Condominio e sequestro preventivo, si pagano le spese condominiali?
Se il condominio viene sottoposto a sequestro preventivo, i condomini devono pagare le spese condominiali? Se sì, chi si occupa della riscossione degli oneri? In caso di sequestro preventivo di un condominio, l’amministratore conserva la legittimazione a riscuotere le spese condominiali? Scopriamo cosa prevede la legge.

Il sequestro preventivo è una misura cautelare disposta quando vi sia il rischio che la libera disponibilità di una cosa possa aggravare o protrarre le conseguenze di un reato, o agevolare la commissione di nuovi reati, così come si legge nell’articolo 321 del codice di procedura penale. Il sequestro è disposto dal giudice, con decreto motivato, su richiesta del pubblico ministero.
Con il provvedimento di sequestro preventivo si attua il vincolo di indisponibilità, ovvero il bene viene provvisoriamente sottratto alla gestione di chi ne è proprietario o possessore al fine di scongiurare il pericolo di protrarre o aggravare le conseguenze del reato.
Quando l’oggetto del sequestro preventivo è un condominio, vengono meno i diritti e le facoltà individuali inerenti al diritto di condominio, così come i doveri dell’amministratore. Anche l’assemblea condominiale perde il potere di disciplinare l’uso dei beni e dei servizi comuni e qualsiasi delibera approvata durante il sequestro è considerata nulla. In questo scenario, come avviene la riscossione degli oneri condominiali? I condomini a chi devono pagare le spese di condominio? Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha fatto luce sull’argomento della legittimazione dell’amministratore a riscuotere le spese di condominio quando il complesso condominiale è sottoposto a sequestro preventivo.
Condominio sotto sequestro preventivo, a chi pagare le spese condominiali

È doveroso precisare che in caso di sequestro preventivo di un condominio, non viene meno l‘onere di pagamento delle spese condominiali, anche se sussiste il divieto di utilizzo dei beni comuni. Come anticipato, quando il giudice penale dispone il sequestro, viene nominato un custode giudiziario e di conseguenza, l’amministratore e l’assemblea vengono privati delle loro competenze in merito alla gestione delle cose e dei servizi comuni.
In altre parole, con l’affidamento delle parti comuni del complesso condominiale al custode giudiziario, si intende sottrarre ai condomini e agli organi del condominio la possibilità di continuare a gestire i beni condominiali. Dunque, le spese di custodia devono essere a carico dell’amministrazione giudiziaria e sarà compito del custode giudiziario provvedere alla manutenzione e conservazione degli spazi comuni di un edificio.
Tuttavia, spetta all’amministratore di condominio provare che i suoi poteri sono limitati in capo al custode giudiziario.
Quando l’amministratore è legittimato a riscuotere le spese
Esistono dei casi in cui l’amministratore condominiale è legittimato a riscuotere le spese quando il condominio è sottoposto a sequestro preventivo? La risposta è sì. Il giudice penale, infatti, ha la facoltà di limitare le attribuzioni del custode giudiziario, rendendole compatibili con
una permanente residuale disponibilità gestoria da parte dell’amministratore o dell’assemblea, ciò costituendo oggetto di accertamento di fatto che deve compiersi nel processo di merito ove sorga questione al riguardo (Cass. Ord. 23255/2021).