Atto di provenienza immobile: guida pratica alla richiesta
Richiedere un atto di provenienza di un immobile, nel corso di una trattativa per una compravendita immobiliare, è un passaggio fondamentale, senza il quale non si può portare a termine l’operazione. Se non si dispone di questo documento, ecco i tempi e i costi della richiesta.
Guarda il video

Quando si acquista o si vende una casa, uno degli elementi più importanti della trattativa è l’atto di provenienza, ossia l’atto che attesta che chi sta vendendo l’immobile è il titolare del diritto di proprietà dell’immobile. Si tratta di un atto che, sostanzialmente, contiene tutti i passaggi di proprietà che hanno portato l’attuale proprietario a detenere la titolarità di diritto:
- atti di compravendita,
- successione ereditaria,
- permuta,
- donazione,
- atti legale di trasferimento della proprietà.
Oltre all’ultimo atto di acquisto, dove comunque deve essere contenuta traccia della provenienza dell’immobile, è necessario anche avere una copia di tutti gli atti che si menzionano, oppure l’atto di provenienza, che li contiene tutti in un unico documento. Senza di esso non si può nemmeno ottenere un mutuo, poiché serve anche per determinare se l’immobile oggetto della compravendita sia vincolato o gravato da problemi legali o irregolarità di ogni sorta.
Cos’è e a cosa serve

Se si decide di vendere la propria casa, oppure si sta acquistando una nuova proprietà, prima ancora di immettere l’immobile sul mercato o di formulare una proposta formale, è importante avere a disposizione tutti gli atti necessari per garantire la proprietà dell’immobile e la sua conformità con le normative vigenti. Tra questi documenti, c’è anche l’atto di provenienza, che come anticipato attesta che chi sta vendendo casa ne è il legittimo proprietario.
L’atto di provenienza risulta da un atto notarile, sentenza o dichiarazione di successione e include anche eventuali ipoteche e vincoli che gravano sull’immobile. Grazie ad esso le banche riescono anche a capire se ci sono vizi o irregolarità sull’immobile, e decidono se concedere o meno il mutuo, per cui si tratta di un documento della massima rilevanza nell’ambito di una compravendita immobiliare. Se non si possiede, o se non si hanno tutti i documenti singoli che lo compongono, è necessario richiederlo per poter portare avanti la pratica.
Richiedere un atto di provenienza

Per richiedere un atto di provenienza ci si deve rivolgere ad un notaio, all’Agenzia delle Entrate o all’Ufficio del Registro Immobiliare. Per procedere tramite il notaio, si deve conoscere la sede notarile presso cui è avvenuta la stipula del passaggio di proprietà, poichè questi ha l’obbligo di conservare una copia di tutti gli atti che stipula per 10 anni. Se non si riesce a reperire il notaio o l’atto è troppo datato per essere ancora conservato nei suoi archivi, ci si può rivolgere alla Conservatoria dei Registri Immobiliari dell’Agenzia delle Entrate, dove si possono chiedere anche le iscrizioni e le trascrizioni, le ipoteche e tutte le operazioni di trasferimento della proprietà.
Per ottenere il documento si devono presentare gli estremi del precedente proprietario, dell’immobile e i propri documenti d’identità. La pratica richiede alcune settimane per essere evasa, ma per gli atti più datati potrebbe volerci più tempo. Per quanto riguarda i costi, invece, si passa dai 20/50 euro della Conservatoria ai 100/300 richiesti da un notaio. Una volta ottenuto il documento si può vendere casa senza alcun problema e acquistare da un privato senza alcun timore.