Rifare il tetto: gli interventi accettati dai bonus casa
Rifare il tetto è un lavoro dispendioso e lungo, che spesso fa mettere le mani nei capelli. Grazie ai bonus edilizi però, gli interventi al tetto possono essere portati in detrazione fino al 65%, e si può recuperare parte della spesa in 10 anni. Solamente però, se gli interventi rientrano tra quelli agevolabili.
Guarda il video

Decidere di rifare il tetto è una decisione importante da prendere, perchè solitamente richiede un esborso economico non indifferente e tempi piuttosto lunghi di realizzazione. Con i problemi al tetto però, non c’è da scherzare, e fortunatamente si possono ancora sfruttare diversi bonus per recuperare una parte della spesa.
In particolare, i bonus che permettono di portare in detrazione le spese per il rifacimento del tetto sono il Superbonus, l’Ecobonus, il Sismabonus e il Bonus Ristrutturazioni.
Si tratta di 4 bonus distinti, che si differenziano per caratteristiche, requisiti e importi della detrazione, e che si adattano ad una quantità davvero ampia di casistiche. Di seguito, quindi, vedremo quali sono gli interventi che danno diritto ai bonus specificando però, che questi non sono cumulabili tra loro e che la domanda va presentata sempre entro e non oltre il 31 dicembre 2025. Successivamente infatti, i bonus potrebbero non essere più validi.
Rifare il tetto: gli interventi accettati

I lavori di riparazione, manutenzione e rifacimento del tetto non riguardano unicamente il tetto, ma includono anche i solai, i soffitti e i sottotetti. Parlando di unità immobiliari indipendenti, i lavori che rientrano tra gli interventi agevolabili riguardano:
- la sostituzione della copertura del tetto e la modifica della pendenza;
- la trasformazione del sottotetto senza cambi di destinazione d’uso;
- la modifica dell’unità abitativa nel sottotetto al fine di renderlo abitabile;
- il rifacimento o sostituzione del solaio;
- il cambio dei lucernari;
- l’installazione di una nuova canna fumaria;
- la ristrutturazione o rifacimento dei cornicioni;
- il rifacimento dei soppalchi;
- l’installazione di impianti fotovoltaici;
- gli interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica e termica;
- gli interventi volti alla stabilizzazione del tetto in caso di sisma ed eventi estremi.
Insomma, il ventaglio è davvero ampio. Grazie al Sismabonus, all’Ecobonus e al Bonus Ristrutturazioni, ognuno secondo le sue caratteristiche, si può chiedere una detrazione del 50% per i lavori svolti sulla prima casa, e del 36% se i lavori interessano la seconda casa. In entrambi i casi il tetto di spesa massimo è fissato a 96.000 euro e la detrazione si riceve in 10 rate annue di pari importo.
Il caso del Superbonus

Nel caso del Superbonus però, si deve fare attenzione ad un paio di dettagli, poichè questa agevolazione si discosta dagli altri bonus edilizi 2025. Infatti, riuscire ad ottenerlo è molto più difficile, ma permette, ai beneficiari, di accedere ad una detrazione fiscale del 65%. Il Superbonus scadrà definitivamente il 31 dicembre 2025, e ammette lavori solamente al condominio (a non alla singola unità immobiliare). Per quanto riguarda l’isolamento termico, si specifica inoltre che rientrano negli interventi ammessi quelli che interessano:
“le superfici opache verticali e orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno”.
La coibentazione inoltre, deve far aumentare la classe energetica dello stabile di almeno 2 lettere, e deve essere certificata tramite Attestato di Prestazione Energetica (APE).