Segnalazione certificata di agibilità SCAGI


Segnalazione certificata di agibilità (SCAGI): cos’è, a cosa serve, quando è necessaria, documentazione da presentare e come fare. La scadenza della SCAGI, casi specifici di vendita di immobile senza agibilità. 

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La Segnalazione certificata di agibilità (SCAGI) ha soppiantato, a partire dal 30 giugno 2017 in virtù dell’entrata in vigore del D.Lgs. 222/2016 il precedente Certificato di Agibilità.

E’ un documento importantissimo perchè attesta la vivibilità dell’abitazione appena costruita o che si è acquistato.

La modifica, con il cambio di denominazione, ha apportato notevoli cambiamenti nella produzione del documento, con impatto sulla rapidità con cui si ottiene e sullo spostamento delle responsabilità.


Segnalazione certificata di agibilità: a chi serve

Cominciamo con il delineare l’ambito di applicazione e di utilità del documento.

La SCAGI è necessaria per qualunque soggetto che intenda:

  • abitare, acquistare od affittare un immobile (fabbricato, capannone, appartamento, palazzo, etc)
  • esercitare qualunque tipo di attività economica, produttiva o commerciale nell’immobile.

Segnalazione certificata di agibilità: cos’è cambiato

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La normativa in vigore prevede che l’agibilità dell’edificio sottoposto a verifica venga sottoscritta dal Tecnico abilitato che provvederà al recupero della documentazione necessaria e consegnerà presso lo Sportello Unico, entro il termine di 15 giorni, la SCAGI.

Dunque non è più compito del Comune in cui si trova l’immobile rilasciare il certificato, ma del Direttore dei Lavori o professionista abilitato che redige una sorta di autocertificazione, attestando il rispetto pieno e completo della normativa.

In questo modo il legislatore ha provveduto ad una semplificazione delle procedure, in quanto non si dovrà più depositare il documento ed attendere che trascorra il tempo necessario per il silenzio-assenso, pari nel caso specifico a 30 giorni.

Infatti, spostando la responsabilità dagli Uffici Comunali al professionista incaricato, si accelerano i tempi, rendendo in questo modo un’operazione che si può effettuare già al momento della conclusione dei lavori di edificazione.

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Segnalazione certificata di agibilità: quando serve

La Segnalazione certificata di agibilità è necessaria nei seguenti casi:

  • nuove costruzioni, sia civili che industriali;
  • ricostruzioni o sopraelevazioni parziali o totali;
  • interventi su un edificio esistente, che possono influire sulle sue condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico.

Per ottenere la necessaria agibilità, il che consente la presenza di persone al suo interno, la SCAGI può riguardare anche i seguenti campi di applicazione:

  • singoli edifici oppure singole porzioni della costruzione, purché autonomi a livello funzionale, a condizione che siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero complesso edilizio, completate e collaudate le parti strutturali connesse, oltre a presentare gli impianti relativi alle parti comuni collaudati e certificati;
  • singole unità immobiliari, nel caso in cui siano state completate e collaudate le opere strutturali connesse, con impianti certificati, con le parti comuni completate e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.

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Segnalazione certificata di agibilità: chi può presentare la domanda

I soggetti che possono richiedere il certificato presso lo Sportello Unico del proprio comune sono:

Segnalazione certificata di agibilità: documenti e come fare

Documenti necessari per la SCAGI

I documenti da presentare sono:

  • attestazione di asseverazione delle condizioni di sicurezza, redatta dal Direttore dei Lavori o, in caso di assenza, da altro professionista abilitato;
  • certificato di collaudo statico  (art. 67 DPR 380/2001) oppure certificato di idoneità statica od ancora, relazione tecnica sul comportamento strutturale dell’edificio;
  • dichiarazione di conformità delle opere in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche;
  • documentazione catastale relativa all’aggiornamento sulla base delle opere realizzate;
  • dichiarazione dell’impresa installatrice in merito alla conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico previste dalla normativa in vigore e, se previsto, certificato di collaudo degli stessi.

Come presentare la SCAGI

La SCAGI va presentata unicamente servendosi della modalità telematica. Per fare ciò, occorre accedere al sito internet del Comune presso cui è situato l’immobile in questione, andando alla pagina relativa allo Sportello Unico per le Attività Produttive e per l’Edilizia (SUAPE).

Segnalazione certificata di agibilità: tempi necessari

La semplificazione della procedura ha snellito notevolmente la tempistica di attesa per entrare in possesso dell’importantissimo documento.

Con la modifica in SCAGI, l‘attestazione vale immediatamente dal momento in cui si invia la pratica in maniera telematica al SUAPE.  La ricevuta di trasmissione di tutta la documentazione inviata relativa costituisce già il documento che abilita ad usufruire dell’immobile in maniera completa.

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Entro 30 giorni dalla consegna per via telematica della documentazione, il Comune è tenuto a rispondere, rilasciando il conseguente certificato di agibilità.

Qualora non vi provveda, vige il principio del silenzio/assenso, pertanto, l’immobile è da considerarsi agibile.

Segnalazione certificata di agibilità: costi

La SCAGI prevede una serie di costi legati alla procedura burocratica, con la consegna della documentazione, legati ai cosiddetti diritti di segreteria, variabili in base al Comune in cui si consegna la pratica, oltre ad una marca da bollo di €16, da allegare alla documentazione.

Per quanto riguarda la parcella del professionista, il collaudo viene eseguito da un tecnico abilitato che emetterà fattura variabile in base a molti fattori come il luogo della perizia e la metratura dell’abitazione.

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In linea generale si può indicare in un costo base di € 500 che può salire fino a circa € 1000. A tale proposito, se poco esperti della materia, il consiglio è di rivolgersi ad un perito di fiducia.

Segnalazione certificata di agibilità: sanzione

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Vale la pena sottolineare ed indicare che in caso di assenza del certificato, si incorre in pesanti sanzioni pecuniarie.

La mancata presentazione della SCAGI entro 15 giorni dalla fine dei lavori comporta una sanzione che può variare da € 77 fino a € 464.

La Segnalazione certificata di agibilità scade?

La SCAGI non ha una scadenza temporale; tuttavia, se si verifica anche una sola di queste tre seguenti condizioni, occorre presentare una nuova domanda, ovvero:

  • se si sottopone l’immobile a ristrutturazioni, ricostruzioni o sopraelevazioni (totali o parziali);
  • in caso di danni strutturali dell’immobile (vedi il caso di un terremoto, alluvione o altro incidente) che compromettano la stabilità dell’edificio ed i Vigili del Fuoco provvedono a revocare l’agibilità;
  • a seguito di interventi edilizi abusivi che non rispettino una o più norme tecniche in vigore (esiste il rischio di revoca).

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Si può vendere una casa senza SCAGI?

E’ importante conoscere il caso specifico, qualora ci si trovi nella necessità di procedere alla vendita dell’abitazione.

La legge in vigore prevede la possibilità dell’operazione di vendita di un immobile priva di SCAGI soltanto se:

  • l’immobile non ha ancora ricevuto l’accettazione di agibilità (silenzio/assenso dei 30 giorni), ma è stata presentata la domanda: sarà sufficiente citare nell’atto di vendita gli estremi del procedimento.
  • l’immobile viene venduto senza aver presentato la domanda per l’agibilità, ma le parti si accordano di trasferire l’obbligo di presentarla al compratore.
Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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