Bonus caldaia 2026: niente detrazioni per le caldaie a gas, cosa resta prima del taglio del 2027
Le caldaie alimentate solo a gas non sono più agevolate, ma pompe di calore e sistemi ibridi sì. Aliquote, Conto Termico 3.0 e perché conta pagare entro il 31 dicembre.
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Chi pensa di sostituire la vecchia caldaia approfittando dell’ultimo scorcio d’anno deve sapere una cosa prima di chiedere il preventivo: il bonus caldaia, inteso come agevolazione specifica, non esiste.
Esistono le detrazioni per ristrutturazione e risparmio energetico e il Conto Termico, che però dal 2025 hanno chiuso la porta alle caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili, comprese quelle a condensazione di classe elevata.
Chi oggi installa una nuova caldaia solo a gas, insomma, ne sostiene l’intero costo senza alcuno sconto fiscale. Il tema è attuale per una ragione precisa: le aliquote del 2026, a legge vigente, sono le più alte che si vedranno nei prossimi anni.
Bonus caldaia 2026: quali impianti sono ancora agevolati

L’esclusione delle caldaie a gas “singole” è un effetto della legge di Bilancio 2025, in linea con la direttiva europea sulle case green. Restano invece agevolabili le pompe di calore, i sistemi ibridi formati da pompa di calore e caldaia a condensazione progettati e assemblati in fabbrica per lavorare insieme, i microcogeneratori e alcuni generatori a biomassa ad alte prestazioni, solo se rispettano requisiti stringenti su rendimento ed emissioni. Installare separatamente una caldaia e una pompa di calore non basta per rientrare tra i sistemi ibridi.
Aliquote 2026 e il rischio taglio nel 2027
Per le spese sostenute nel 2026, Ecobonus e bonus ristrutturazioni valgono il 50% sull’abitazione principale del proprietario o di chi ha un diritto reale, e il 36% sugli altri immobili, con un tetto di 96.000 euro per unità nel caso del bonus casa. La detrazione si recupera in dieci rate annuali, quindi serve una capienza fiscale sufficiente.
Dal 1° gennaio 2027, a normativa vigente, le percentuali scenderanno al 36% e al 30%. Una proroga è stata ipotizzata dal viceministro dell’Economia, ma il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles il 15 ottobre non la menziona: al momento è solo un’ipotesi. Per le detrazioni conta il momento del pagamento, non la firma del contratto: chi vuole le aliquote attuali deve saldare entro il 31 dicembre, con bonifico parlante.
Conto Termico 3.0: il contributo diretto

Chi ha poche imposte da scalare o non vuole aspettare dieci anni può valutare il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE. Copre fino al 65% delle spese ammissibili e viene accreditato sul conto dopo l’approvazione della domanda, in un’unica soluzione per importi fino a 15.000 euro. Il 65% è però un tetto massimo, calcolato solo sui costi riconosciuti, e le risorse non sono illimitate: va verificata la disponibilità prima di partire. Detrazioni e Conto Termico, inoltre, non sempre si possono sommare sullo stesso intervento: la strada più conveniente va scelta caso per caso.
Per le detrazioni sui lavori di efficienza energetica, infine, la comunicazione all’ENEA va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Conservare fatture, ricevute dei bonifici e schede tecniche dell’impianto è indispensabile in caso di controlli da parte del Fisco. Prima di decidere conviene confrontare più preventivi e farsi consigliare da un tecnico e da un CAF o commercialista. Per orientarsi tra le alternative alla vecchia caldaia può essere utile capire come funziona una pompa di calore per il riscaldamento domestico e ripassare tutti i bonus casa e le detrazioni per la ristrutturazione.