Nuove regole, multe più pesanti: il 2026 cambia le carte per gli affitti brevi

Autore:
Erika Fameli
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Con le regole della Legge di Bilancio arrivano anche nuove sanzioni per gli affitti brevi nel 2026: ecco chi rischia, a quanto ammontano le sanzioni e a cosa fanno riferimento. Dal 1° gennaio 2026 lanciarsi nel mercato degli affitti brevi con scopo imprenditoriale è più complesso, ma anche i privati hanno più aspetti a cui fare attenzione.

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La Legge di Bilancio ha introdotto una nuova disciplina per gli affitti brevi, che dal 1° gennaio 2026 impone di aprire la partita Iva dal terzo immobile in affitto a scopo turistico.

In poche parole, quindi, il proprietario con più di 2 immobili in locazione breve diventa in automatico un imprenditore, e come tale deve rispettare tutti gli obblighi sia fiscali che amministrativi e di sicurezza che ne conseguono. Le nuove regole hanno fatto parecchio discutere, e portano con sé anche nuove sanzioni e obblighi da tener presente nello svolgimento dell’attività ricettiva.

Per fare qualche esempio, diventano obbligatori gli adempimenti Suap e la Scia. Gli obblighi, è importante specificare, valgono sia per chi affitta in modalità mista breve+turistica che per sceglie solamente la modalità turistica. Questo perchè se c’è la presunzione di imprenditorialità, non importa con quale forma contrattuale la si utilizzi. Ecco di seguito tutte le sanzioni che si rischiano a non rispettare le regole.

Regole e obblighi

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Come anticipato, la nuova disciplina sugli affitti brevi prevede numerosi obblighi in più per chi affitta uno o più immobili per brevi periodi. In particolare, per affitti brevi si considerano tutti i contratti di locazione ad uso abitativo di durata inferiore ai 30 giorni, inclusi quelli stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite intermediari immobiliari.

Di conseguenza, alcuni obblighi e regole riguardano anche chi ha solo un immobile in affitto breve, tra cui spicca il Cin. Il Codice identificativo nazionale si deve esporre in tutti gli immobili concessi in locazione ai turisti, così come negli annunci online e nei portali di intermediazione, come strumento di tracciabilità e utile per il controllo fiscale.

Differentemente, altri obblighi riguardano esclusivamente i proprietari che hanno più di 2 immobili in affitto. In particolare, si fa riferimento all’apertura della partita Iva e relativa Scia (Segnalazione certificata di inizio attività).

Da questi obblighi scaturiscono diverse sanzioni, se non vengono rispettati, e che possono arrivare a cifre molto consistenti in base al tipo di violazione. Non mettersi in regola può costare molto ad un proprietario: ecco quanto, caso per caso.

Nuove sanzioni per gli affitti brevi

Calcolatrice
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Le sanzioni per gli affitti brevi riguardano il mancato adempimento da parte del proprietario, di uno o più obblighi, e in particolare:

  • Scia mancante,
  • Cin mancante,
  • Dispositivi mancanti.

Se manca la presentazione della Scia, le sanzioni vanno dai 2.000 ai 10.000 euro, in base alle dimensioni della struttura o dell’immobile. Nel caso in cui a mancare sia il Cin, invece, la sanzione va da 800 a 8.000 euro per ogni unità per cui sorge l’inadempimento.

Infine, la mancanza dei dispositivi (obbligatori dal 2026) per rilevazione di gas combustibili, rilevatori di monossido di carbonio ed estintori portatili (minimo 1 per piano e posizionati in luoghi visibili e accessibili, e comunque uno ogni 200 metri quadrati), comporta una sanzione da 600 a 6.000 euro per ogni singola violazione. A tutte queste sanzioni, inoltre, si sommano anche quelle per irregolarità amministrative e fiscali o per la violazione delle misure di sicurezza.

Nuove sanzioni per gli affitti brevi, cosa cambia nel 2026: foto e immagini