Pensavi che la classe energetica contasse solo sulle bollette? Può pesare anche sul mutuo
Uno studio della Banca d’Italia misura lo sconto sui mutui verdi erogati nel triennio 2022-2024: esiste, ed è più che raddoppiato, ma resta più piccolo di quanto molti si aspettano.
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Che una casa in classe energetica alta convenga sulle bollette lo sappiamo, molto meno noto è che può convenire anche sul mutuo. Uno studio della Banca d’Italia dedicato ai mutui verdi mette finalmente dei numeri su un vantaggio di cui si parla parecchio ma che si misura poco, e il risultato è meno scontato di quanto si potrebbe pensare.
Cosa dicono i numeri della Banca d’Italia

L’analisi della Banca d’Italia si concentra sul triennio 2022-2024. In quel periodo i volumi di mutui verdi erogati sono aumentati del 50%, arrivando a 5,4 miliardi di euro a fine 2024. La loro quota sul totale dei flussi di mutui è raddoppiata, salendo così al 12%. Il dato però più interessante è un altro: a parità di altre condizioni, i tassi applicati ai mutui verdi sono risultati in media inferiori di 18 punti base rispetto a quelli praticati sugli altri mutui.
Diciotto punti base sono tanti o pochi? Dipende da come li si guarda, ed è giusto dirlo con chiarezza. In percentuale sono 0,18 punti: su un mutuo di importo medio incidono per poche decine di euro al mese, non cambiano la vita a nessuno e da soli non giustificano l’acquisto di un immobile più caro.
Il confronto con il passato si rivela ancora più interessante se si considera che in una precedente analisi (sempre della Banca d’Italia) riferita ai mutui erogati tra settembre 2022 e giugno 2023, misurava uno scarto medio di appena sette punti base: lo sconto è più che raddoppiato nel giro di pochi anni.
Cos’è, esattamente, un mutuo verde

Non esiste una definizione normativa unica. Nella pratica si chiamano così i finanziamenti destinati all’acquisto di immobili con classe energetica elevata, in genere A o B, oppure all’esecuzione di lavori che migliorano la classe energetica di un’abitazione esistente. Le condizioni agevolate si traducono di solito in un tasso più basso e, più raramente, in costi fissi ridotti. Il numero di banche che li propone è cresciuto nel triennio ed è proprio questo, secondo lo studio, uno dei motori dell’espansione registrata.
L’interesse degli istituti è pratico più che ideologico. Un immobile efficiente ha spese di gestione più basse, quindi lascia al mutuatario un margine maggiore per pagare la rata, e tende a mantenere meglio il proprio valore nel tempo, il che rende più solida la garanzia. Il rovescio della medaglia riguarda chi possiede una casa in classe bassa: se lo sconto sui mutui verdi continua ad allargarsi, la differenza smetterà di essere un premio per pochi e diventerà una penalizzazione per molti, con effetti sul prezzo di rivendita prima ancora che sul finanziamento.
Prima di verificare se si ha diritto a condizioni agevolate serve sapere in che classe si trova l’immobile, e il punto di partenza è capire come funziona l’attestato di prestazione energetica, il documento che quella classe la assegna. Utile anche rivedere per intero i passaggi e i costi dell’acquisto della prima casa, perché il tasso è solo una delle voci che determinano quanto si spende davvero.