Bonus casa addio? Il modo per finanziare le ristrutturazioni
Tra sei mesi o poco più l’aliquota per le ristrutturazioni edilizie calerà notevolmente e questo potrebbe essere l’ultimo periodo utile per sfruttare la convenienza degli Ecobonus. Vediamo quali sono gli scenari possibili.
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Il Bonus Ristrutturazioni per come lo conosciamo presto sparirà. O meglio, la detrazione che oggi è al 50% nel 2028 diventerà del 30%. Un brutto colpo per tutti coloro che vorrebbero eseguire interventi di ristrutturazione usufruendo del Bonus Casa. È quanto è previsto dal cosiddetto Decreto Superbonus approvato per ridurre l’impatto sulle finanze dello Stato del Superbonus del 110% che ha fatto così discutere negli ultimi anni. Il timore piuttosto fondato è che non bisognerà attendere il 2028: già dal prossimo anno il Bonus casa per le ristrutturazioni potrebbe passare (ritornare) al 36%.
La prima conseguenza che possiamo immaginarci è che saranno in tantissimi a realizzare lavori di ristrutturazione per sfruttare gli ultimi mesi con la detrazione al 50%. E non è escluso che molte aziende, proprio per invogliare le persone ad affidargli i lavori, possano prevedere sconti e formule ancora più vantaggiose.
Ma, allo stato attuale delle cose, per accedere a un intervento di ristrutturazione edilizio è più conveniente il mutuo o il prestito?
Mutuo o prestito: cosa scegliere per le ristrutturazioni
Accedere a un finanziamento è un’idea allettante per realizzare degli interventi di ristrutturazione, ma attualmente le condizioni economiche e finanziarie non sono delle migliori. A breve si prevede un primo taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, ma non è detto che ciò avverrà e che a esso ne seguiranno altri.
L’accesso a un mutuo è molto complesso perché spesso mancano le garanzie sufficienti richieste dalla banca, i tempi sono lunghi e ci sono una serie di spese extra come quella del notaio. L’alternativa del prestito può essere più semplice e rapida, ma non è detto che sia la più conveniente. Per fare un esempio: per un lavoro di ristrutturazione di 50000€ se si chiedesse un mutuo bisognerebbe restituirne 60000€, con un prestito 70000€. Il prestito risulta conveniente per cifre inferiori ai 30000€, in caso contrario in termini strettamente economici conviene il mutuo. Con tutte le difficoltà del caso.
C’è una terza possibilità, il credito lombard. È la formula accessibile a coloro che hanno degli investimenti (portafoglio titoli) presso un istituto di credito. In questo caso la banca concedere un prestito a condizioni agevolate ma prende come garanzia il portafoglio titoli che il cliente ha presso quell’istituto.
Il consiglio degli esperti è quello di valutare caso per caso e non trarre conclusioni affrettate. Le valutazioni da fare non sono relative solo alla formula di finanziamento più conveniente, ma anche al tipo di lavori da effettuare e al beneficio che questi comportano, specialmente in termini di efficienza energetica e risparmio sui costi dell’energia. C’è sicuramente da aspettare per capire meglio cosa accadrà nei prossimi mesi, anche se il tempo a disposizione fino alla fine dell’anno non è molto e diverse imprese edili, complice il caos generato dalla gestione del Superbonus, potrebbero non essere pronte per rispondere a un eventuale aumento della domanda.

