Biosyness: la pelle vegana che nasce dagli scarti del caffè

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Nel campo della pelletteria, Biosyness si configura come una vera innovazione. Si tratta infatti della prima pelle vegana, nata dagli scarti del caffè.

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Biosyness: la pelle vegana che nasce dagli scarti del caffè
Photo by Couleur – Pixabay

La sostenibilità passa anche per le innovazioni nel campo della moda, in particolare quando si parla di prodotti Made in Italy. La penisola italiana è infatti da sempre una culla di scoperte e non sorprende, che anche la prima pelle vegana nata dagli scarti del caffè trovi qui la sua patria, nello specifico a Milano, la città della moda.

Ideatore di questa innovazione è Alireza Mansouri, giovane esperto di biotecnologie e bioeconomia, che durante i suoi studi universitari ha trasformato un’intuizione in un progetto industriale capace di coniugare durabilità, estetica e rispetto per l’ambiente. Il nuovo materiale prende il nome di Biosyness e mostra più di un punto di forza.

Si potrebbe pensare che la sua origine vegana sia già sufficiente a renderla innovativa, ma in realtà questo materiale è molto di più. Offre infatti, una vera alternativa alle pelli tradizionali e sintetiche, dimostrando come la circolarità e il riuso degli scarti possano generare soluzioni di alto livello, pronte a conquistare diversi mercati.

Biosyness: dal caffè un’idea rivoluzionaria

Biosyness: la pelle vegana che nasce dagli scarti del caffè
Photo by Biosyness

Il fondatore di Biosyness, Mansouri, ha origini iraniane, paese in cui è cresciuto e dove ha maturato il desiderio di creare un materiale sostenibile. Il trasferimento a Milano, nel 2019, gli offre l’intuizione ha preso forma concreta.

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Osservando il consumo e gli scarti del caffè alla caffetteria universitaria, Mansouri ha compreso le potenzialità di questa materia prima abbondante e poco valorizzata. Nel 2020 ha sviluppato i primi prototipi, nel 2021 è nata la prima vera versione della pelle vegana e, dopo un processo di perfezionamento, nel 2023 la produzione è stata avviata su scala industriale grazie a partnership tra Piemonte e Veneto.

Ogni anno la filiera del caffè genera circa 40 milioni di tonnellate di scarti. Tra questi, la più interessante è la silverskin, una sottilissima pellicola che riveste il chicco e che si stacca durante la tostatura. Pur rappresentando solo l’1-2% del peso del chicco, la sua disponibilità su larga scala è enorme. Di solito questo materiale viene destinato a compostaggio, cosmetici, biogas o coloranti naturali, ma sono numerosi anche i casi in cui finisce come rifiuto speciale. Biosyness ha scelto di dare nuova vita alla silverskin che viene polverizzata e combinata con granuli termoplastici bio-based (bio-TPU) secondo una formula proprietaria, senza l’utilizzo di solventi o plastificanti chimici.

La pelle vegana Biosyness si distingue per resistenza, versatilità e personalizzazione. La composizione media prevede un bilanciamento del 50% tra silverskin e bio-TPU, con l’aggiunta di fondi di caffè che permettono di modulare le tonalità cromatiche. A seconda delle esigenze del cliente, la formula può essere adattata, così come lo spessore, che raggiunge fino a 6 mm.

Il materiale vanta una resistenza a 120.000 cicli di abrasione, mantenendo al tempo stesso leggerezza e morbidezza. È naturalmente resistente ai raggi UV, può essere trattato per risultare ignifugo e conserva un leggero profumo di caffè, eliminabile su richiesta. Inoltre, la percentuale bio-based varia dall’80% al 95%, rendendolo una delle soluzioni più sostenibili nel panorama delle alternative alla pelle animale.

Una pelle davvero a basso impatto

Biosyness: la pelle vegana che nasce dagli scarti del caffè
Photo by butti_s – Pixabay

Uno dei punti di forza di Biosyness è la sua impronta ambientale ridotta. Secondo le analisi effettuate, l’impatto in termini di CO2 e consumo idrico è inferiore di almeno l’80% rispetto sia alla pelle naturale sia a quella artificiale, anche nelle varianti prive di solventi. Anche il fine vita del prodotto è stato pensato in ottica di economia circolare, poiché Biosyness può essere smaltita nella plastica e quindi riciclata, contribuendo a ridurre ulteriormente il carico ambientale.

Le applicazioni di questa pelle vegana sono numerose. Pensata inizialmente per il settore arredamento, quindi per i divani e i complementi imbottiti, trova spazio anche nella moda, negli accessori e nel merchandising. Le prospettive di mercato sono estremamente promettenti se si considera che il comparto globale della pelle vegana è destinato a superare il miliardo di dollari entro il 2030, con un valore stimato di 47 milioni nel segmento europeo degli accessori e dell’arredo. Solo il Nord Italia potrebbe arrivare a generare 12 milioni di euro.

Con una dozzina di partner industriali italiani già coinvolti e un modello scalabile in grado di adattarsi a più regioni, Biosyness si candida a diventare un punto di riferimento nella transizione verso materiali più etici e sostenibili.

Biosyness pelle vegana: immagini e foto

La storia di Biosyness dimostra come dalla combinazione di ricerca scientifica, intuizione e attenzione alla sostenibilità possano nascere soluzioni concrete e innovative. Trasformare un rifiuto in una risorsa non è soltanto un gesto ecologico, ma anche un’opportunità di business in grado di ridefinire interi settori produttivi.