Controlli Fisco-Comune per il Piano Casa: i rischi per chi dichiara il falso

Autore:
Erika Fameli
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Il governo sta definendo un sistema di controlli Fisco-Comune per il Piano Casa e l’accesso all’edilizia convenzionata: l’obiettivo è evitare che gli alloggi a prezzi calmierati vengano assegnati a soggetti che non ne hanno un reale diritto. Ecco chi interesseranno i controlli e quali sono i rischi che si corrono a ricevere una casa che non spetta di diritto.

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Controlli Fisco-Comune per il Piano Casa: chi interessano
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Con l’approvazione del Piano Casa e la pubblicazione del relativo decreto-legge, si apre ora una stagione di azioni operative volte alla realizzazione di quanto riporta il testo definitivo della misura voluta dal governo Meloni. Le promesse sono tante e altisonanti, e riguardano la messa a disposizione di numerosi nuovi alloggi a prezzi calmierati, sia in affitto che in vendita.

Trattandosi di immobili destinati ad una fascia ben specifica di popolazione e di reddito, la prima azione concreta su cui si metterà a lavoro il governo è un sistema di controlli incrociati tra Fisco e Comune per garantire che l’accesso all’edilizia convenzionata sia riservato unicamente ai nuclei familiari che ne hanno un reale diritto. L’obiettivo è evitare che chi ha redditi troppo elevati possa ottenere immobili a canoni ridotti, togliendo questa possibilità a chi ne avrebbe bisogno.

Controlli Fisco-Comune

Controlli Fisco-Comune per il Piano Casa: chi interessano
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I controlli che il governo ha in mente per verificare la corretta assegnazione degli immobili a prezzi calmierati che arriveranno con il Piano Casa dovrebbero basarsi sulle comunicazioni dei dati e sugli incroci con le informazioni reddituali e patrimoniali già presenti nell’Anagrafe tributaria. Si tratta, quindi, di controlli incrociati tra i Comuni e l’Agenzia delle Entrate, che intendono identificare con certezza le famiglie che si trovano nella cosiddetta fascia grigia, ossia quella fetta di popolazione che ha un ISEE troppo alto per accedere alle case popolari (circa 20.000 euro), ma troppo basso per poter acquistare o affittare nel mercato libero.

Sugli immobili del Piano Casa che saranno resi disponibili a prezzi calmierati pesa un vincolo di destinazione che dura almeno 30 anni, e ora spetterà ai Comuni effettuare i controlli sulla destinazione effettiva di tali immobili ai soggetti che ne hanno diritto, mentre l’Agenzia delle Entrate dovrà approvare (entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge) un provvedimento che ha come obiettivo quello di definire le modalità tecniche per la trasmissione dei contratti di compravendita, mutuo fondiario e locazione delle unità residenziali. Successivamente, dopo aver ricevuto indicazioni su quali contratti e quali soggetti sottoporre a verifiche, procederà a stilare una vera e propria black list di persone a rischio.

Cosa si rischia a dichiarare il falso

Controlli Fisco-Comune per il Piano Casa: chi interessano
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A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa si rischia a prendere un immobile a prezzo calmierato quando non si hanno le caratteristiche idonee per farlo? Chi dichiara il falso per ottenere una casa agevolata rischia innanzitutto la revisione dei contratti, ma non solo.

Se l’Agenzia scova soggetti privi dei requisiti di reddito previsti dal decreto-legge, gli enti locali possono:

  • annullare il contratto se la falsità emerge al momento della sottoscrizione,
  • risolvere il rapporto con la conseguente liberazione dell’immobile da parte dell’inquilino o dell’acquirente illegittimo,
  • trasformare il canone calmierato in prezzo libero.

In questo modo il governo intende tutelare gli immobili agevolati dai prezzi calmierati, uno dei tre pilastri su cui si fonda il Piano Casa recentemente approvato.

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