MATERIA 10 è Agorà: il design mediterraneo torna in piazza
Dal 1° al 4 ottobre il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro ospita la decima edizione del festival dedicato al design contemporaneo del Mediterraneo. Quattro giorni tra progetto, artigianato, cultura, food e musica per ripensare gli spazi dello stare insieme.

Una parola antica per raccontare un’esigenza sempre più contemporanea: Agorà. È questo il tema scelto da MATERIA, Festival del design contemporaneo del Mediterraneo, per celebrare la sua decima edizione, in programma dall’1 al 4 ottobre al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro.
La piazza torna al centro come luogo dell’incontro e dello scambio, della discussione e della convivialità. Ma anche come spazio da ripensare alla luce delle trasformazioni climatiche e sociali che stanno modificando il nostro modo di vivere le città. Dopo estati segnate da temperature sempre più elevate, abitare gli spazi pubblici è diventato più difficile e, allo stesso tempo, ancora più necessario.
Per quattro giorni MATERIA proverà quindi a immaginare nuove forme dello stare insieme, mettendo in dialogo design, architettura, artigianato, ricerca, folklore, musica e cultura gastronomica.
Dieci anni di incontri e contaminazioni
Agorà è anche una metafora del percorso compiuto dal festival. In dieci edizioni MATERIA ha costruito, partendo dalla Calabria, una rete di designer, imprese, artigiani, artisti e ricercatori, facendo incontrare saperi locali e visioni internazionali, cultura materiale e sperimentazione, tradizione e progetto contemporaneo.
Il decennale diventa così l’occasione per guardare al futuro attraverso una domanda: di quali spazi condivisi abbiamo bisogno oggi?
La risposta parte dallo stesso Complesso Monumentale del San Giovanni. Il suo chiostro si trasformerà ne La Piazza, cuore fisico e culturale della manifestazione: un’agorà contemporanea costruita attorno ai temi dell’accoglienza e della convivialità mediterranea, con la presenza dell’acqua e le architetture luminose delle tradizionali luminarie del Sud reinterpretate attraverso il linguaggio del design.

L’ombra come nuova infrastruttura urbana
Uno dei temi centrali dell’edizione sarà il rapporto tra spazio pubblico e cambiamento climatico. Nelle città mediterranee l’ombra non è più soltanto un elemento del paesaggio, ma sta diventando una vera e propria infrastruttura urbana.
Ripensare piazze, cortili, scuole e strade significa allora progettare luoghi nei quali sia ancora possibile incontrarsi, fermarsi, giocare e vivere lo spazio pubblico anche durante i mesi più caldi.
A questo tema è dedicato l’incontro “Ombra mediterranea. Il ristoro come infrastruttura urbana”, che metterà a confronto design, ricerca e manifattura. Interverranno Vincenzo Caruso, CEO di Fabbridea, Riccardo Maria Pulselli, ricercatore del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’architetta Silvia Aloisio e il giornalista e curatore Paolo Casicci.
Il punto di partenza sarà una questione molto concreta: come rendere nuovamente abitabili gli spazi pubblici delle città mediterranee mentre il clima cambia rapidamente?
Una piazza fatta di voci e progetti
Il chiostro ospiterà anche gli aperi-talk, incontri informali dedicati alle diverse espressioni del progetto contemporaneo. Tra gli ospiti figurano l’architetto Antonio Iraci, il designer Antonio Aricò, lo studio Martinelli Venezia, Paolo Casicci e l’artista e designer Massimo Sirelli.
Architettura, design indipendente, arte e ricerca si alterneranno in un programma costruito proprio secondo la logica dell’agorà: non un’unica voce, ma uno spazio nel quale prospettive differenti possano incontrarsi e confrontarsi.
Uno sguardo particolare sarà dedicato anche ai Talenti di Materia, designer provenienti da tutta Italia selezionati attraverso le call dedicate al Mediterraneo nelle precedenti edizioni. Tornano così alcuni dei progetti che hanno accompagnato i dieci anni del festival: Tip Studio con Apolineo, Eleonora Todde con Decoro Mediterraneo, 400 Gon con Ciabattino, Stella Orlandino con Segnacoli, Sapiens con Pirò, Gabriele Paravati con Piroga e Danilo Randazzo con Teste di moro, insieme a Chendùdesign e Foro Studio.
Dal ferro alla seta, il Mediterraneo del fare
La riflessione sul design si estende all’artigianato contemporaneo e ai processi produttivi. Legno, ferro e ceramica saranno protagonisti di workshop quotidiani dedicati al rapporto tra tecniche tradizionali, nuovi linguaggi, tecnologie e bisogni contemporanei.
Le installazioni interattive delle aziende partner completeranno questo percorso attraverso materiali, produzioni e innovazione. Dalla seta, legata alla storica tradizione manifatturiera di Catanzaro, al cotto fatto a mano; dai sistemi per porte e serramenti a telaio termico alla mobilità sostenibile, fino all’arte orafa dei maestri mediterranei e all’evoluzione degli arredi outdoor e delle piscine.
Esperienze diverse accomunate da una stessa domanda: come cambiano gli oggetti e gli spazi che abitiamo quando cambiano il clima, le tecnologie e il nostro modo di vivere?

“La mia Calabria è bellissima”
Tra i progetti in mostra ci sarà anche “La mia Calabria è bellissima” di Massimo Sirelli, installazione interattiva che ripensa il concetto stesso di souvenir.
Al posto dell’oggetto stereotipato, Sirelli costruisce un racconto personale del territorio attraverso disegni, colori, profumi, sapori, luoghi e storie raccolti durante i suoi viaggi nella regione. Ne nasce una sorta di atlante affettivo della Calabria, fatto per essere condiviso e portato altrove.
«Quando viaggio porto sempre con me un taccuino ed una penna. Ho viaggiato tanto per tutta la Calabria assaporandone ogni dettaglio. Colori, odori, sapori, luoghi, storie e profumi. Tutto quello che ho visto l’ho riassunto in questi disegni: veloci e sinceri come i baci di un innamorato», racconta Sirelli.
Anche qui ritorna il senso dell’Agorà: un’identità locale che non viene semplicemente custodita, ma raccontata, condivisa e rimessa in circolo.
Una piazza da vivere, ascoltare e assaggiare
A completare MATERIA 10 sarà la cultura gastronomica mediterranea. Un’ampia area sarà dedicata al food, con show cooking, chef internazionali, sapori della tradizione e isole tecnologiche. Musica e folklore accompagneranno il programma, restituendo alla piazza la sua dimensione più immediata: quella dello stare insieme.
«Dieci anni fa parlare di design in Calabria sembrava un azzardo – spiegano Domenico Garofalo e Giuseppe Anania di Officine AD APS, organizzatori del festival –. In questi anni MATERIA ha costruito relazioni tra talenti, imprese, territori e culture differenti. Agorà racconta proprio questo: la piazza che abbiamo costruito e quella di cui oggi abbiamo bisogno».
Realizzato con il sostegno della Regione Calabria – Fondi POC 2014/2020 Azione 6.8.3, nell’ambito del programma Calabria Straordinaria, MATERIA 10 trasforma così il proprio decennale in un punto di partenza.
Non soltanto una celebrazione del design, ma quattro giorni per tornare a immaginare il Mediterraneo nella sua natura più profonda: un luogo di incontri, scambi e contaminazioni. Una piazza.