Ecobonus 110%: come rifare l’impianto di riscaldamento senza spendere nulla

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio

Ecobonus 110%: ti spieghiamo passo dopo passo come fare per rifare il tuo impianto di riscaldamento senza spendere nulla, sfruttando il Superbonus, che consente una detrazione sulle spese per alcuni tipi di intervento con un’aliquota del 110%.

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L’Ecobonus 110% è un’occasione imperdibile per chiunque, in questi mesi, si appresti a fare lavori importanti nella propria abitazione. Incluso nelle importanti misure del Decreto Rilancio 2020, è l’incentivo per chi deve affrontare i costi elevati di alcuni interventi specifici

In questo modo consente di non spendere neanche un euro per la ristrutturazione della propria abitazione.

Sì, perché l’idea principale dell’Ecobonus 110% è quella di spingere sempre di più l’edilizia italiana verso una nuova consapevolezza che abbracci la filosofia green relativa alle abitazioni, filosofia che comprende una maggiore efficienza energetica, riducendo le immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, causate da impianti di riscaldamento e raffrescamento ormai antiquati e poco funzionali.

Altro settore da valorizzare, secondo il Decreto Rilancio, è quello che riguarda la coibentazione delle abitazioni, con il rivestimento delle superfici verticali, orizzontali e oblique, quindi pavimenti, pareti e tetti, con pannelli isolanti in lana di roccia, sughero o feltro, che evitino la dispersione del calore o del fresco. Tale dispersione rende il funzionamento stesso degli impianti di riscaldamento o raffrescamento difficile e dannoso per l’ambiente.

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Impianti di riscaldamento green ammessi dall’Ecobonus

Ecobonus 110%: ecco come rifare l’impianto di riscaldamento senza spendere nulla

Perché rifare un impianto di riscaldamento e/o raffrescamento o un impianto per la produzione dell’acqua calda? Perché i vecchi e desueti impianti sono inquinanti, fonte di dispersione del calore, hanno prestazioni molto basse e contribuiscono sensibilmente all’inquinamento atmosferico. Inoltre, gli elevati consumi portano a un aumento importante delle bollette, elemento da non trascurare.

Con l’Ecobonus 110% hai diritto a importanti detrazioni se deciderai, ad esempio, di sostituire la vecchia caldaia con una più moderna, in questo caso la riduzione del consumo di gas è di circa il 20%.

Le caldaie più moderne in ottica green sono:

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  • a condensazione
  • a pompa di calore ad alta efficienza
  • a biomassa
  • ibride, cioè a condensazione e pompa di calore.

Caldaie a condensazione: funzionamento e vantaggiecobonus-impianto

Le caldaie a condensazione funzionano più o meno come quelle tradizionale: l’acqua è scaldata grazie alla combustione.

A differenza della caldaia tradizionale, però, il calore che si sprigiona dalla combustione non viene disperso nell’ambiente ma incanalato in una camera stagna e trasformato in condensa.

In parte viene riutilizzato, quando poi si è raffreddato, viene espulso. In questo modo il risparmio energetico è notevole e l’ambiente non ne risente.

Caldaie a pompa di calore al alta efficienza: funzionamento e vantaggi

ecobonus-impiantoLa caldaia a pompa di calore ad alta efficienza è ancora più eco-sostenibili, in quanto sfrutta il calore dell’ambiente esterno o interno per funzionare.

Caldaie alimentate a biomassa: funzionamento e vantaggi

ecobonus-impiantoCome dice già il nome, nella caldaia alimentata a biomassa il calore deriva dalla combustione, appunto, della biomassa. Il funzionamento, dunque, è simile a quello della caldaia tradizionale, ma il risparmio, energetico ed economico, è notevole.

Ecobonus 110%: requisiti necessari

La sostituzione e/o rifacimento dell’impianto di riscaldamento, per essere considerato valido a fini del Superbonus 110% richiede una serie di requisiti imprescindibili:

  • l‘immobile deve presentare un impianto di riscaldamento, anche spento, ma riattivabile in ogni caso con qualche intervento di manutenzione
  • miglioramento di almeno 2 classi energetiche, verificabile attraverso l’APE (attestato di certificazione energetica). Qualora non sia possibile, è sufficiente il miglioramento di una sola classe.

Tipologia dell’impianto di riscaldamento

Un chiarimento è necessario in merito alla definizione di impianto di riscaldamento. Per questo ci atteniamo al nuovo testo, entrato in vigore l’11 giugno 2020, avvenuta con il D.Lgs. n. 48/2020 che ha modificato l’art. 2, comma 1, punto l-tricies del D.Lgs. n. 192/2005 che chiarisce così:

impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.

Pertanto, possono vengono riconosciuti ed assimilati a impianti termici:

  • pompe di calore “aria-aria”
  • stufe a legna o a pellet
  • caminetti e termocamini

purché siano fissi.

Ecobonus 110%: importi massimi di spesa

La sostituzione dell’impianto di climatizzazione esistente con uno più energeticamente efficiente ha i seguenti massimali di spesa:

  • €30.000, per gli immobili unifamiliari o unità funzionalmente indipendenti
  • €20.000, da moltiplicare per ogni appartamento, per i condomini che contano fino a 8 unità immobiliari;
  • €15.000, da moltiplicare per il numero delle unità, per i condomini composti da più di 8 unità abitative.

Cosa funziona l’Ecobonus 110%: tempistiche

ecobonus-impiantoMa adesso vediamo come rifare daccapo il proprio impianto di riscaldamento o raffrescamento senza spendere un euro, sfruttando l’Ecobonus 110%.

Prima di tutto, vi sono delle tempistiche alle quali dovrai strettamente attenerti: i lavori devono essere effettuati tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2023.

Nel 2024 l’aliquota scenderà al 70% mentre nel 2025 è fissata al 65%.

Come ottenere Ecobonus 110%: documenti da presentare

ecobonus-impiantoOvviamente, per ottenere l’Ecobonus 110% bisognerà presentare tutti i documenti richiesti dalla normativa di riferimento.

Per ottenerli, sarà necessario avere le certificazioni ufficiali dei lavori avvenuti rilasciate da parte di tecnici specializzati, che dovranno firmarle. È molto importante ottenere tutti i documenti relativi a ogni intervento, perché questi andranno consegnati poi presso un CAF o comunque un professionista nell’invio di documenti telematici per ottenere il cosiddetto Visto di Conformità.

Il Visto di Conformità è il documento imprescindibile, senza il quale non potrete fare richiesta per ottenere l’Ecobonus 110%.

Le sanzioni per le attestazioni mendaci sono altissime, e arrivano fino a 15.000 euro, quindi fai molta attenzione quando ti affidi a un professionista.

Modalità di rimborso della detrazione

ecobonus-impiantoUna volta affrontate le spese per il rifacimento dei tuoi impianti nel periodo corretto e ottenute le certificazioni necessarie per avere il visto di conformità, potrai accedere al Superbonus.

Le possibilità sono 3:

  • detrazione 110% dell’importo complessivo speso con importi equamente divisi in 5 anni (dal 2022 in 4 anni)
  • cessione del credito fino al 110% dell’importo complessivo speso ad in istituto bancario/postale
  • sconto immediato in fattura fino al 100% all’azienda che ha effettuato i lavori.

Per tutte le info necessarie, si consiglia la lettura della speciale guida Guida completa per sfruttare Ecobonus 110%: detrazioni e vantaggi.