Addio Superbonus, nessuna proroga: cosa accadrà ai condomini?
Dal 1° gennaio 2024 possiamo dire addio al Superbonus: non è prevista alcuna proroga per lo sconto in fattura e cessione del credito. La conferma arriva dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il quale ha assicurato che non ci saranno ulteriori proroghe delle scadenze. Cosa accadrà adesso ai condomini che non hanno ultimato i lavori? Diamo un’occhiata alle ultime novità.

Nessuna proroga prevista per la cessione del credito e sconto in fattura che sono destinati a cessare con la fine dell’anno. Le richieste avanzate da Forza Italia di prorogare di altri 3 mesi non sono state accolte e non sono previste ulteriori modifiche alle norme attualmente in vigore. Ciò significa che l’aliquota per i lavori ai condomini scenderà dal 90% al 70%, con un’ulteriore discesa al 65% a partire dal 2025. Per quanto riguarda le unità immobiliari indipendenti e autonome e gli edifici unifamiliari, ci sarà ancora il 110% per le spese sostenute entro fine anno, anche se questa percentuale riguarda solo i lavori con almeno il 30% di avanzamento al 30 settembre 2022.
Lo sconto in fattura l’abbiamo già abolito, ciononostante la dinamica del Superbonus continua imperterrita. Noi non abbiamo fatto nessun intervento in legge di bilancio su questo: i lavori devono essere completati entro la fine dell’anno, se si vuole beneficiare dello sconto in fattura. Altrimenti parte il meccanismo delle detrazioni senza la possibilità di sconto in fattura e cessioni, salvo quelli maturati in precedenza
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ha precisato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante la conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri sulla manovra.
Superbonus, qual è il destino dei condomini?

Come anticipato, non ci sarà alcuna proroga per i lavori condominiali che sono destinati ad una percentuale di agevolazione più penalizzante. A partire dal 2024 resta solo l’opzione della detrazione diretta. Le previsioni non sono delle più rosee e migliaia di cantieri rischiano il blocco. Questo perché per ultimare i lavori, i condomini dovrebbero versare il 40% rimanente entro la fine dell’anno (per godere del 110%) oppure versare il 40% in modo graduale fino ai lavori ultimati (godendo del 70%). Ad ogni modo, si necessita del 40% in contanti.
Le poche risorse di cui disponiamo le vogliamo concentrare su chi ha più bisogno. Il quadro è chiaramente abbastanza complesso: noi nel 2024 avremo circa 13 miliardi euro di maggiori interessi sul debito, da pagare in forza delle decisioni assunte dalla Bce, e circa 20 di Superbonus. L’aumento dei tassi e il Superbonus fanno complessivamente più della manovra di bilancio
ha spiegato la premier Giorgia Meloni.
Superbonus, il calendario delle scadenze
Facciamo il punto sul Superbonus 2023 con le scadenze in calendario:
- Condomini: il 31 dicembre scade il 110%. Nel 2024 la percentuale scenderà al 70% e nel 2025 al 65%.
- Villette e case unifamiliari: i lavori vanno ultimati entro la fine dell’anno e possono godere del 110% solo gli immobili per cui alla data del 30 settembre 2022 risultava effettuato almeno il 30% dei lavori.
- Case plurifamiliari fino a 4 unità residenziali con proprietà unitaria: valgono le stesse regole dei condomini. La Cilas deve essere antecedente il 25 novembre 2022.
- Edifici demoliti e ricostruiti: valgono le stesse regole dei condomini. La richiesta di autorizzazione edilizia deve essere stata presentata entro il 31 dicembre 2022.
- Edifici Iacp e assimilati: hanno diritto al 110% fino al 31 dicembre 2023.
- Edifici in zone colpite da sisma e alluvioni: vale la percentuale del 110% per gli edifici residenziali (colpiti da terremoti a partire dal 2009) fino al 31 dicembre 2025. La scadenza è il 31 dicembre 2024 vale per le aree colpite da alluvioni.
Superbonus news
Su Pianetadesign.it potete trovare sempre tutte le ultime notizie aggiornate in materia di Superbonus oltre alle istruzioni ed alle guide che spiegano la modalità del funzionamento della cessione del credito e dello sconto in fattura.