Casa in affitto troppo calda: chi paga per raffrescare?

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Casa in affitto troppo calda e ambienti invivibili durante il periodo estivo: a chi spetta sostenere le spese per il raffrescamento? Da un lato l’inquilino ha interesse a vivere in un ambiente vivibile, dall’altro il proprietario ha l’obbligo di garantire un immobile salubre. Come trovare un equilibrio? Ecco cosa dice la legge a riguardo.

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Casa in affitto troppo calda: chi paga per raffrescare?
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Le temperature estive si fanno sempre più roventi, e avere un condizionatore in casa o un sistema di raffrescamento è diventata una necessità più che un’esigenza soggettiva. Finchè si vive in una casa di proprietà, questo non è un problema (se non economico) e ci si può attrezzare come meglio si crede.

Quando però si vive in affitto, come ci si deve regolare? Il dubbio sorge spontaneo nel momento in cui si sofferma a riflettere sui diritti e sugli obblighi sia del locatore che del conduttore.

Da un lato, infatti, c’è il locatore, che deve garantire una vivibilità dell’immobile consona e deve farsi carico delle spese straordinarie. Dall’altro però, il conduttore può aver necessità di una modifica che però non può fare senza l’autorizzazione del proprietario. Come uscirne? La legge, a tal riguardo, è molto chiara, ma le cose potrebbero cambiare presto proprio in virtù del cambiamento climatico. Questo infatti, sta modificando la vita di tutti i giorni e, a cascata, potrebbe modificare anche la normativa.

Casa in affitto troppo calda

Casa in affitto troppo calda: chi paga per raffrescare?
Photo by Mohamed_hassan – Pixabay

I rapporti tra locatore e conduttore sono parecchio delicati, in quanto è bene avere sempre chiari in mente gli obblighi e i diritti di ognuno, per non far sorgere controversie. Esistono alcune materie però, che rimangono in un limbo. Ne è un esempio una casa troppo calda, dove in estate diventa impossibile vivere senza un sistema di raffrescamento. La legge italiana prevede che il proprietario debba garantire all’inquilino una vivibilità dell’immobile consona, e che debba farsi carico di tutti gli interventi di manutenzione straordinaria sia sull’immobile che sui suoi arredi (elettrodomestici, grandi mobili, ecc.).

Dall’altra parte, il conduttore ha l’obbligo di tenere la casa in buono stato e, comunque, di restituirla al proprietario nelle stesse condizioni in cui l’ha trovata. Questo impedisce al conduttore, quindi, di fare modifiche all’immobile senza aver prima ottenuto il consenso del proprietario. Queste modifiche, però, devono comunque essere a carico dell’inquilino, se nascono da una sua necessità soggettiva. Al contrario, se riguardano necessità oggettive, deve occuparsene il proprietario. Riguardo il calore estivo, rientrano tra gli interventi a carico del proprietario:

  • la manutenzione dei serramenti;
  • la sostituzione di tapparelle e serrande non funzionanti;
  • l’isolamento termico dell’immobile.

Tutela degli inquilini

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Il condizionatore o il ventilatore per rinfrescare la casa in estate, quindi, non fanno parte degli interventi che il locatore è obbligato a fare in favore del suo inquilino. Questi, di conseguenza, saranno a carico di quest’ultimo. Se si vuole installare un condizionatore serve il consenso esplicito del proprietario e anche un accordo su come gestire l’apparecchio una volta terminata la locazione. Si può decidere, infatti, di ripristinare l’immobile come era prima, oppure di lasciare l’apparecchio.

Le cose però, potrebbero presto cambiare e l’adeguamento dell’immobile alle nuove temperature potrebbe diventare totalmente a carico del proprietario. Una proposta di legge in questo senso è stata avanzata in Francia.

Gli obblighi del proprietario nei confronti dell’inquilino potrebbero, se una cosa simile arrivasse anche da noi, allargarsi anche all’acquisto di un ventilatore o di un condizionatore, cambiando di parecchio il rapporto tra proprietario e inquilino.

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