Mutuo seconda casa: i casi in cui si può fermare il pagamento
La sospensione del mutuo seconda casa non è prevista dalla legge, ma esistono alcuni casi in cui è possibile ricorrervi. Ecco di quali casi si tratta, e come si deve gestire questa particolare necessità.
Guarda il video

Quando si decide di acquistare la seconda casa, spesso si fa ricorso ad un mutuo ma, purtroppo, possono capitare spese impreviste che fanno sorgere una domanda più che lecita: si può sospendere il mutuo sulla seconda casa, analogamente a come si può fare per la prima casa? L’abitazione principale beneficia del fondo Gasparrini, pensato appositamente per la sospensione del mutuo in caso di necessità, ma non esiste un fondo similare per la seconda casa. A livello di legge, quindi, non esiste la possibilità di sospendere il mutuo sulla seconda casa, ma sono le singole banche a decidere se concedere questa possibilità oppure no.
In alcuni casi, infatti, gli istituti di credito consentono ai propri clienti di avvalersi di questa facoltà, in presenza di condizioni particolari e che offrono soluzioni versatili in caso di difficoltà. Ecco quali sono gli unici casi in cui le banche concedono la sospensione del mutuo sulla seconda casa, e come richiederlo.
Sospensione del mutuo seconda casa

Come anticipato, la legge non prevede la sospensione del mutuo sulla seconda casa, ma sono le singole banche a determinare se questo è possibile oppure no, e in che modalità. I casi più frequenti in cui un istituto bancario concede la possibilità di sospendere i pagamenti riguardano la perdita del lavoro (con conseguente riduzione dello stipendio e difficoltà economiche), la separazione coniugale, il decesso del titolare e l’insorgenza di handicap gravi.
Si tratta, quindi, degli stessi parametri che danno diritto alla sospensione del mutuo sulla prima casa, e come per la prima casa, è sempre necessario dimostrare la comprovata difficoltà a pagare regolarmente le rate del mutuo.
In questa fase, di solito, le banche valutano anche la capacità di ripresa del richiedente prima di accordare o meno la sospensione, analizzando anche fonti alternative di reddito e future possibilità lavorative.
In alternativa alla sospensione, le banche propongono spesso una rinegoziazione, che permette di modificare il tasso, estendere il periodo di rimborso e valutare piani d’ammortamento meno gravosi. Infine, anche la surroga si usa spesso come soluzione per i clienti in difficoltà, arrivando solo nei casi più gravi alla proposta di vendita dell’immobile.
Le differenze con la prima casa

Come anticipato, la legge prevede per l’abitazione principale il diritto di interrompere momentaneamente il pagamento del mutuo, che però non sussiste con la seconda casa. La differenza principale tra i due casi sta proprio nel fondo Gasparrini, istituito con la Legge 244/2007, che permette di sospendere il mutuo per difficoltà economiche per un lasso di tempo variabile (massimo 18 mesi). Al fondo possono accedere i contraenti che:
- hanno un mutuo inferiore a 250.000 euro;
- hanno un ISEE inferiore a 30.000 euro.
Inoltre, per sospendere il mutuo è necessario dimostrare difficoltà lavorative o altre cause di forza maggiore che impediscono di rispettare i pagamenti. Non essendo questo possibile per le seconde case, la cosa migliore da fare è guardare sul lungo periodo e prevedere anche la necessità di sospendere i pagamenti.
Quando ci si informa su un mutuo per la seconda casa, quindi, è fondamentale scegliere una soluzione che offra la rinegoziazione, l’allungamento del periodo di rimborso o la surroga al posto della sospensione. Per la seconda casa, inoltre, la banca erogante decide anche quante volte si può optare per queste soluzioni, per cui è importantissimo sapere in anticipo la posizione dell’istituto di credito che si sceglie.