Separazione in vista? Rischio alto a vendere casa prima del divorzio

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Mai vendere casa prima della separazione: si corrono numerosi rischi, perchè la gestione del patrimonio immobiliare rappresenta sempre un tema estremamente delicato in caso di divorzio. Ecco a cosa fare attenzione, e come evitare di danneggiare i diritti dell’ex partner, per non aggiungere attriti ad un contenzioso già in corso.

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Mai vendere casa prima della separazione: i rischi che corri
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Quando un matrimonio finisce si vive un momento di grande sconforto e si deve cercare di rimettere insieme i pezzi di una vita in due, che è giunta al suo capolinea. Si tratta di un momento molto complesso a livello emotivo, che però si ripercuote anche sugli aspetti più pratici e reali della vita, come la divisione del patrimonio immobiliare condiviso. Per questo, vendere la casa coniugale prima del divorzio non è sempre la scelta migliore.

Vendere la casa di proprietà comune prima della separazione, infatti, è possibile, ma non è certamente consigliabile. La vendita di un immobile prima del divorzio, infatti, può far sorgere non pochi attriti e problemi tra i due ex coniugi, e rischia di pregiudicare i diritti di uno dei due. Ecco tutti i rischi che si corrono ad intraprendere questa strada, e quali sono le cose a cui fare attenzione per non rischiare contenziosi.

Vendere casa prima della separazione: attenzione ai figli

Mai vendere casa prima della separazione: i rischi che corri
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La gestione del patrimonio immobiliare durante un divorzio è uno dei temi più delicati da affrontare, e anche uno di quelli che maggiormente accende gli animi. Per questo non è sempre consigliabile affrontare una vendita prima della separazione definitiva: l’operazione, se non viene fatta alla luce del sole, può far correre il rischio di pregiudicare i diritti dell’altro, il quale può impugnare l’alienazione e ottenere anche un risarcimento danni o, addirittura, l’assegnazione dell’immobile. In poche parole, quindi, la vendita si considera legittima solamente se entrambi i coniugi sono d’accordo e se non ci sono figli da tutelare. In ogni caso, il ricavato deve essere diviso secondo le percentuali di proprietà, per evitare qualsiasi tipo di penalizzazione di una delle due parti.

Se ci sono figli, infatti, è meglio non vendere la casa in quanto la tutela della prole prevale sul diritto di proprietà. In particolare, se i figli sono minorenni o non autosufficienti, il giudice assegna l’abitazione al genitore collocatario (presso il quale i figli vivono stabilmente), anche se l’unico proprietario è l’altro coniuge. Per tutelarsi, il proprietario può negoziare un accordo di separazione consensuale o per stabilire i tempi certi per il rilascio dell’immobile, sempre tutelando prioritariamente i figli.

I rischi che si corrono

Mai vendere casa prima della separazione: i rischi che corri
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Se durante la separazione la casa va all’ex coniuge, la vendita dell’immobile ad un soggetto terzo è possibile, ma questa non fa cadere l’assegnazione in modo automatico:

  • se l’assegnazione si trascrive nei registri immobiliari, l’acquirente deve rispettare il diritto dell’ex coniuge ad abitare nell’immobile (non potendo quindi disporne liberamente);
  • se l’assegnazione non si trascrive, il nuovo proprietario può opporre il rilascio dopo 9 anni dalla data di assegnazione.

A questo proposito, è bene specificare che secondo l’articolo 337 sexies del Codice Civile, l’assegnazione della casa si può revocare quando il beneficiario cessa di abitare stabilmente nell’immobile; inizia una convivenza more uxorio (stabile convivenza con un nuovo partner) all’interno della casa, se ciò pregiudica il benessere dei figli; e se contrae un nuovo matrimonio. Infine, un altro rischio riguarda il caso in cui la proprietà dell’immobile è di entrambi, ma uno dei due non vuole vendere(nè acquistare la quota dell’altro) e il bene non è divisibile: il giudice può disporre la divisione forzosa tramite la vendita del bene all’asta (con svantaggi economici per entrambi).

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