Stop al Superbonus dal 2025: la grande novità della manovra

Autore:
Erika Fameli
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Dalla manovra di bilancio arriva lo stop al Superbonus dal 2025, e si segna la fine di un’era. Dopo l’approvazione della bozza di legge da parte della Camera dei giorni scorsi, ora serve solamente l’ok da parte del Senato per il voto di fiducia per rendere definitivo il testo e tutti i suoi emendamenti, tra cui spicca proprio la cessazione del Superbonus.

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Stop al Superbonus dal 2025: la grande novità della manovra
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Il Superbonus è uno dei bonus edilizi che in Italia ha portato più innovazione e cambiamento, sia dal punto di vista sociale, poichè un incentivo simile non si era mai visto prima, sia dal punto di vista strutturale, poichè grazie al 110% è stato possibile riqualificare innumerevoli immobili su tutto il territorio nazionale.

Dal 2025 però, l’era del Superbonus terminerà ufficialmente, qualora anche il Senato dovesse dare la sua approvazione al testo della manovra di Bilancio.

Restano invece confermati, secondo gli aggiornamenti degli ultimi emendamenti e le riduzioni sia nelle aliquote che nei tetti massimi di spesa, gli altri bonus edilizi già annunciati in precedenza. Infine, spicca l’eliminazione delle caldaie a gas e quelle alimentate da combustibili fossili da tutti gli incentivi, in piena linea con la Direttiva Case Green dell’Unione Europea.

Stop al Superbonus dal 2025

Stop al Superbonus dal 2025: la grande novità della manovra
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In particolare, il nuovo comma 8-bis.2, dell’articolo n.119 del D.L. 34/2020 prevede che il Superbonus non sia più riconosciuto in relazione ai nuovi interventi avviati successivamente alla data del 15.10.2024.

Questo vuol dire, in buona sostanza, che non si potrà più richiedere l’incentivo per i lavori iniziati dopo la data del 15 ottobre 2024, e che pertanto saranno inclusi nel bonus solamente gli interventi avviati precedentemente, secondo le modalità previste. Nello specifico, rientrano tra gli interventi quelli per cui risulta:

  • presentata la CILAS, se si tratta di lavori diversi da quelli effettuati dai condomini;
  • adottata la delibera dell’assemblea con l’approvazione dei lavori;
  • presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abitativo, se gli interventi comportano la demolizione e la ricostruzione degli edifici.

Inoltre, il nuovo comma 8-sexies, art. 119 del D.L. 34/2020 prevede la possibilità per i contribuenti di ripartire l’importo del Superbonus spettante per le spese relative al 2023 non nelle 4 rate standard, ma in 10 anni con rate di pari importo. Questa facoltà permette di non rischiare l’incapienza fiscale e di poter sfruttare per intero l’incentivo.

Gli altri bonus edilizi 2025

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Per quanto riguarda invece gli altri bonus edilizi per il 2025, la Camera ha approvato quanto si era già detto finora. Dal bonus caldaie sono state escluse tutte le caldaie a gas e quelle alimentate da combustibili fossili, così come suggerito dalla Direttiva Case Green dell’Unione Europea. Per il bonus casa è stata prevista una riduzione al 30% dell’agevolazione di base, fatto salvo gli interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza con impianti di ultima generazione.

L’Ecobonus si conferma invece con un’aliquota al 50% sulla prima casa e al 36% sulla seconda casa per il 2025, con la diminuzione rispettivamente al 36% e al 30% per il biennio 2026-2027.

La stessa sorte toccherà anche al Sismabonus, anche per gli interventi che fino ad ora davano diritto ad aliquote più alte. Infine, il bonus mobili viene confermato al 50% con un tetto massimo di spesa fissato a 5.000 euro. Non resta quindi che attendere il voto definitivo, che dovrebbe arrivare tra Natale e Capodanno, per conoscere le sorti di questi bonus e di tutti gli altri previsti dalla Legge di Bilancio 2025.

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