Settembre apre con il Piano Casa: 700 milioni alle case popolari
Settembre apre con il Piano Casa: dopo le vacanze arriverà un bando da 700 milioni di euro destinato alla ristrutturazione e al recupero delle case popolari inagibili. Il provvedimento, destinato a fronteggiare l’emergenza abitativa sembra finalmente pronto a partire: ecco cosa aspettarsi nei prossimi mesi.
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Dopo la trasformazione in legge avvenuta a luglio, il Piano Casa è finalmente pronto a partire, e il mese di settembre promette un bando da 700 milioni di euro per le case popolari.
La fase operativa, quindi, si apre con la ristrutturazione e il recupero delle case popolari inagibili, secondo quanto indicato durante il Tavolo dei territori della Lega da Felice Squitieri, il Commissario straordinario per la ricognizione dei fabbisogni.
Il programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale prevede investimenti per circa 10 miliardi di euro in 10 anni, e ha come obiettivo la messa a disposizione di 100.000 abitazioni popolari o a prezzi calmierati. La prima fase del Piano Casa prevede 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030 per il patrimonio pubblico inutilizzato, e il primo bando da 700 milioni riguarderà gli alloggi ERP non utilizzabili. Il secondo bando, da 270 milioni, andrà invece all’edilizia residenziale sociale.
Settembre apre con il Piano Casa

Tra il 2026 e il 2030 il Piano Casa punta a recuperare oltre 53.000 immobili di proprietà di enti pubblici tra Comuni, Regioni, Province e ministeri. La prima tappa di questo lungo percorso si aprirà a settembre, con il primo bando del Piano Casa, che prevede uno stanziamento di 700 milioni di euro da destinare all’edilizia residenziale pubblica e, in particolare, alla ristrutturazione e al recupero degli immobili attualmente inutilizzabili. Le risorse saranno distribuite sulla base del patrimonio ERP, prendendo come riferimento i dati dell’ultimo censimento, e i beneficiari saranno principalmente:
- aziende casa,
- enti in house,
- Comuni proprietari,
- gestori di alloggi popolari.
Per ricevere i fondi, gli enti devono presentare le candidature indicando gli immobili interessati, i lavori previsti e le relative tempistiche di realizzazione, inviando la documentazione a Invitalia (in collaborazione con il MIT). Il primo anticipo, pari al 15%, sarà seguito da ulteriori quote del 25% a gennaio e del 45% a luglio, in base allo stato di avanzamento dei lavori. Questo vuol dire che, teoricamente, entro luglio del prossimo anno i cantieri dovranno essere avviati. Se così non fosse, le risorse potrebbero essere revocate. L’ultima tranche di pagamento, infine, sarà subordinata alla disponibilità dell’alloggio per l’assegnazione.
Le liste d’attesa

Un altro punto che il Piano Casa intende risolvere nella crisi abitativa italiana riguarda le liste d’attesa per gli alloggi popolari, che oggi coinvolgono circa 300.000 famiglie. L’intento è quello di procedere alle assegnazioni man mano che gli immobili recuperati diventano disponibili, facendo scorrere la graduatoria senza che gli alloggi restino vuoti ed esposti ad occupazioni abusive. Stando a questo programma, già da marzo dovrebbe essere completata una prima quota di alloggi (il 15% di quelli finanziati), per poi completare l’intero programma di assegnazioni entro la fine del 2027.
Dopo il lungo iter di discussione e realizzazione del testo del Piano Casa, il progetto di recupero del patrimonio immobiliare italiano di proprietà pubblica sembra finalmente andare verso un avvio concreto, con tempi di attesa anche relativamente brevi. L’auspicio è che si rispetti la tabella di marcia, e che migliaia di famiglie in difficoltà riescano così a trovare un posto in cui vivere che sia allineato con le proprie possibilità economiche, permettendo a molti di uscire dalla crisi.