Piano Casa 2026, testo definitivo: attenzione alle novità sulla SCIA per iniziare i lavori

Autore:
Erika Fameli
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Piano Casa in Gazzetta: pubblicato il decreto-legge n.66/2026, il testo definitivo introduce diverse modifiche rispetto alla versione in bozza. Tra le tematiche di maggiore interesse, quella che riguarda l’avvio delle ristrutturazioni solamente tramite la presentazione della SCIA.

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Interior view of a room under renovation with construction materials and a ladder.
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Nei giorni scorsi non si è fatto altro che parlare di Piano Casa, e finalmente il decreto-legge n.66/2026 voluto dal governo Meloni è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il testo è stato approvato dalla Ragioneria, ma si presenta in alcuni punti diverso rispetto alla versione che era arrivata sul tavolo del Consiglio dei Ministri. In particolare, lo scorso 30 aprile sono sorte diverse tensioni riguardo il ridimensionamento dei poteri delle soprintendenze e la gestione degli interventi di edilizia pubblica e sociale.

Dopo un confronto interno, la bozza è stata rivista e modificata, giungendo al testo che è approdato, infine, in Gazzetta Ufficiale. Ecco cosa riporta il testo definitivo; tra le tematiche di maggior interesse figura anche l’avvio delle ristrutturazioni solo tramite la presentazione della SCIA.

SCIA e semplificazioni amministrative

Piano Casa in Gazzetta: per ristrutturare basta la SCIA
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Un nodo molto importante del testo definitivo, riguarda una semplificazione amministrativa importantissima. Il decreto, infatti, prevede l’avvio dei lavori tramite la presentazione della SCIA (quindi senza la necessità di un permesso di costruire) per interventi di:

  • ristrutturazione urbanistica;
  • ristrutturazione edilizia;
  • demolizione;
  • ricostruzione.

Rimanendo in tema di semplificazioni e snellimento amministrativo, rimangono valide le facilitazioni sul cambio di destinazione d’uso che assegnano le stesse regole previste per un singolo appartamento agli edifici fino a 25 immobili (nel rispetto dei vincoli comunali). Un vincolo da non sottovalutare, però, specifica che la nuova destinazione dovrà essere mantenuta per almeno 30 anni. Infine, il testo definitivo del Piano Casa prevede il dimezzamento degli onorari notarili in caso di cessione degli immobili.

Piano Casa in Gazzetta

Piano Casa in Gazzetta: per ristrutturare basta la SCIA
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Parlando del nodo della soprintendenza, il nuovo testo salta la corsia veloce per il commissario nelle autorizzazioni sugli immobili da riqualificare, e introduce una Conferenza di servizi semplificata. Le amministrazioni competenti per la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, a questo proposito, mantengono la possibilità di opporsi ai progetti con un dissenso motivato. Restano, comunque, delle perplessità: queste modifiche potrebbero rallentare gli interventi dei privati, e le procedure autorizzative più lunghe possono incidere negativamente sulla redditività degli investimenti. Per quanto riguarda invece l’edilizia pubblica, rimane l’obiettivo di riqualificazione di 60.000 immobili, e si stabilisce che la scelta delle abitazioni su cui intervenire sarà responsabilità di un commissario straordinario, che lavorerà insieme agli enti locali e alle società pubbliche.

Per gli investimenti privati, invece, si confermano le agevolazioni già presenti in bozza, unitamente al vincolo della destinazione del 70% degli investimenti alla realizzazione di immobili a prezzi calmierati (a prezzi di almeno il 33% inferiori al mercato, sia in vendita che in affitto). In materia di case popolari, una novità importante è il taglio al Fondo per la morosità incolpevole: 22 milioni di euro per il 2026, solo 2 milioni per il 2027. Infine, il decreto introduce misure contro eventuali irregolarità nell’assegnazione degli immobili: se un beneficiario che non aveva diritto alla casa popolare ne entra in possesso, dovrà restituire la differenza rispetto ai prezzi di mercato per tutto il periodo contestato; mentre chi rivende la casa prima del previsto dovrà farlo mantenendo il prezzo calmierato del piano.

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