Spese condominiali inviate indirizzo sbagliato: cosa succede

Autore:
Carabelli Ennio
  • Esperto legale, Giornalista

Cosa si verifica quando le spese di condominio non giungano a conoscenza del singolo condomino a causa di un cambio di residenza non debitamente comunicato all’amministratore?

Spese condominiali inviate indirizzo sbagliato: cosa succede
Autore: TanteTati / Pixabay

Cambiare residenza obbliga il singolo condomino a comunicare la variazione all’amministratore al fine di favorire la ricezione delle spese condominiali o i verbali con cui esitino le singole assemblee.

In particolare, cosa accade, allorquando lasciata invariata la precedente residenza, non si provveda ad informare l’amministratore della variazione confidando sul vizio di notifica delle notifiche condominiali pervenute o al pagamento delle spese dovute?

Variazioni di residenza: vige l’obbligo di comunicazione da parte del singolo condomino

Spese condominiali inviate indirizzo sbagliato: cosa succede
Autore: LudgerA / Pixabay

Il rappresentante legale del Condominio, tenuto a regolamentare e tenere perfettamente aggiornato l’anagrafe condominiale, risulta essere l’amministratore.

Nell’anagrafe condominiale, in particolare, risultano essere registrati i dati personali dei condomini (codice fiscale, residenza ed eventuali diritti reali) proprietari dei singoli beni immobili ubicati all’interno del medesimo edificio comune.

L’amministratore, dunque, nell’assolvimento dei compiti e funzioni derivanti dall’incarico di cui è investito, deve aggiornare costantemente il registro annotandovi le variazioni dei dati. L’amministratore, tuttavia, non è tenuto a conoscere le variazioni sul tema se quest’ultime non siano state comunicate dal diretto interessato.

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In tal senso vige in capo a ciascun condomino l’obbligo di provvedere a fornire all’amministratore l’eventuale variazione di indirizzo di residenza o, in caso di cessione del bene, le generalità del proprio avente causa, affinché quest’ultimo proceda ad annotare le variazioni nel termine tassativo di 60 giorni dall’avvenuta comunicazione.

Tale vincolo vige anche in capo al locatore che, entro 60 giorni dalla registrazione del contratto di locazione, è tenuto ad indicare all’amministratore, le generalità del conduttore affinché provveda ad aggiornare l’anagrafe condominiale.

Spetta, dunque, al condomino provvedere a:

  • comunicare la variazione della propria residenza
  • comunicare eventuale successione nella proprietà o nella semplice detenzione dell’immobile (per usufrutto, affitto  o cessione).

Omessa comunicazione del cambio di residenza all’amministratore: cosa accade?

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Invero tale azione costituisce l’unica opzione possibile che l’amministratore esegue per evitare che il condomino, attraverso l’omessa comunicazione della residenza, possa esimersi da corrispondere le somme dovute.

A tal punto, ci si chiede che fine facciano le comunicazioni dell’amministratore pervenute al vecchio luogo di residenza del condomino e se, le stesse, possano ugualmente ritenersi valide e se vadano ripetute.

Ebbene, se la raccomandata è stata inviata dall’amministratore al vecchio indirizzo di residenza del condomino che non gli abbia comunicato l’avvenuto cambio, le comunicazioni torneranno al mittente con la dicitura “destinatario sconosciuto o non più residente”.

La raccomandata, in tal caso, non ha alcun valore e l’amministratore è tenuto ad esperire tutte le indagini del caso per poter risalire al nuovo indirizzo di residenza del condomino.

Se, invece, la raccomandata conteneva la convocazione all’assemblea, e risulta essere stata spedita al vecchio luogo di residenza, l’avviso risulterà non notificato inficiando la stessa convocazione con tutte le conseguenze del caso in termini di approvazione del bilancio e divisione delle spese condominiali.

L’assemblea, infine, non potrà ridiscutere le quote condominiali del condomino moroso che non abbia ricevuto alcun avviso di convocazione.

Se il condomino in questione ha modificato anche la propria residenza in Comune è verosimile che le raccomandate tornino all’amministratore con la dicitura «destinatario trasferito» o «destinatario sconosciuto» o «destinatario non più residente». In questo caso, come anticipato, la raccomandata non ha alcun valore e l’amministratore è tenuto ad effettuare tutte le ricerche necessarie a reperire il nuovo indirizzo di residenza del condomino.

Vien da sé che, se la raccomandata conteneva un avviso di convocazione per la riunione di condominio, tale avviso non può considerarsi validamente notificato e, quindi, sarà invalida anche la stessa convocazione con tutte le conseguenze che ciò implica in termini di approvazione del bilancio e imputazione delle spese condominiali.

Il condominio non potrà quindi riscuotere le quote condominiali dal condomino moroso che non abbia ricevuto alcuna comunicazione con l’avviso di convocazione dell’assemblea.

Se, di contro, il condomino non ha provveduto a mutare l’indirizzo di residenza, la raccomandata tornerà all’amministratore con la dicitura “compiuta giacenza”. Sarà ritenuta, pertanto, giunta a destinazione all’indirizzo corretto al quale, il messo, non ha trovato alcun destinatario legittimato a ricevere il plico.

Nel caso di specie, qualora la raccomandata inoltrata contenga una convocazione assembleare, il condomino non potrà impugnare il difetto di notifica, essendo di poi, tenuto a corrispondere le spese condominiali maturate a proprio carico.