Manca l’acqua in condominio: si può chiedere un rimborso?

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Quando manca l’acqua in condominio e il servizio idrico viene interrotto senza alcun preavviso da parte del gestore, si può chiedere un rimborso? Se sì, qual è la procedura da seguire e a chi ci si deve rivolgere per ottenere un risarcimento? Ecco come gestire la situazione e cosa fare in caso di emergenza.

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Manca l’acqua in condominio: si può chiedere un rimborso?
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Come si sa, l’acqua è un bene primario. Serve per l’igiene personale, per la salute e per l’alimentazione, e non se ne può fare a meno in nessun caso. Per questo, quando capita che in condominio manchi l’acqua, è sempre una bella gatta da pelare. Se il servizio idrico viene interrotto previo avviso che indica sia il momento dell’interruzione che quello del ripristino, basta organizzarsi per far fronte alle necessità, ma come ci si deve comportare quando il servizio viene interrotto senza alcun avvertimento preventivo?

A gestire il servizio idrico civile è l’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che si occupa anche di controllare la qualità, l’efficienza e la correttezza dei servizi idrici. L’acqua viene gestita a livello locale dai Comuni, in quanto questa non rappresenta un bene commerciale (come ad esempio lo sono il gas e l’energia elettrica). A chi ci si deve rivolgere, quindi, in caso di interruzione senza preavviso e per ottenere un rimborso, se possibile?

Manca l’acqua in condominio

Manca l’acqua in condominio: si può chiedere un rimborso?
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Prima di capire a chi rivolgersi e se è possibile ottenere un rimborso per la mancanza di acqua in casa, è bene definire chiaramente cosa si intende con interruzione del servizio idrico. Questa, infatti, non riguarda unicamente la sospensione totale del flusso dell’acqua, ma anche altri casi:

  • una bassa pressione dell’acqua,
  • un flusso intermittente e non costante,
  • il razionamento della fornitura,
  • l’acqua non potabile.

Fintanto che ci si trova di fronte alle interruzioni programmate, non sorgono grossi problemi. Quando queste però non sono programmate (in caso di danni improvvisi o emergenze), il gestore ha l’obbligo di garantire assistenza ai cittadini. In particolare, attraverso un servizio sostitutivo entro 48 ore, un servizio di pronto intervento sempre attivo e diffuso, e la diffusione delle istruzioni sulla sicurezza alla popolazione.

Ottenere il rimborso

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Quando il gestore non comunica tempestivamente ai cittadini un’interruzione del servizio idrico, questi è chiamato a corrispondere un indennizzo automatico. Lo stesso è previsto quando non viene rispettato il preavviso di 48 ore per le interruzioni programmate, il mancato intervento entro 48 ore in caso di guasto, e la mancanza dell’attivazione di un servizio alternativo. Oltre all’indennizzo automatico, però, per i cittadini che abbiano subito danni economici significativi (chiusura di un’attività, danni agli impianti o agli elettrodomestici, ecc.) è previsto anche un risarcimento extra, che viene corrisposto solo a fronte di una documentazione probatoria sufficiente.

Tranne nei casi di forza maggiore e non imputabili al gestore, l’indennizzo viene riconosciuto. Innanzitutto si deve contattare il proprio amministratore di condominio, per verificare se ci sono comunicazioni ufficiali in merito all’interruzione del servizio idrico. Dalla rottura dei contatori alle infiltrazioni d’acqua in condominio, infatti, è sempre l’amministratore il primo referente sulla lista.

Successivamente, ci si deve mettere in contatto con il gestore e conservare qualsiasi tipo di prova che attesti il danno subito, dalle ricevute alle comunicazioni. Il reclamo deve essere inviato in forma scritta, e la risposta deve arrivare entro 30 giorni. Se non avviene, ci si può rivolgere allo Sportello per il Consumatore di ARERA o attivare una procedura di conciliazione gratuita, anche online.

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