Obiettivi 2030: come va la Direttiva Case Green in Italia?
In base agli obiettivi 2030 della Direttiva Case Green dell’Unione Europea, da qui a 5 anni il patrimonio edilizio europeo dovrà essere riqualificato nella misura del 16%. Rispetto a questo obiettivo, a che punto si trova l’Italia? La risposta si trova in un report della Fondazione Geometri Italiani.
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Entro il 2030 i Paesi Membri dell’Unione Europea devono raggiungere una serie di obiettivi di riqualificazione energetica sul patrimonio edilizio. La transizione verde si trova a 5 anni dal primo step di target programmato, e il nostro Paese ha avanzato proposte e finanziamenti per permettere ai cittadini di intervenire sull’efficientamento energetico delle proprie case, ma quanto sono state efficaci queste strategie, e quanto ancora resta da fare per raggiungere gli obiettivi del 2030?
Il Centro Studi della Fondazione Geometri Italiani, in collaborazione con il Centro Studi Sintesi – Cgia di Mestre e Smart Land ha sviluppato un’indagine sull’avanzamento della transizione green in Italia chiamata “La via italiana alla direttiva case green, potenzialità e impatti dell’adozione a livello nazionale della Direttiva Epbd IV”. Ecco i dati al suo interno.
Obiettivi 2030

Prima di capire a che punto siamo con gli obiettivi 2030 in Italia, ricapitoliamo quali sono i target da raggiungere, previsti dalla Direttiva Case Green. I Paesi Membri devono:
- adottare misure per garantire una riduzione dell’energia primaria utilizzata dagli edifici residenziali non di nuova costruzione di almeno il 16%;
- ristrutturare il 16% degli immobili non residenziali con le peggiori prestazioni, introducendo requisiti minimi nazionali di prestazione energetica da rispettare per tutto il settore dell’edilizia;
- prevedere le zero emissioni agli edifici residenziali di nuova costruzione a partire dal 2030;
- prevedere le zero emissioni agli edifici non residenziali di nuova costruzione dal 2028.
In base all’indagine condotta dal Centro Studi di Fondazione Geometri Italiani, l’Italia si trova attualmente circa a metà strada sul percorso per il 2030, avendo raggiunto il 9,1% del 16% totale. Il report indica che servono 84,8 miliardi di euro da qui a 5 anni per completare la riqualificazione energetica. Si tratta di una ripartizione di 14,1 miliardi di euro all’anno, che serviranno per riqualificare 18,5 milioni di abitazioni energivore (ossia, in classe F e G).
Direttiva Case Green in Italia

Per la Direttiva Case Green in Italia si sta facendo molto, ma molto ancora resta da fare. Nel 2025 le caldaie a condensazione sono state escluse dai bonus edilizi, e questo rappresenta un primo importante passo verso un cambio di rotta epocale. Infatti, grazie agli interventi che sono già stati fatti nel quadriennio 2020-2024, sono state 4,7 milioni le tonnellate di CO2 risparmiate annualmente. Considerando che il 68% del patrimonio edilizio italiano risale a prima del 1980, e che il 9% delle famiglie italiane si trova ancora in condizioni di povertà energetica, il margine di miglioramento è ancora ampissimo.
Come spiega il presidente CNGeGL Paolo Biscaro:
“La direttiva Case Green rappresenta una delle sfide più significative per il settore edilizio europeo. L’Italia, con il suo patrimonio di 35,3 milioni di abitazioni affronterà una transizione energetica rilevante. Gli obiettivi sono raggiungibili e rappresentano un’opportunità di sviluppo economico e sociale straordinario”.
Per raggiungere quel tanto agognato 16%, però, si dovrà fare i conti con i costi altissimi dell’adeguamento degli immobili datati con la Direttiva Case Green. Riuscirà l’Italia a rispettare i target imposti dall’UE?