Le spese di casa superano il reddito: Milano off limits
A Milano le spese di casa superano il reddito: il terzo rapporto dell’Osservatorio Casa Abbordabile (OCA) evidenzia le difficoltà che incontra chi vive nella Città della Madonnina nel sostenere le spese domestiche, in un contesto in cui i redditi non crescono affatto.
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Che Milano sia la città più costosa d’Italia dal punto di vista immobiliare, è ormai ben noto. Qui infatti, si concentrano una domanda elevatissima e un’offerta piuttosto scarsa, generando di conseguenza prezzi di vendita e di affitto sempre più alti. Oltre ai costi esorbitanti di ingresso in casa, poi, ci sono da considerare le spese vive, che ogni mese sottraggono una fetta importante del budget mensile.
Ebbene, vivere a Milano è diventato un vero lusso: a dirlo è il terzo rapporto dell’Osservatorio Casa Abbordabile, che mostra come nel capoluogo meneghino le spese di casa hanno superato la crescita del reddito.
Le spese di casa superano il reddito

L’analisi dell’Osservatorio Casa Abbordabile presenta Milano come una città quasi impossibile in cui vivere facendo affidamente unicamente sul reddito da lavoro. Per sopravvivere qui, infatti, si deve destinare fino al 60% del proprio reddito alle spese di casa e per i trasporti. Si tratta di un fenomeno che non è limitato ai confini amministrativi della città, ma comprende tutta la regione urbana, e che rende Milano una meta sempre più attrattiva per gli investitori, ma sempre meno accessibile per i comuni cittadini. Nel 2024 i prezzi delle compravendite a Milano sono cresciuti dell’8,5%, mentre gli affitti sono aumentati del 6,8%, a fronte di un incremento salariale medio del 4,2%, al netto dell’inflazione.
Questi dati si distanziano ancora di più se si prendono in considerazione le fasce medio-basse di reddito, poichè gli incrementi salariali degli operai sono stati del 3,7% e quelli degli impiegati appena del 2,6%. Non è quindi difficile capire come mai l’accesso alla casa sta diventando sempre più elitario, rendendo necessario attingere non solo al proprio stipendio per comprare o affittare casa, ma anche al patrimonio familiare e all’aiuto economico dei genitori.
Una città off limits

Questa situazione si ripercuote sugli affitti in modo diverso rispetto alle vendite. Se il comparto delle locazioni ha ricevuto un interesse progressivamente maggiore in seguito all’inaccessibilità del settore delle compravendite, all’interno degli affitti sussistono movimenti a livello di tipologia contrattuale. Vanno diminuendo, infatti, i contratti a lungo termine, e aumentano invece le formule più flessibili e temporanee. La situazione è talmente critica che anche i contratti a canone concordato si stanno lentamente avvicinando ai prezzi di mercato.
Inoltre c’è da considerare tutta quella fetta di cittadini che vivono stabilmente a Milano, ma che non sono residenti. Secondo le stime di OCA, questi ammonterebbero a quasi 200.000 persone, che incidono in modi diversi sulla città:
- aumentano la domanda abitativa,
- aumentano la pressione sui servizi urbani,
- sballano le statistiche che si basano sulle dichiarazioni anagrafiche e geografiche.
Infine, non ci si deve dimenticare degli affitti brevi, che dal periodo post-pandemico sono spuntati come funghi in tutta Milano, e che sottraggono immobili alle locazioni più lunghe, andando ad ingolfare ancor di più un mercato già saturo. Non è certo Milano l’unica città congestionata d’Italia e con prezzi al di sopra della media, ma qui non è affatto esagerato definire anche gli affitti un vero lusso, e le compravendite un privilegio per una platea sempre più ristretta.