Lotta al caro affitti: l’UE studia un piano abitativo ad hoc
L’Unione Europea studierà un piano ad hoc per far partire la lotta al caro affitti su tutto il suo territorio. I prezzi folli stanno schiacciando i cittadini europei sotto richieste troppo esose, e gli immobili continuano a scarseggiare, attratti come sono dai turisti e dalla pecunia turistica. Ecco il piano d’attacco della Commissione europea, in partenza il 1 febbraio 2025.
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La lotta al caro affitti in Europa è diventata necessaria non più solamente a livello nazionale, ma anche comunitario. Infatti, se è vero che ogni Stato soffre in maniera diversa della crisi abitativa che stiamo vivendo in Europa, è altrettanto vero che esistono dei punti in comune, e che proprio su quelli c’è necessità di interventi dall’alto. I prezzi in costante aumento e la diminuzione dello stock immobiliare stanno mandando in tilt il mercato delle locazioni in Europa, e la crisi abitativa colpisce principalmente le famiglie a basso reddito e i giovani.
Per rispondere alle esigenze dei cittadini, Ursula Von Der Leyen ha da poco annunciato che il 1 febbraio partirà una vera e propria task force interna alla Commissione Europea, che si occuperà nello specifico di trovare soluzioni concrete e su più fronti alla crisi abitativa. A guidarla sarà il Commissario all’Energia e agli Alloggi Dan Jorgensen, e sarà composta da 33 membri, di cui 4 saranno italiani. Ecco cosa prevede il Piano abitativo europeo, e quali sono le sue risposte alla drammatica situazione locativa europea.
Lotta al caro affitti

La lotta al caro affitti deve necessariamente essere combattuta su più fronti, e in particolare si deve:
- aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili;
- riqualificare lo stock immobiliare europeo;
- regolamentare gli affitti brevi a livello europeo;
- istituire norme anti speculazione immobiliare;
- aiutare i soggetti più deboli (giovani e famiglie a basso reddito).
I finanziamenti diretti agli Stati membri per l’edilizia sociale e popolare, così come la semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato possono permettere maggiori investimenti nelle nuove costruzioni da parte degli enti locali. Inoltre, nuove iniziative di partenariato tra fondi pubblici e privati sono necessari per portare nuovo capitale nel settore immobiliare volto agli investimenti a basso costo. Infine, sempre a questo riguardo, l’UE deve aumentare la disponibilità di terreni edificabili e supportare maggiormente gli Stati, in modo da permettere loro di abbassare i costi di costruzione tramite agevolazioni fiscali.
Piano abitativo europeo

Dal punto di vista della riqualificazione invece, serve innanzitutto puntare sull’efficientamento energetico, che permette di ridurre i costi vivi degli inquilini. In questo senso, l’Europa dovrebbe trovare soluzioni di ultima generazione, e puntare sul prefabbricato e sul cohousing. Necessitano di una regolamentazione comunitaria anche gli affitti brevi, che in Europa sono aumentati a dismisura negli ultimi anni, e che sono i principali responsabili di questa crisi.
Per esempio, le aree con una forte pressione abitativa dovrebbero ricevere una tutela particolare, e qui l’UE pensa di limitare l’azione di Airbnb e simili. Inoltre, la Commissione dovrà pensare a sussidi ad hoc per giovani e famiglie a basso reddito, ossia le categorie di cittadini maggiormente in affanno a causa della crisi abitativa. Infine, si dovrà discutere di nuovi interventi sui costi degli affitti, per contenere la speculazione immobiliare e, specialmente nelle grandi città, non permettere che i prezzi salgano troppo, anche a fronte di una domanda elevata.