Bonus casa 2027, la proroga ancora non c’è: dal 1° gennaio la detrazione rischia di scendere al 36%
Il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles non parla di detrazioni edilizie. Cosa prevede oggi la legge e cosa conviene fare entro dicembre.
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Per chi ha in programma lavori in casa, le prossime settimane saranno decisive. Il Documento programmatico di bilancio 2027 delinea una manovra da circa 23,5 miliardi di euro. Ma non c’è traccia di alcun riferimento al Bonus ristrutturazione, all’Ecobonus o al Sismabonus.
Questo non significa che le proroghe siano escluse: le scelte sui singoli incentivi arriveranno con il disegno di legge di Bilancio, il cui esame da parte del Governo è stato rinviato. Fino ad allora, però, vale la legge in vigore, che dal 1° gennaio prevede un taglio delle detrazioni.
Bonus casa 2027, cosa succede senza proroga

Per tutto quest’anno la detrazione per ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus è del 50% sull’abitazione principale (per proprietari e titolari di un diritto reale) e del 36% negli altri casi. Se non ci saranno cambiamenti, per le spese sostenute nel 2027 le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%.
Il tetto di spesa del Bonus ristrutturazione resta di 96.000 euro per unità immobiliare anche per il prossimo anno, mentre dal 2028 è previsto il dimezzamento a 48.000 euro.
Quanto si perde con il taglio
La differenza è tutt’altro che trascurabile. Su lavori da 20.000 euro nella prima casa, pagati interamente nel 2026, la detrazione complessiva è di 10.000 euro; se gli stessi pagamenti slittano al 2027, scende a 7.200 euro, con una perdita di 2.800 euro. Per una seconda casa si passa da 7.200 a 6.000 euro.
Bonus mobili, il più a rischio
Ancora più incerto il destino del Bonus mobili ed elettrodomestici, la detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro legata a un intervento di ristrutturazione. Oggi è prevista solo fino al 31 dicembre 2026 e, senza una proroga esplicita, dal 2027 non sarà più disponibile.
Chi sta completando una ristrutturazione e deve ancora acquistare cucina, divani o grandi elettrodomestici ha quindi un motivo in più per non rimandare gli acquisti al nuovo anno.
Le ipotesi sul tavolo e cosa fare entro dicembre

Le indiscrezioni delle ultime settimane parlano della possibile conferma dello schema 50%-36% e di un rafforzamento degli incentivi per l’efficienza energetica. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha indicato questo ambito tra quelli con possibili margini, legati alla flessibilità chiesta all’Unione europea per le spese su energia e difesa. Confartigianato ha chiesto di portare la detrazione per la riqualificazione energetica al 65%. Si tratta però di ipotesi, senza aliquote né coperture definite, e la decisione europea sulla clausola di salvaguardia è attesa solo a novembre.
Conta la data del bonifico
Chi ha lavori già decisi può muoversi subito. Per le persone fisiche vale il principio di cassa: ciò che conta è la data del bonifico parlante, non quella della fattura o della fine dei lavori. Pagare entro il 31 dicembre 2026 permette di bloccare le aliquote attuali; nei condomini fa fede il pagamento dell’amministratore all’impresa. Conviene comunque programmare per tempo, senza anticipare spese non necessarie solo per paura del taglio. Per verificare requisiti, massimali e lavori ammessi sul fronte energetico si può consultare la guida Ecobonus 2026: tutto quello che c’è da sapere. Chi deve arredare dopo una ristrutturazione trova invece limiti e documenti nella guida al bonus mobili ed elettrodomestici 2026.