Fotovoltaico e impianti green: bandi e bonus ancora attivi
Per fotovoltaico e impianti green esistono ancora numerosi bandi regionali e bonus attivi, ma occorre sbrigarsi per non perdere le agevolazioni. Dal 1 gennaio 2026, infatti, l’aliquota statale scenderà drasticamente, e i fondi regionali potrebbero terminare o non essere rinnovati: ecco tutte le opzioni a disposizione per chi vuole migliorare l’efficientamento energetico del proprio immobile.
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Il fotovoltaico e gli impianti green di raffreddamento e riscaldamento sono il futuro dell’energia domestica. Questo è un fatto ormai assodato, ma che per molti rimane ancora di difficile attuazione. L’ostacolo maggiore verso la transizione verde, infatti, è il suo costo, affatto irrisorio. Installare un impianto fotovoltaico o una pompa di calore in sostituzione del vecchio impianto non è per niente economico, e in molti non avrebbero affrontato la spesa senza il supporto di bandi e incentivi statali.
Il bonus green, inglobato nel bonus ristrutturazione, infatti, permette di recuperare il 50% della spesa con una detrazione fiscale da ripartire in 10 anni. Esistono però anche numerosi bandi regionali, diversi per caratteristiche e requisiti, che permettono di ricevere un contributo a volte anche più importante rispetto alla detrazione, e una liquidazione immediata, più conveniente rispetto all’alternativa decennale. Quali sono, e quanto tempo c’è ancora a disposizione per usufruirne?
Fotovoltaico e impianti green

In Italia la maggior parte degli immobili ha ancora una classe energetica bassissima. Questo provoca da un lato uno spreco di energia enorme e un impatto decisamente negativo sull’ambiente, e dall’altro una spesa eccessiva per le famiglie.
I vecchi impianti di riscaldamento e raffreddamento, infatti, pesano tantissimo sulla bolletta, al contrario di quelli più moderni ed efficienti. Questi ultimi però, costano parecchio al momento dell’installazione. Tanto che, senza un supporto, molte famiglie non possono ancora permetterseli.
Gli impianti fotovoltaici e le pompe di calore si stanno diffondendo in Italia proprio grazie agli incentivi, ma potrebbero subire una battuta d’arresto già a partire dal 1 gennaio 2026.
Il maxi taglio ai bonus infatti, è stato da tempo annunciato, e fatto salvo il caso di un’inversione di rotta last minute, non sembra esserci scampo per molte agevolazioni. Quelle che riguardano il comparto green non spariranno del tutto, ma diminuiranno in generosità.
Bonus e bandi regionali

I bonus e i bandi regionali hanno permesso a moltissime famiglie di apportare modifiche e migliorie consistenti all’efficienza energetica della propria casa e di avviarsi sul cammino della transizione verde. Il bonus più performante, in questo senso, è considerato il bonus ristrutturazioni: detrazione fiscale del 50% e tetto di spesa massima di 96.000 per impianti fotovoltaici, ammodernamento degli impianti di riscaldamento e raffreddamento e tutte le opere accessorie. A partire dal 2026 l’aliquota si ridurrà al 36% sia per la prima che per la seconda casa e andrà diminuendo negli anni a seguire.
I bandi regionali invece, possono essere ancora più vantaggiosi, ma con un bacino di utenza più ristretto a causa dei fondi minori. Tre esempi molto validi sono quelli delle seguenti regioni:
- il Friuli-Venezia Giulia ha stanziato 70 milioni di euro per l’installazione di impianti fotovoltaici e accumulo per la prima casa, per cui si possono presentare domande fino alla fine dell’anno,
- la Basilicata ha istituito un fondo di 39 milioni di euro, garantendo un contributo fino a 10.000 euro per fotovoltaico con accumulo e pompe di calore, con potenza minima di 3 kW per gli impianti solari, che scade il 31 dicembre 2025,
- la Toscana ha all’attivo, e fino ad esaurimento fondi, un totale di 6 milioni di euro da destinare alle pompe di calore abbinate al fotovoltaico nei 14 Comuni della Piana Lucchese, inseriti nel bando Casa a zero emissioni.