Non bisognerà aspettare il 2030: per questi edifici la Direttiva Case Green scatta già nel 2028

Autore:
Erika Fameli
  • Autore
Tempo di lettura: 5 minuti

La Direttiva Case Green prevede la costruzione di edifici a emissioni zero a partire dal 2030, ma saranno le nuove costruzioni di proprietà pubblica a dover applicare i nuovi standard per prime. Ecco quali sono gli obblighi da rispettare, i termini temporali e i criteri di costruzione da applicare ai nuovi edifici.

Guarda il video


Edifici a emissioni zero: i nuovi standard per gli enti pubblici
Photo by ArtisticOperations – Pixabay

La direttiva UE 2024/1275, più famosa con il nome di nuova EPBD o Direttiva Case Green, prevede per tutte le nuove costruzioni, sia residenziali che non residenziali, l’obbligo di progettazione come edifici a emissioni zero a partire dal 1° gennaio 2030.

Per gli immobili pubblici di nuova costruzione, però, il cambiamento arriva prima, e i nuovi obblighi entrano in vigore a partire dal 1° gennaio 2028. La misura riguarda, quindi:

  • scuole,
  • uffici amministrativi,
  • ospedali,
  • altri immobili pubblici.

Queste nuove costruzioni non dovranno più semplicemente rispettare lo standard dell’edificio a energia quasi zero, ma dovranno essere progettate come edifici a zero emissioni.

Edifici a emissioni zero

Edifici a emissioni zero: i nuovi standard per gli enti pubblici
Photo by Jack_Jiao – Pixabay

La disciplina della Direttiva Case Green, che per gli immobili pubblici entrerà in vigore con 2 anni di anticipo rispetto agli immobili privati, considera come elementi di rilievo nella valutazione delle zero emissioni, le emissioni prodotte dagli impianti, le fonti utilizzate per soddisfare il fabbisogno energetico, la qualità degli ambienti interni e l’impatto climatico dell’edificio durante il suo intero ciclo di vita.

La direttiva ha l’obiettivo di migliorare la prestazione energetica degli edifici e ridurre le relative emissioni di gas a effetto serra, nella prospettiva di realizzare entro il 2050 un parco immobiliare europeo interamente decarbonizzato e a emissioni zero. Partendo dagli edifici già esistenti, le traiettorie nazionali di riqualificazione hanno già inquadrato i requisiti minimi per gli edifici non residenziali con le prestazioni peggiori, e sono in atto i piani nazionali di ristrutturazione con strumenti di sostegno sia tecnico che finanziario.

Per gli edifici nuovi, invece, l’entrata in vigore degli standard per l’edificio a energia zero prevista per il 2028, introduce condizioni più rigorose e punta alla costruzione di edifici ad altissima prestazione energetica, con un fabbisogno energetico pari a zero o molto basso, privo di emissioni in loco di carbonio derivanti da combustibili fossili e caratterizzato da emissioni operative di gas a effetto serra pari a zero o comunque molto basse. Per prepararsi al 2028, gli Stati membri devono pubblicare una tabella di marcia entro il 1° gennaio 2027, con obiettivi progressivamente decrescenti a partire dal 2030 per l’introduzione di valori limite relativi al GWP cumulativo di tutti i nuovi edifici.

Come è messa l’Italia

Edifici a emissioni zero: i nuovi standard per gli enti pubblici
Photo by qgadrian – Pixabay

L’attuazione concreta della Direttiva dipende però dalle norme nazionali di recepimento, che l’Italia non ha ancora adottato integralmente, non rispettando il termine stabilito dall’UE.

La data ultima per recepire la Direttiva Case Green, infatti, era il 29 maggio, giorno entro cui ogni Paese avrebbe dovuto adottare le norme nazionali necessarie e comunicarle formalmente alla Commissione europea. Il 15 luglio 2026 la Commissione ha avviato quindi una procedura d’infrazione nei confronti degli Stati inadempienti, Italia inclusa. Ora questi Paesi hanno 2 mesi di tempo per presentare le proprie osservazioni, completare l’adeguamento e trasmettere le disposizioni.

Se la Commissione non riterrà sufficienti le risposte fornite entro tale limite, potrà emettere un parere motivato e deferire lo Stato alla Corte di giustizia dell’UE. Fino ad allora, però, rimangono valide le disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.192, che resta il principale riferimento nazionale sulla prestazione energetica degli edifici.

Edifici a emissioni zero, i nuovi standard per gli enti pubblici: foto e immagini