Non è il prezzo delle case il dato più preoccupante: guarda cosa puoi davvero permetterti

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 5 minuti

Nel primo semestre crescono prezzi (+4,3%) e affitti (+2,9%), ma il vero nodo del mercato non è il rialzo, ma l’accessibilità.

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Comprare casa
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Comprare casa in Italia costa sempre di più, ma il dato più interessante del primo semestre 2026 non è il rialzo dei prezzi. È quanto poco di quel mercato risulti davvero alla portata di chi cerca casa.

Secondo il Market Monitor elaborato da Immobiliare.it Insights, nei primi sei mesi dell’anno i prezzi richiesti per le abitazioni in vendita sono cresciuti del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i canoni di locazione hanno segnato un +2,9%.

Tradotto in cifre concrete: servono in media circa 2.200 euro al metro quadrato per acquistare e 14,7 euro al metro quadrato al mese per affittare.

Il vero nodo si chiama affordability

Cercare casa acquisto affitto
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Il termine tecnico è affordability e indica la quota di immobili disponibili che una famiglia può effettivamente permettersi con il proprio reddito.

Alla fine di giugno 2026 chi vive con un solo stipendio può accedere al 30,5% delle case in vendita e ad appena il 13,4% di quelle in affitto. La presenza di un secondo reddito cambia completamente lo scenario: le quote salgono al 58,4% nelle compravendite e al 56% nelle locazioni.

È il segnale di uno squilibrio strutturale con i prezzi che corrono più velocemente dei redditi reali, e il risultato è che il mercato si restringe attorno a chi dispone di due entrate stabili.

Come osserva Luke Brucato, Chief Strategy Officer di Immobiliare.it Insights, la crescita dei valori continua a superare la capacità di spesa di molte famiglie, con dinamiche sempre più differenziate tra territori e segmenti.

Dove comprare è ancora possibile e dove non lo è più

I divari territoriali sono molto ampi. Per un nucleo con due redditi i mercati più accessibili sono Reggio Calabria, dove l’indice tocca l’87,4%, seguita da Messina con l’86,4% e Catania con il 78,7%. Al Nord le città più abbordabili risultano Genova, al 78%, e Torino, al 74%.

All’estremo opposto c’è Firenze, che si conferma il mercato più difficile d’Italia: una coppia bireddito può permettersi solo il 16,6% delle abitazioni in vendita, mentre per chi ha un solo stipendio la quota crolla allo 0,7%.

Numeri altrettanto critici nelle locazioni, ferme al 27,7% per le coppie e all’1,5% per i single. Va segnalato che tutti i principali mercati metropolitani registrano prezzi in aumento, con l’unica eccezione di Reggio Calabria, in calo del 2,5%.

Affitti, cresce l’offerta e si allenta la pressione

Acquisto casa
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Sul fronte delle locazioni si intravede un movimento diverso. L’offerta di immobili in affitto è aumentata del 19,3% rispetto alla prima metà del 2025, confermando l’inversione di rotta già emersa lo scorso anno dopo la forte contrazione del periodo 2022-2024.

Più annunci disponibili significano meno concorrenza sul singolo immobile: la pressione della domanda cala in tutte le aree del Paese e in modo particolare nel Nord Est, dove arretra del 14%.

Fa eccezione il Centro Italia, dove l’indicatore resta sostanzialmente stabile nell’arco dei dodici mesi, con una variazione dello 0,4%. Un riequilibrio graduale, che però non basta da solo a compensare il divario tra canoni e redditi.

Per chi sta valutando l’acquisto, il quadro suggerisce di ragionare prima sulla sostenibilità finanziaria e poi sulla casa. Utile capire quali strumenti esistono per chi non ha un contratto a tempo indeterminato e quali sono le condizioni reali per ottenere una copertura totale del finanziamento, due aspetti che pesano molto più della trattativa sul prezzo.

Comprare casa nel 2026: foto e immagini