Proposta di condono edilizio: se hai un immobile da regolarizzare, questa novità ti interessa

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Arriva una proposta di condono edilizio che, più che aprire una nuova finestra di pratiche edilizie, intende riaprire i termini del condono del 2003 e la sanatoria delle lottizzazioni pre-1985. Ecco tutte le ipotesi che la maggioranza sta vagliando, e come possono impattare sul patrimonio immobiliare.

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Proposta di condono edilizio: tutte le opzioni al vaglio
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La maggioranza di governo ha proposto di riaprire i termini del condono edilizio del 2003 e la sanatoria delle lottizzazioni pre-1985, con lo scopo di facilitare e velocizzare la regolarizzazione del patrimonio immobiliare italiano. Gli emendamenti che la maggioranza ha depositato risultano essere cruciali anche nella riscrittura del nuovo Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni (ossia, il nuovo TUE – Testo Unico dell’Edilizia).

L’obiettivo finale è quello di sbloccare pratiche amministrative bloccate nella burocrazia locale, che risultano stagnanti da oltre 20 anni, e offrire ai proprietari una nuova finestra temporale per sanare le difformità strutturali e volumetriche degli immobili irregolari. La conseguenza sperata dal governo è che poi questi immobili finiscano sul mercato e alleggeriscano la pressione sia sulle locazioni che sulle compravendite, aumentando lo stock a disposizione degli inquilini e degli acquirenti.

Proposta di condono edilizio

Proposta di condono edilizio: tutte le opzioni al vaglio
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La maggioranza torna a parlare di condono edilizio, e dopo il Salva Casa lo fa con l’ipotesi di riaprire i termini del condono del 2003 e la sanatoria delle lottizzazioni pre-1985. Questa strategia non è nuova nella linea politico-economica della maggioranza, e rappresenta il culmine di un percorso già avviato.

L’obiettivo finale è duplice, e vede da un lato la necessità di dare una certezza giuridica a milioni di cittadini che possiedono immobili con irregolarità volumetriche insanabili con le regole ordinarie, e dall’altro il bisogno di immettere liquidità nel circuito economico e rimpinguare le casse dei Comuni attraverso l’incasso delle oblazioni e degli oneri concessori.

Per ridefinire i titoli abilitativi e le tolleranze costruttive, la maggioranza ha deciso di inserire questa proposta nel Testo Unico dell’Edilizia, in modo da superare la logica dei decreti d’urgenza frammentati che negli anni scorsi hanno caratterizzato la linea operativa.

La proposta principale riguarda la riapertura dei termini del condono edilizio del 2003 (introdotto dall’art. 32 del Decreto Legge 269/2003 dal governo Berlusconi), per consentire la presentazione di nuove istanze di sanatoria o il riesame e lo sblocco delle vecchie pratiche rigettate o sospese a causa dei limiti applicativi dell’epoca.

Le ipotesi al vaglio

Proposta di condono edilizio: tutte le opzioni al vaglio
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In particolare, la novità più rilevante riguarda il superamento dei vincoli paesaggistici e ambientali relativi: con l’ok alla norma si potrebbero sanare anche le opere realizzate in aree sottoposte a tutela, a patto che non sussista un vincolo di inedificabilità assoluta e che si ottenga il parere favorevole delle autorità preposte. Si tratta di una modifica che permetterebbe a regioni come il Lazio o la Campania di applicare, finalmente, il condono del 2003 e di sanare una vastissima platea di immobili residenziali.

Altra proposta riguarda la sanatoria urbanistica delle lottizzazioni abusive realizzate prima del 1° ottobre 1985 (data del primo condono edilizio della Legge 47/1985).

A tal proposito, la misura conferirebbe ai Comuni poteri straordinari per modificare gli strumenti urbanistici e i piani territoriali in vigore, con l’obiettivo di integrare legalmente interi quartieri ed insediamenti nati in maniera spontanea decenni fa, e di consentire ai proprietari di sanare la propria posizione catastale e urbanistica. Così facendo, le amministrazioni locali potrebbero anche completare le opere di urbanizzazione primaria attingendo ai fondi raccolti tramite le sanzioni e i contributi di riscatto versati dai cittadini coinvolti e realizzare:

  • strade,
  • fognature,
  • illuminazione pubblica.

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