studenti con disabilità, a patto che questi abbiano diritto ad una protezione potenziata. Inoltre, è bene ricordare che il fondo sarà coadiuvato, nell’aiuto agli studenti, anche dal Decreto-Legge 19/2024 e dal DL 160/2024, che introducono deroghe ai piani urbanistici e semplificano di molto la conversione di edifici già esistenti in residenze universitarie grazie ai fondi del PNRR.

Grazie alle nuove disposizioni, e al fondo di 1,198 miliardi di euro destinato al settore urbanistico, si potranno recuperare edifici vuoti e inutilizzati, anche in aree vincolate, per destinarli agli alloggi per studenti universitari, e aggiungere 100.000 posti letto allo stock italiano, entro il 2026.

Fondo affitti universitari: cosa cambia con il PNRR Scuola: foto e immagini