Nuove linee guida UE: dal 2040 stop alle caldaie a metano
Nelle nuove linee guida UE, pubblicate per l’attuazione della Direttiva Case Green e per chiarire molti punti su cui ancora sorgevano parecchi dubbi, si legge chiaramente l’intento di decarbonizzazione della rete europea entro il 2040. L’obiettivo, per quell’anno è di eliminare del tutto le caldaie a metano.
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La Direttiva Case green ha l’obiettivo di portare, entro il 2050 al raggiungimento dell’abbattimento delle emissioni da parte del patrimonio immobiliare europeo. Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma anche necessario. Il pianeta lo chiede, la coscienza lo impone. Arrivarci però non è semplice, e per farlo si dovrà obbligatoriamente passare per enormi cambiamenti e diversi step. Sui combustibili fossili infatti, si basa la maggior parte degli edifici europei attuali, e cambiare non sarà semplice.
Per questo, l’Epbd (Energy performance of buildings directive) ha previsto diversi step, su diversi fronti. Uno che ha da sempre creato particolari dibattiti è quello che riguarda le caldaie alimentate da combustibili fossili, che nel piano dell’UE andrebbero totalmente eliminate. Nel 2025, intanto, sono state escluse da tutti i bonus edilizi, e entro il 2040 si parla di un addio definitivo. Per arrivarci però, è necessario attivarsi in diverse direzioni.
Nuove linee guida UE

L’efficientamento energetico degli immobili europei è l’obiettivo della Direttiva Case Green. Sin da quando questa è stata approvata, le cose hanno iniziato a cambiare, ma mai prima d’ora era stata pubblicata una serie di linee guida tanto importanti. La Commissione Europea ha infatti divulgato 13 linee guida e 3 atti di regolamentazione tecnica, con cui chiarisce tutti i punti ancora oscuri della Direttiva, e con cui fornisce gli strumenti necessari agli Stati membri per mettere in pratica le azioni utili al raggiungimento degli obiettivi del 2050.
In particolare, le linee guida fanno riferimento ai piani di ristrutturazione e al sostegno finanziario alle operazioni di efficientamento energetico. Serve, innanzitutto, snellire la burocrazia e facilitare il rilascio dei permessi edilizi. Parallelamente però, è necessario anche sviluppare un sistema di supporto e sostegno verso quei cittadini che decidono di investire e riqualificare il proprio immobile dal punto di vista energetico. Per dare qualche suggerimento, l’UE parla di IVA agevolata, più bassa rispetto a quella standard per i lavori edili, e di IMU agevolata, ma starà ai singoli Stati decidere come muoversi.
Stop alle caldaie uniche

Le caldaie uniche alimentate da combustibili fossili, come definisce la direttiva, dovranno essere del tutto abbandonate da qui a 15 anni. Nel corso dell’approvazione del testo questa scadenza è stata più volte discussa, ma alla fine si è arrivati ad una quadra, e ai due step dell’addio definitivo alle caldaie:
- nel 2025 le caldaie alimentate da combustibili fossili sono state escluse da tutte le agevolazioni fiscali attive;
- dal 2040 questi apparecchi dovranno essere eliminati del tutto dalla circolazione.
Sul piano etico assolutamente nulla da dire, ma su quello pratico le perplessità non mancano. In particolare, l’ostacolo maggiore è il costo della sostituzione della vecchia caldaia con un sistema più moderno ed efficiente dal punto di vista energetico. Infatti, adeguare un immobile alla Direttiva Case Green può costare dai 10.000 ai 50.000 euro, e per moltissimi italiani questa è una cifra impossibile per le proprie tasche. L’UE suggerisce che, in alternativa alla sostituzione dell’apparecchio, si può optare per la sostituzione del gas di alimentazione, che può essere rimpiazzato dal biometano, dall’idrogeno e altri gas.