Il partner chiede il bonus ristrutturazione per la casa in cui non vive? Quando può farlo
Tutto quello che devi sapere sulla normativa che regolamenta il bonus ristrutturazione richiesto dal partner per un’altra casa dove nessuno della coppia vive e non ha la residenza.

Il bonus ristrutturazione è un elemento importantissimo per le giovani coppie, godendo di numerose agevolazioni nel sostenere delle spese in casa. In vigore già nel 2024 e confermato anche nel 2025 seppur con una nuova metodologia e con un tasso di restituzioni crediti molto più basso, rappresenta un grande aiuto economico per i conviventi. La normativa a riguardo lascia ancora molto spazio all’interpretazione, con casi limite ancora poco chiari. Tra questi il bonus ristrutturazione per convivente con un’altra casa dove la coppia non vive. Cosa dice la normativa a riguardo? Scopriamolo insieme!
Il bonus ristrutturazione per convivente con un’altra casa
Quando si parla di una coppia di fatto registrata al Comune che convive, la regolamentazione riguardo i bonus ristrutturazione prevede norme specifiche. La più importante, è che le spese devono essere sostenute dal convivente del proprietario che paga le spese ma vi sono delle norme specifiche per casi particolari. Tra queste figura l’ipotesi che il convivente acquisti un’altra casa dove la coppia non viva e voglia effettuare il bonus ristrutturazione, ponendosi l’interrogativo su chi dovrà pagare le spese in questo caso.
Se il convivente acquista una nuova casa

L’interrogativo sul bonus ristrutturazione per convivente è da sempre molto annosa. La domanda è stata posta più volte sul portale dell’Agenzia delle Entrate, con una situazione molto frequente. Un convivente di una coppia di fatto regolarmente registrata al Comune decide di acquistare una seconda casa in cui i due partner non vivrebbero, richiedendone il bonus ristrutturazione: chi dovrebbe sostenerne le spese? In primo luogo è possibile farlo, richiedendo la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio anche per il convivente di fatto del possessore dell’immobile, a patto che ne sostenga le spese. Tutto ciò anche in assenza di un contratto di comodato, come per un familiare convivente mentre all’altro partner spetteranno le spese della casa dove si svolge la convivenza, anche non quella principale.
Le modifiche alle regole per il 2025

Al momento il bonus ristrutturazione prevede ancora per tutto il 2024 un’aliquota del 50%, che nel 2025 si abbasserà al 36% e dal 2028 al 30% (salvo modifiche in Legge Finanziaria). Il tetto massimo di spesa attualmente è di 96.000 euro, da sostenere quindi entro il 31 dicembre 2024 per godere della metà degli incentivi. Non è da escludersi che con il nuovo anno si può assistere a una revisione delle condizioni di accesso al beneficio.
Tra le norme da modificare anche quella legata al bonus ristrutturazione per una prima o una seconda casa, con la possibilità di restringersi solo a quella principale. Sarebbe un’altra stretta nei confronti dei fruitori che potrebbero andare ancor più in difficoltà, scoraggiando anche investitori e proprietari ad attuare ugualmente interventi edilizi importanti.