Comunicazione prima casa al condominio: senza perdi la detrazione

Autore:
Erika Fameli
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Fare una comunicazione prima casa all’amministratore di condominio è essenziale per ottenere la giusta detrazione quando si fanno degli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica su parti comuni di edifici residenziali: il nuovo provvedimento dell’AdE.

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Comunicazione prima casa: è essenziale per la detrazione giusta
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Quando si effettuano degli interventi di recupero sugli edifici condominiali o si eseguono lavori di riqualificazione energetica per le parti comuni, si ha diritto ad una detrazione.

In particolare, deve essere l’amministratore a comunicare all’Anagrafe tributaria tutti i dati dei singoli condòmini, dei pagamenti effettuati e tutti gli altri requisiti per accedere alla detrazione. In base alle nuove disposizioni dell’Agenzia delle Entrate però, l’importo della detrazione dipende tutto dalla comunicazione prima casa.

Con il Provvedimento del 10 febbraio, infatti, il modulo da compilare per la comunicazione all’anagrafe tributaria si arricchisce di un nuovo campo, che serve appositamente per garantire ai proprietari o ai titolari di un diritto reale di godimento il riconoscimento della detrazione al 50%. Ecco come funziona, quali sono i termini e cosa stabilisce l’Agenzia delle Entrate per gli amministratori di condominio.

Una modifica necessaria

Comunicazione prima casa: è essenziale per la detrazione giusta
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Quella che l’Agenzia delle Entrate ha inserito nel Provvedimento n.50559/2026 del 10 febbraio 2026 è una modifica necessaria e che va a beneficio dei contribuenti che hanno partecipato alla spesa per lavori al condominio.

Nasce, a sua volta, dalle nuove disposizioni delle leggi di bilancio 2025 e 2026, che hanno revisionato le aliquote per le spese di recupero del patrimonio edilizio e per la riqualificazione energetica degli stabili condominiali. In particolare, si parla di due percentuali di detrazione:

  • del 36% delle spese sostenute per gli interventi agevolati per gli anni d’imposta 2025 e 2026, a cui si aggiunge una riduzione ulteriore del 30% per le spese del 2027;
  • la detrazione sale al 50% (e al 36% per il 2027) in caso di interventi che riguardano unità immobiliari adibite ad abitazione principale (sia per diritto di proprietà che per diritto reale di godimento).

Ora che esiste una doppia aliquota, quindi, è fondamentale specificare a quale si ha diritto: se a quella ordinaria oppure a quella per la prima abitazione.

La responsabilità della dichiarazione, nonostante la dichiarazione debba farla l’amministratore di condominio, rimane però dei singoli contribuenti. Si tratta di una disposizione che, per quest’anno, è ancora sperimentale e facoltativa, ma che potrebbe diventare strutturale in futuro.

Comunicazione prima casa

Comunicazione prima casa: è essenziale per la detrazione giusta
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Il contribuente che ha diritto all’aliquota del 50%, dovrà quindi muoversi in prima persona e consegnare una comunicazione in cui attesta che l’immobile che fa parte dello stabile oggetto dei lavori è la sua prima abitazione (sia per diritto di proprietà che per diritto di godimento). Questa è un’informazione che l’amministratore, infatti, non ha, e che non potrebbe conoscere senza una dichiarazione apposita.

Suddetta dichiarazione deve arrivare all’amministratore entro il 31 dicembre dell’anno cui fanno riferimento le spese sostenute, in modo che l’amministratore possa poi effettuare la comunicazione all’Anagrafe tributaria entro il termine del 16 marzo dell’anno successivo.

Si tratta di un’aggiunta di dimensioni ridotte, che non aggrava particolarmente il lavoro dell’amministratore, ma che fa una grande differenza per i contribuenti. I lavori al condominio comportano spesso esborsi consistenti, e avere indietro una percentuale più alta di spesa è un vantaggio da non sottovalutare. Soprattutto in ambito di Ecobonus e lavori consistenti, questo dettaglio può fare la differenza. Per quest’anno rimane un plus facoltativo, che gli amministratori e i contribuenti non sono costretti a rispettare, ma per il futuro potrebbe diventare strutturale, anche se al riguardo l’Agenzia delle Entrate non si è ancora espressa esplicitamente.

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