Rottura del contatore in condominio: chi paga il consumo in eccesso

Se all’interno di un’abitazione cond0miniale si verifica la rottura del contatore dell’acqua da cui derivi un eccesso di consumo sulla bolletta al singolo proprietario, ecco come è possibile agire per far valere i propri interessi.

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Spesso il contatore che segnala ed indica il livello del consumo bimestrale all’interno di un Condominio è apposto all‘esterno della singola abitazione servita ovvero in una parte comune non sempre visionabile dal singolo condomino.

E’, pertanto, possibile, che arrivi a casa una bolletta che obblighi l’utente al pagamento di una somma eccessiva a causa di un consumo superiore generato da un guasto di cui lo stesso proprietario non poteva avere contezza.

Ed ancora, è possibile, che complice un guasto, si verifichi un allagamento all’interno della singola abitazione condominiale.

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Danno da guasto di contatore condominiale: la sentenza della Corte di Cassazione

Il ragionamento effettuato dalla Corte di Cassazione in materia di danno cagionato da guasto di  un contatore condominiale si fonda sull’applicazione dell’art.2051 c.c.


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In tal caso è applicata la responsabilità del risarcimento del danno cagionato da cosa in custodia.

In particolare, per i danni derivanti da rottura di un contatore al servizio di  un’abitazione sita in un Condominio, il titolare dell’abitazione, ma non del contatore, può essere tenuto responsabile solo ex art.2043 c.c.

La responsabilità in capo al proprietario dell’abitazione sorge solo qualora quest’ultimo avesse dovuto apporre delle misure idonee a ridurre o evitare il danno in attesa dell‘intervento del gestore o del proprietario del contatore guasto da cui è derivato il danno.

Rottura del contatore in un Condominio: ecco chi paga il consumo in eccesso

 

 

 

In tal caso del danno provocato dal contatore all’abitazione del condomino, è imputabile ex art.2043 al proprietario dell’immobile da cui derivi l’allagamento, seppur non custode del contatore malfunzionante, qualora quest’ultimo non abbia adottato la media diligenza negli atti di manutenzione:

Sul punto la Corte di Cassazione ha sancito i criteri di attribuzione in capo al titolare dell’abitazione e non del contatore da cui derivi il guasto, delle due differenti tipologie di responsabilità ex art.2043 e 2051 c.c.: l’applicabilità dell’una o dell’altra norma implica, sul piano eziologico e probatorio, diversi accertamenti e coinvolge distinti temi d’indagine, trattandosi di accertare, nel caso di responsabilità per fatto illecito, se sia stato attuato un comportamento commissivo od omissivo, dal quale è derivato un pregiudizio a terzi, e dovendosi prescindere, invece, nel caso di responsabilità per danni da cosa in custodia, dal profilo del comportamento del custode, che è elemento estraneo alla struttura della fattispecie normativa di cui all’art. 2051 c.c., nella quale il fondamento della responsabilità è costituito dal rischio, che grava sul custode, per i danni prodotti dalla cosa che non dipendano dal caso fortuito


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Pertanto qualora il proprietario dell’abitazione da cui derivi il danno da rottura del contatore al proprio servizio, a carico di altra abitazione condominiale, non sia  il titolare del contatore stesso, dovrà rispondere del danno a titolo di responsabilità da fatto illecito art.2043 c.c.

Differentemente, quale custode della cosa da cui è stato cagionato il danno, il proprietario dell’abitazione e del contatore malfunzionante da cui derivi il danno, è chiamato in giudizio dal condomino affinché risarcisca gli effetti del guasto salvo che non provi che il fatto si sia verificato per evento fortuito (ex art.2051 c.c.)


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L‘evento fortuito annulla il nesso di causalità tra la causa e l’evento generato come diretta conseguenza e che, il proprietario della cosa in custodia, non avrebbe in alcun modo potuto evitare pur utilizzando la media diligenza richiesta dalla legge nei casi analoghi.

Qualora l‘evento della rottura del contatore da cui sia derivata la perdita d’acqua a danno del vicino, sia generato da un malfunzionamento del contatore, il proprietario dell’abitazione servita da quest’ultimo, seppur non custode, dovrà rispondere ex art.2043 c.c. del danno per non aver interrotto con la media diligenza gli effetti dello stesso in attesa dell’intervento ripristinatore del proprietario del contatore stesso.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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