Donazione casa


Donazione casa. Cos’è. Chi può farla. Elementi dell’atto. Costo: imposte, notaio. Quando annullabile.

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La donazione è un vero e proprio contratto con cui una persona, donante, concede a titolo gratuito, dunque regala, un bene mobile od immobile ad un’altra persona, detta donataria.

Utilizzato maggiormente all’interno del nucleo famigliare per facilitare i passaggi di proprietà, si può utilizzare la donazione per trasferire un diritto, come l’usufrutto, o per rinunciare ad un credito.

La donazione casa rimane ancora l’utilizzo più frequente, vediamo quando e come funziona del diritto italiano.


Chi può fare donazione casa

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La prima cosa da stabilire è chi ha la possibilità di donare e di ricevere un immobile sotto il punto di vista giuridico.

Secondo il codice civile italiano, i soggetti che possono donare devono avere la capacità di intendere e di volere.

Pertanto ad essere esclusi sono i minori, gli interdetti, gli inabilitati, le persone soggette ad amministrazione di sostegno se sono state private della capacità di disporre dei propri beni.

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L’atto di donazione è possibile anche per le persone giuridiche, pubbliche e private.

La donazione è possibile anche in favore di figli non ancora nati o concepiti, mentre è nullo il contratto dove per oggetto vi è un bene non ancora in possesso.

Per quanto riguarda minori ed interdetti, costoro possono ricevere un bene in donazione soltanto mediante la presenza dei genitori o dei legali, se autorizzati dal giudice.

Donazione casa: atto

ristrutturazione-casa-piantinaL’atto di donazione di un immobile deve contenere alcuni elementi essenziali, pena la nullità, quali:

  • localizzazione;
  • destinazione d’uso;
  • configurazione reale e attuale dell’immobile.

Pertanto prima della stesura del contratto di fronte ad un notaio, occorre verificare che le planimetrie e le misure catastali in possesso corrispondano effettivamente all’immobile da donare.

Donazione casa: costo

casa piantinaIl costo di una donazione di un immobile è distinto in due parti: le imposte da pagare allo Stato e la tariffa del notaio a cui bisogna rivolgersi in maniera obbligatoria.

Imposta

Le imposte da versare allo Stato variano in base al rapporto fra donante e donatario, oltre al valore dell’immobile.

Sono così determinate aliquote e franchigie, al di sotto delle quali nulla è dovuto all’erario:

  • coniuge e parenti in linea retta; (figli, genitori e , in generale, ascendenti e discendenti): 4%, con franchigia fino a € 1.000.000,00 di valore dell’eredità;
  • fratelli e sorelle: 6%, con franchigia di € 100.000,00;
  • altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado: 6% senza franchigia;
  • tutti gli altri soggetti: 8% senza franchigia.

E’ da intendersi che l’imposta è dovuta, in caso di franchigia, soltanto sulla parte eccedente.

Per esempio in caso di donazione tra padre e figlio, se l’immobile vale €1.200.000, l’imposta viene calcolata su 200.000 dato dalla differenza fra 1.200.000 e 1.000.000 (franchigia).

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Nel caso il ricevente l’immobile sia persona affetta da grave handicap, la donazione non è soggetta ad imposte, indipendentemente dal rapporto di parentela, fino alla soglia di €1.500.000.

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E’ il notaio davanti al quale si compie l’atto a versare, per conto dei soggetti interessati, l’eventuale imposta dovuta oltre all’imposta di registro, pari a 200 euro, dovuta in ogni caso.

Ulteriori imposte previste in caso di beni immobili, sono le imposte ipotecaria e catastale nella misura del 2% e dell’1% (50 euro se l’immobile è prima casa).

Spese notarili

multa-soldiLa figura del notaio, obbligatoria per tale atto, prevede un tariffario variabile a seconda del profilo professionale, dell’esperienza e di eventuali costi sostenuti per effettuare controlli.

La soluzione migliore, nel caso non si abbia una persona di fiducia di riferimento, è chiedere a notai della zona un preventivo al fine di pianificare correttamente tutti i costi da sostenere.

Donazione casa: quando è annullabile

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Vi sono casi stabiliti dalla legge in cui l’atto di donazione può venire contestato ed annullato in un secondo momento.

Ecco quando:

  • per ingratitudine del donatario, quando cioè il donatario abbia commesso atti particolarmente gravi verso il donante o il suo patrimonio;
  • per sopravvenienze dei figli, ovvero quando il donante ignorava di avere figli o discendenti legittimi al momento in cui ha effettuato la donazione.
Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger

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