Camino e stufa a pellet: i 5 obblighi prima di accenderli (e le multe fino a 3.000 euro)
Soglia dei 5 kW, libretto, catasto regionale, manutenzione e stelle: ecco cosa serve per usare camini e stufe in regola ed evitare sanzioni.
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Con le prime serate fredde si torna ad accendere camini e stufe, ma pochi sanno che questi apparecchi sono soggetti a regole precise, proprio come la caldaia a gas.
E quando si parla di accatastamento non c’entra l’Agenzia delle Entrate con le sue rendite e planimetrie: l’archivio in questione è il catasto regionale degli impianti termici, pensato per censire generatori di calore, consumi ed emissioni.
Trascurare questi adempimenti può costare caro, sia per le sanzioni sia perché si rischia di restare esclusi dai contributi per sostituire un vecchio apparecchio. Ecco i cinque controlli da fare prima di accendere il fuoco.
Camino e stufa a pellet: cosa prevede la legge

Il riferimento nazionale è il D.Lgs. 192/2005, affiancato dal DPR 74/2013. Stufe, caminetti e altri apparecchi a biomassa vengono equiparati a un impianto termico quando la somma delle loro potenze nella stessa abitazione raggiunge i 5 kW. Le Regioni possono poi aggiungere regole proprie, per questo è sempre bene verificare quelle del proprio territorio.
1. Controllare la potenza installata
Il primo passo è sommare la potenza di tutti gli apparecchi presenti in casa, indicata nella scheda tecnica o sulla targhetta: due stufe da 3 kW, ad esempio, superano già la soglia.
Sotto i 5 kW gli obblighi nazionali non scattano, ma diverse Regioni hanno esteso la registrazione anche ai piccoli generatori. La Toscana, con la delibera 222 del 2023, ha previsto un accatastamento semplificato per gli apparecchi sotto i 10 kW.
2. Avere il libretto di impianto
Superata la soglia serve il libretto di impianto, una sorta di carta d’identità del generatore in cui si annotano dati tecnici, pulizie, manutenzioni e controlli. I modelli attuali sono in vigore dal 15 ottobre 2014 e riguardano anche stufe a pellet, camini chiusi e caldaie a legna. Lo conserva il responsabile, cioè il proprietario o l’inquilino.
3. Registrare l’apparecchio nel catasto regionale
Ogni Regione ha il proprio archivio online: CURIT in Lombardia, SIERT in Toscana, CRITER in Emilia-Romagna, CIT in Piemonte. L’apparecchio riceve un codice identificativo legato all’immobile. In Piemonte anche il camino aperto è considerato a tutti gli effetti un impianto termico da censire. A seconda dei casi la registrazione si fa online con SPID oppure tramite un manutentore abilitato.
4. Rispettare manutenzione e controlli
Pulizia della canna fumaria e manutenzione vanno eseguite secondo le istruzioni del produttore e riportate nel libretto. Sopra i 10 kW si aggiunge il controllo di efficienza energetica, con un rapporto che il tecnico invia al catasto regionale.
5. Conoscere la classe ambientale
Il decreto ministeriale 186 del 2017 classifica i generatori a biomassa da 1 a 5 stelle: più stelle significano rendimento maggiore ed emissioni minori. La classe è attestata dal certificato ambientale, che il produttore richiede a un organismo notificato, mentre i vecchi camini in muratura ne sono quasi sempre privi. Molte Regioni usano le stelle per limitare gli apparecchi più inquinanti. È in arrivo un aggiornamento: lo schema notificato alla Commissione europea il 24 giugno 2026 introduce la classe 6 stelle per caldaie e stufe, esclusi i caminetti aperti, e la classe 7 stelle per le sole caldaie. Per ora non è operativo.
Camino e stufa non in regola: cosa si rischia

Chi non esegue i controlli e la manutenzione previsti rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro, fissata dall’articolo 15 del D.Lgs. 192/2005 e applicabile a proprietario, inquilino o amministratore di condominio. C’è poi un effetto meno evidente: i bandi regionali per la sostituzione dei vecchi generatori richiedono in genere che l’impianto esistente sia censito. Mettersi in regola, quindi, è anche il primo passo per accedere agli incentivi. Chi pensa di cambiare apparecchio può partire da una guida alla scelta della stufa a pellet, mentre prima dell’accensione conviene ripassare come pulire camino e canna fumaria.