Piscina interrata senza permessi: cosa si rischia

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Si può costruire una piscina interrata senza permessi? Questa è una domanda molto frequente tra chi decide di installare una piscina nel giardino di casa propria. La risposta è no: vediamo insieme perchè, quali permessi sono necessari per l’intervento e quali rischi si corrono a non rispettare le regole.

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Piscina interrata senza permessi: cosa si rischia
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Un errore molto comune che si fa quando si vogliono fare dei lavori in casa propria, è pensare che all’interno della proprietà privata, tutto è concesso. Cambiare l’arredamento non è certo un problema, ma modificare in maniera sostanziale il perimetro, il valore o la superficie di un immobile e dell’area in cui sussiste, è tutta un’altra storia.

Quello che si deve considerare, è la permanenza dell’intervento e la modifica che questo apporta all’immobile. Un caso particolare da considerare, in quest’ottica, riguarda le piscine interrate. Chi effettua questo tipo di installazione senza i dovuti permessi, rischia davvero grosso.

Piscina interrata senza permessi

Piscina interrata senza permessi: cosa si rischia
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Costruire una piscina interrata senza permessi può comportare rischi sia a livello penale che sanzioni di tipo amministrativo. Si tratta, infatti, come anticipato, di un intervento che modifica sensibilmente sia il terreno che l’immobile, e che come tale ha bisogno di essere approvato da più fonti. Parlando nello specifico dei rischi che si corrono, questi riguardano:

  • l’abuso edilizio: se non si ha il permesso di costruire si rischia una multa da 5.164 a 51.645 euro, a seconda dell’entità dell’abuso e della difformità rispetto alle autorizzazioni richieste. Inoltre, se si devono accertare anche delle violazioni alle norme edilizie o alla modalità di esecuzione, si aggiunge una multa di circa 10.329 euro;
  • la demolizione: l’abuso edilizio può portare ad un’ordinanza che impone al proprietario di demolire la piscina entro 90 giorni. Se questi non provvede nei tempi, il Comune può procedere alla demolizione coatta e all’acquisizione dell’area occupata dalla piscina. Inoltre, a non demolire si rischia una multa che va dai 2.000 ai 20.000 euro.

Esistono anche casi più gravi, che riguardano la lottizzazione abusiva o la violazione dei vincoli paesaggistici, che fanno salire le sanzioni (da 15.493 a 51.645 euro) e aggiungono anche l’arresto fino a 2 anni.

Permessi e soluzioni alternative

I permessi necessari per costruire una piscina interrata sono numerosi, e riguardano da un lato quelli prettamente edilizi, come il permesso a costruire o la SCIA, e dall’altro quelli legati alla sicurezza e ai vincoli paesaggistici. Di questa seconda categoria fanno parte l’autorizzazione della Soprintendenza e le autorizzazioni ambientali, se si tratta di zone soggette a vincoli paesaggistici, storici o idrogeologici. Inoltre, a livello locale può essere necessario ottenere anche un’autorizzazione antisismica. Infine, non ci si deve dimenticare dell’autorizzazione della ASL, inerente la gestione delle acque e il loro scarico. Insomma, non si tratta certo di una pratica da nulla.

Come è evidente, costruire una piscina interrata senza permessi è impossibile, e ciò che si rischia a farlo è molto serio. La soluzione migliore per evitare qualsiasi tipo di problema, sta nell’optare per una piscina fuori terra, che è sicuramente meno accattivante a livello estetico e meno durevole nel tempo, ma garantisce costi minori e una maggiore sicurezza in termini di autonomia di realizzazione. In linea di massima, infatti, le piscine fuori terra sono considerate meri elementi d’arredo dello spazio esterno, e non richiedono alcun permesso poichè non modificano né il valore immobiliare della proprietà né il terreno. Conviene sempre, a prescindere, verificare le disposizioni del proprio Comune in merito.

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